Vaticano – C’è attesa in Vaticano per un’importante evento che aprirà la prossima settimana, Infatti sarà martedì 27 luglio a partire dalle 19:30 che la Commissione Vaticana Covid-19, istituita da Papa Francesco presso il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, insieme a The Economy of Francesco, movimento internazionale di giovani economisti ispirato dal Santo Padre, ospiterà un evento dal titolo: “Le persone e il pianeta: i giovani danno senso e azione alla giustizia alimentare”.

La sessione, ospitata su Zoom con le traduzioni e trasmessa sul canale YouTube del Dicastero in diretta streaming nella lingua originale, si svolge nel contesto del Pre-Summit sui Sistemi Alimentari delle Nazioni Unite che si apre a Roma il 26 luglio per concludersi il 28 luglio, e che vedrà insieme ricercatori, piccoli agricoltori e popolazioni indigene, rappresentanti del settore privato, leader politici e ministri dell’agricoltura, dell’ambiente, della salute e delle finanze, per raccogliere buone pratiche per il settore e avviare alleanze e azioni quanto più possibile condivise.
Nella sessione prevista in Vaticano sei giovani relatori suddivisi in due sessioni condivideranno la loro esperienza relativamente alla catena di approvvigionamento alimentare e ai modi innovativi in cui si stanno impegnando per trasformare i sistemi alimentari oggi. Ciascuno ha un ruolo da svolgere nella trasformazione dei sistemi alimentari a favore delle persone e del pianeta, e “tutti noi possiamo cooperare per la cura del creato, ciascuno secondo la propria cultura, esperienza, coinvolgimento e talento” (Laudato si’ , 14). Le due sessioni di discussione saranno moderate da Lucia Capuzzi, giornalista del quotidiano Avvenire, e da padre Augusto Zampini, segretario aggiunto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e coordinatore della Commissione Vaticana Covid-19.
“Cibo per tutti” è uno dei tre obiettivi prioritari, insieme a “Lavoro per tutti” e “Salute per tutti”, che la Commissione si è data per il 2021, mentre si lavora per “preparare il futuro” come ha più volte affermato Papa Francesco, e realizzare sistemi che diano priorità alle persone e al pianeta.
Già nel maggio scorso e in vista di questo importante appuntamento, la Segreteria di Stato della Santa Sede, la Missione Permanente della Santa Sede presso la Fao, l’IFAD & il WFP, il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e la Commissione Vaticana Covid, hanno organizzato una serie di webinar, “Food for Life, Food Justice, Food for All”, registrati come “dialoghi indipendenti” che contribuiscono al Food Systems Summit delle Nazioni Unite (UNFSS).Inoltre, un video prodotto dal Dicastero e dalla Commissione Covid intitolato “Cibo per tutti: un Appello morale”, che presenta i messaggi principali della serie di tre webinar, sarà proiettato nel corso dell’evento del 27 luglio.

A tal proposito come non rammentare le parole che Papa Francesco ha più volte speso sul cibo e sulla sua distribuzione equa nelle varie aree del mondo. Proprio nello scorso mese di Giugno, il Papa ne parla a un certo punto del messaggio scritto in spagnolo e inviato a Michał Kurtyka, il ministro polacco del Clima e dell’Ambiente che presiede i lavori della 42.ma sessione della Conferenza Fao.
Dopo decenni di conquiste che purtroppo, osserva, vedono persone non avere “ancora accesso al cibo di cui hanno bisogno, né in quantità né in qualità”, e dopo che nel 2020 ha raggiunto il picco il numero di quelle “a rischio di insicurezza alimentare acuta”, la crisi mondiale innescata dal Covid è una finestra di opportunità per cambiare certi modelli. Dal momento che questo quadro, scrive il Papa, potrebbe peggiorare in futuro per “milioni di persone” a causa, oltre al Covid, di “conflitti, eventi meteorologici estremi, crisi economiche”, ecco che “lo sviluppo di un’economia circolare, che garantisce le risorse per tutti, comprese le generazioni future, e promuove l’uso di energie rinnovabili, è vantaggioso”.
