CHIESA – IN AUMENTO I CRISTIANI PERSEGUITATI

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CHIESA – Sono oltre 360 milioni i cristiani che sperimentano un livello alto di persecuzione e discriminazione a causa della propria fede, in pratica 1 cristiano ogni 7. Lo rivela la trentesima edizione della World Watch List (WWList), la lista dei primi 50 Paesi dove gli aderenti al cristianesimo sono più perseguitati curata da Porte Aperte Onlus/Open Doors. E ai cristiani che “soffrono sulla propria pelle la violenza” ha rivolto stamani il suo pensiero il Papa, durante l’udienza generale. Salutando i pellegrini di lingua inglese e quelli provenienti dall’Africa, Francesco ha chiesto di pregare per padre Isaac Achi, ucciso domenica scorsa nella diocesi di Minna, nel nord della Nigeria, nazione dove si uccidono più cristiani, ben 5.014, secondo la WWList.

Sono 5621 i cristiani uccisi lo scorso anno

Presentato oggi in Italia nella Sala stampa della Camera dei Deputati, e in contemporanea in altri 24 Paesi, il report è frutto del lavoro di un team di ricercatori impegnato a monitorare la realtà dei cristiani in 100 nazioni nel mondo e rivela che, tra ottobre 2021 e settembre 2022, sono stati uccisi 5621 cristiani, 4542 sono stati arrestati e 5259 rapiti – di cui 4726 in Nigeria -, mentre hanno subito attacchi 2110 chiese o edifici cristiani.

La Corea del Nord il Paese con più cristiani perseguitati

Il Paese con il più elevato numero di cristiani perseguitati è la Corea del Nord, dove l’aumento degli arresti e la chiusura di un maggior numero di chiese, spiega Porte Aperte, si deve, anche, alla nuova ondata di persecuzione promossa dalla “Legge contro il pensiero reazionario” che, tra l’altro, considera reato la pubblicazione di qualsiasi materiale di origine straniera, inclusa la Bibbia. Seguono Somalia, Yemen, Eritrea, Libia. Nazioni, in gran parte, fortemente islamiche e più intolleranti verso i cristiani, dove, precisa Porte Aperte, le persecuzioni sono dovute a società islamiche tribali radicalizzate, all’estremismo attivo e all’instabilità endemica. Qui la fede cristiana va vissuta nel segreto e se scoperti (specie se ex-musulmani) si rischia anche la morte. I luoghi più pericolosi al mondo per i cristiani sono la Nigeria il Pakistan – dove c’è più violenza anticristiana -, l’Iran – Paese in cui i cristiani e le chiese sono percepiti come minacce al regime islamico e i convertiti al cristianesimo sono esposti a maggiori rischi-, e ancora l’Afghanistan e il Sudan. In Myanmar, invece, sono oltre 100mila le persone costrette a lasciare le proprie case, nascondersi o fuggire dal Paese, e il numero di case, negozi e proprietà di cristiani distrutti o attaccati , oltre mille, evidenzia la svolta autoritaria della giunta militare che ha preso di mira certe minoranze percepite come disturbatrici per il semplice fatto di professare la fede cristiana.

Aumentano i rapimenti dei cristiani

Dalla World Watch List emerge una diminuzione delle chiese attaccate o chiuse, da 5.110 (WWL 2022) a 2.110 (WWL 2023), ma preoccupa l’aumento dei rapimenti da 3.829 a 5.259, di cui quasi 5.000 in Africa, per lo più in Nigeria, Mozambico (32) e Repubblica Democratica del Congo (37). Sono decine di migliaia, invece, i cristiani aggrediti (picchiati o vessati con minacce di morte) esclusivamente a causa della loro fede; nell’anno trascorso sono emersi oltre 29.400 casi, mentre sono state attaccate 4.547 case e 2.210 negozi e attività economiche. Oltre a violenze, emergono, nei confronti dei cristiani, pure vessazioni quotidiane, tra cui discriminazioni sul lavoro, non accesso alla sanità e all’istruzione, pressioni e minacce perchè si rinunci alla propria fede, negazione del soccorso in caso di calamità, eccessiva burocrazia.

I governi più ostili ai cristiani e la “chiesa profuga”

Quanto ad altre aree, in America Latina la libertà religiosa è minacciata da mal governo, criminalità e leader indigeni. L’oppressione diretta dei governi contro i cristiani, percepiti come voci di opposizione, è diffusa in Nicaragua, Venezuela e Cuba, dove leader cristiani sono stati imprigionati anche senza processo per il loro coinvolgimento in manifestazioni. Il peggioramento in Nicaragua risale all’aprile 2018, quando la repressione governativa si è intensificata dopo le proteste pubbliche e la Chiesa è stata un bersaglio specifico, con edifici danneggiati, emittenti televisive e scuole chiuse, leader religiosi espulsi. Nei circa 100 Paesi monitorati da Porte Aperte, aumenta la persecuzione in termini assoluti: sono 76 le nazioni che hanno un livello definibile alto, molto alto o estremo. E cresce il numero dei cristiani in fuga dalla persecuzione, la cosiddetta “chiesa profuga”. In Medio Oriente, ad esempio, i cristiani sono sempre meno a causa di privazioni, discriminazioni e persecuzioni, e i giovani continuano ad emigrare in cerca di un futuro migliore. La WWList analizza offre pure una panoramica dei casi di violenza e abusi contro le donne, che non è facile monitorare, poiché in molti Paesi le denunce sono rare, per ragioni culturali e sociali. Ma secondo Porte Aperte/Open Doors, con testimonianze raccolte, in un anno ne sono emersi 2.126, cui si sommano oltre 717 matrimoni forzati.