Campioni nella vita – Non arrenderti. Rischieresti di farlo un’ora prima del miracolo

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Ricominciare – CAMPIONI NELLA VITA di fra Emiliano Antenucci

Non arrenderti. Rischieresti di farlo un’ora prima del miracolo. (Proverbio arabo)

Per diventare campioni nello sport non ci vuole solo la genialità e il talento, ma tanta fatica, sudore, sacrificio, sofferenza, lotta e perseveranza. Lo sport è una parabola della nostra vita. La vita è bellissima, ma è lotta, fatica, sacrificio e un costante lavoro su se stessi fatto con pazienza e perdono di Dio.

Risuonano in me queste due parole: “RIALZATI, RIVESTITI DI LUCE” “RIALZATI, CAMMINA, CORRI E VOLA”.

Bisogna continuamente allontanare lo scoraggiamento e la disperazione. La disperazione è un “sentimento tenebroso” che ci dà la sensazione di essere lasciati nel vuoto e abbandonati da tutti e da tutto, non essere amati da nessuno e sentirsi sbagliati. Noi cristiani siamo portatori di speranza e di gioia, consolatori di “Gesù abbandonato” negli altri, nelle persone che incontriamo e nei poveri. Il “campione del Vangelo” è il santo, non è chi vince sugli altri, ma colui che perdona e non perde il fratello o la sorella. Chi rinuncia alla violenza fisica e verbale, non per debolezza di carattere, ma per scelta evangelica, così costruire ponti di pace. I “campioni del Vangelo (cioè i santi)” sono pazzi, incompresi, strani per gli altri, ma non per Dio, anzi amati e protetti particolarmente dal Signore. Essere un “campione evangelico” comporta la medaglia dell’umiltà, la coppa della preghiera e il premio della carità. Davanti a tutti questi “riconoscimenti divini” tacciano tutte le critiche, i pettegolezzi e le maldicenze, anzi sono eliminati dalla testimonianza di vita e dal profumo di bene che espandono intorno a loro. Un bambino piccolo che gioca ad una squadra di calcio mi ha chiesto: “Per fare il frate ti sei dovuto allenare?” “Si, con tanta preghiera, passione, umiltà, sacrificio, studio e pazienza…e facendo lavorare tanto il “muscolo del cuore” che produce gioia e pace, doni del Signore”. La vita è un continuo allenamento, ma mentre quelli sportivi possono finire, quelli umani mai. Quando ci sono le prove o si raggiungono dei traguardi, bisogna ricominciare daccapo e credere, sperare e amare.
Ricominciare (ogni giorno) è il verbo dei monaci del deserto, degli atleti, degli studenti, dei lavoratori e tutte le persone di buona volontà.
Ricominciare a vivere con passione, guardando tutte cose belle della vita, gustando la realtà con gli occhi innamorati di Dio.
Ricominciare è il verbo degli innamorati, dei peccatori amati, dei grandi santi e delle persone realizzate nel compiere su questa terra il sogno di Dio.

Concludo con questo bellissimo scritto di un “personal trainer spirituale” che è un santo papa:
“Non ti arrendere mai, neanche quando la fatica si fa sentire, neanche quando il tuo piede inciampa, neanche quando i tuoi occhi bruciano, neanche quando i tuoi sforzi sono ignorati, neanche quando la delusione ti avvilisce, neanche quando l’errore ti scoraggia, neanche quando il tradimento ti ferisce, neanche quando il successo ti abbandona, neanche quando l’ingratitudine ti sgomenta, neanche quando l’incomprensione ti circonda, neanche quando la noia ti atterra, neanche quando tutto ha l’aria del niente, neanche quando il peso del peccato ti schiaccia… Invoca il tuo Dio, stringi i pugni, sorridi… e ricomincia”
[Papa San Leone Magno]

P. S. (dedicato ad Ivana Gallo Ingrao, campionessa di pallavolo e nella vita, responsabile del gruppo di preghiera della Vergine del Silenzio di Taranto) fra Emiliano Antenucci




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