Per il Papa della Laudato si’ e della Fratelli tutti la questione principale sta nel ridisegnare “un’economia a misura d’uomo, non solo soggetta al profitto, ma ancorata al bene comune, amica dell’etica e rispettosa dell’ambiente”. Questo, afferma, dovrebbe insegnare la pandemia: a “invertire la rotta seguita finora” investendo “in un sistema alimentare globale capace di resistere alle crisi future”. Il che include, specifica, “la promozione di un’agricoltura sostenibile e diversificata” che tenga conto “del ruolo prezioso dell’agricoltura familiare e delle comunità rurali”. E qui Francesco constata come siano “proprio coloro che producono cibo a soffrire della mancanza o della scarsità di cibo”, quei “tre quarti dei poveri del mondo” che “dipendono principalmente dall’agricoltura per il loro sostentamento” che tuttavia sono tagliati fuori dai mercati, dalla proprietà della terra, dalle risorse finanziarie, da infrastrutture e tecnologie”.
Alla Fao e alla comunità internazionale in generale, il Papa chiede quegli sforzi necessari a “raggiungere l’autonomia alimentare, sia attraverso nuovi modelli di sviluppo e di consumo, sia attraverso forme di organizzazione comunitaria che preservino gli ecosistemi locali e la biodiversità”. Mentre, dice, “alcuni seminano tensioni, scontri e falsità, noi, invece, siamo invitati a costruire con pazienza e determinazione una cultura di pace, che sia diretta verso iniziative che abbraccino tutti gli aspetti della vita umana e ci aiutino a respingere il virus dell’indifferenza”. Tutti gesti concreti, li definisce, necessari a stimolare la “fraternità”, sulla base di una responsabilità individuale e collettiva. “Approfittiamo di questa prova – conclude Francesco – come un’opportunità per preparare il domani per tutti, senza scartare nessuno”..
Ancora verso la fine del mese di Giugno 2021 in udienza ai partecipanti alla 41esima conferenza generale della Fao alla presenza del direttore generale Josè Graziano da Silva e il neoeletto successore Qu Dongyu aggiunge: “L’obiettivo “Fame Zero” nel mondo che si propone la Fao e la lotta alla mancanza di cibo e per l’accesso all’acqua potabile, malgrado i progressi che sono stati fatti negli ultimi decenni, “rimane una grande sfida”.
Bisogna infatti intervenire sulle cause che danno origine alla tragedia della fame nel mondo, spiega il Papa, che stanno soprattutto nella “mancanza di compassione”, nel “disinteresse di molti” e nella “scarsa volontà sociale e politica al momento di rispondere agli obblighi internazionali”:
La mancanza di cibo e di acqua non è una questione interna ed esclusiva dei paesi più poveri e fragili, ma riguarda ognuno di noi, perché tutti, con il nostro atteggiamento, partecipiamo in un modo o nell’altro, favorendo o frenando la sofferenza di molti nostri fratelli. Siamo tutti chiamati ad ascoltare il grido disperato dei nostri fratelli e ad adottare ogni misura affinché possano vivere vedendo rispettati i loro diritti più fondamentali.
Bisogna ridurre gli sprechi ed aumentare la consapevolezza della propria responsabilità sociale, continua il Papa, attraverso investimenti di breve e lungo termine in modo che “le giovani generazioni passeranno questo testimone a quelle future, sapendo che tale dramma sociale non può essere tollerato più a lungo”.
L’aumento del numero di rifugiati nel mondo durante gli ultimi anni ci ha dimostrato che il problema di un paese è il problema di tutta la famiglia umana. È necessario pertanto promuovere uno sviluppo agricolo nelle regioni più vulnerabili, rafforzando la resilienza e la sostenibilità del territorio. Ciò si otterrà soltanto, da una parte, investendo e sviluppando tecnologie e, dall’altra, ideando politiche innovative e solidali per lo sviluppo.
In questo senso è importante il ruolo della Fao e delle organizzazioni internazionali, “attori idonei a coordinare le misure perentorie e incisive che assicurino a tutti, e in particolare ai più poveri, l’accesso ai beni essenziali”. Nel ricordare la necessità di sostenere questi organismi multilaterali da parte dei governi, dei privati e della società civile, Papa Francesco sottolinea anche l’impegno della Santa Sede a cooperare con la Fao, “appoggiando lo sforzo internazionale verso l’eliminazione della fame nel mondo e garantendo un futuro migliore per il nostro pianeta e l’umanità intera”.





















