Papa e Pasqua – “Cristo è risorto, è veramente risorto, Alleluia”

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Papa – “Cristo è risorto, è veramente Risorto, Alleluia”, Queste parole riecheggiano nella nostra anima e nei nostri cuori nel primo appuntamento post pasquale con voi lettori che sempre con passione ci accompagnate.
Sono stati giorni intensi, giornate di gioia che alcuni hanno cercato di rovinare con un tentativo di attentato in Francia, con le solite vignette blasfeme ed irrispettose sui social, con l’ennesima dimostrazione di mancanza di sensibilità che indubbiamente più di un milione di persone in tutto il mondo non merita.
Ma guai ad indietreggiare, guai ad arrendersi ed allora eccoci qui a scrivere del bene e del bello, a rivisitare le ore trascorse nel ricordare la salvezza dl mondo che Gesù ha saputo donarci e del quale Papa Francesco ci ha parlato.


Nella veglia di Pasqua, Papa Francesco ha usato parole “forti”: “Non avere paura, è risorto! Ti attende in Galilea”. Sorella, fratello se in questa notte porti nel cuore un’ora buia, un giorno che non è ancora spuntato, una luce sepolta, un sogno infranto, vai, apri il cuore con stupore all’annuncio della Pasqua: “Non avere paura, è risorto! Ti attende in Galilea”. Le tue attese non resteranno incompiute, le tue lacrime saranno asciugate, le tue paure saranno vinte dalla speranza. Perché, sai, il Signore ti precede sempre, cammina sempre davanti a te. E, con Lui, sempre la vita ricomincia. Anche dalle macerie del nostro cuore – ognuno di noi sa, conosce le macerie del proprio cuore – anche dalle macerie del nostro cuore Dio può costruire un’opera d’arte, anche dai frammenti rovinosi della nostra umanità Dio prepara una storia nuova. Egli ci precede sempre: nella croce della sofferenza, della desolazione e della morte, così come nella gloria di una vita che risorge, di una storia che cambia, di una speranza che rinasce. E in questi mesi bui di pandemia sentiamo il Signore risorto che ci invita a ricominciare, a non perdere mai la speranza”.
Quindi nella Messa del giorno di Pasqua ecco tutta la gioia del Signore Risorto: L’annuncio della sconfitta della morte torna pieno e potente nella vita di ognuno e nella celebrazione presieduta da Papa Francesco all’Altare della Cattedra, nella Basilica di San Pietro.
Questa è la Domenica in cui la promessa diventa certezza: “Cristo è risorto, è davvero risorto”. Lo riferisce il Vangelo, che in questa festività, che rappresenta il momento più importante dell’anno liturgico, viene proclamato in latino e in greco. Come per altre celebrazioni, le letture in spagnolo e in inglese hanno contribuito ad esprimere il senso dell’universalità della Chiesa.
Dopo la Messa Francesco ha impartito la tradizionale benedizione del giorno di Pasqua.
“Gesù, il crocifisso, è risorto”. Questo annuncio che oggi riecheggia in tutto il mondo “non mostra un miraggio, non rivela una formula magica, non indica una via di fuga” ma racchiude un avvenimento che dona la speranza che non delude, anche di fronte alla complessa realtà attuale. “La pandemia – ricorda – è ancora in pieno corso; la crisi sociale ed economica è molto pesante, specialmente per i più poveri; malgrado questo – ed è scandaloso – non cessano i conflitti armati e si rafforzano gli arsenali militari”. “Questo – rimarca – è lo scandalo di oggi”.
Lunedì, al Regina Coeli, Papa Francesco si sofferma sullo stupore delle donne che scoprono il sepolcro vuoto, sulla loro gioia alle parole dell’angelo, ma anche sulle guardie che si lasciano vincere dal dio denaro per negare la verità della Resurrezione.
“Dalle parole dell’angelo possiamo raccogliere un prezioso insegnamento: non stanchiamoci mai di cercare il Cristo risorto, che dona la vita in abbondanza a quanti lo incontrano. Trovare Cristo significa scoprire la pace nel cuore” sonbo le parole del Pontefice che aggiunge; “In questo tempo pasquale, auguro a tutti di fare la medesima esperienza spirituale, accogliendo nel cuore, nelle case e nelle famiglie il lieto annuncio della Pasqua: «Cristo risorto più non muore, la morte non ha più potere su di Lui». L’annuncio della Pasqua, Cristo è vivo, Cristo accompagna la mia vita, Cristo è accanto a me. Cristo bussa alla porta del mio cuore perché Lo lasci entrare, Cristo è vivo. In questi giorni pasquali ci farà bene ripetere questo: il Signore vive. “So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto”: dice l’angelo alle donne. Quel “è risorto”, sottolinea il Papa, “va oltre le capacità umane”, solo lui infatti poteva dirlo. Solo lui, che “era come folgore e il suo vestito bianco come neve”, simboli di “un’era nuova”, aveva annunciato a Maria il disegno di Dio su di lei, sul suo essere madre di Gesù. E solo l’angelo poteva far rotolare via la pietra della tomba, “non per un fenomeno fisico – afferma Francesco – ma per l’intervento del Signore”.
Quella grande pietra, che avrebbe dovuto essere il sigillo della vittoria del male e della morte, è stata messa sotto i piedi, diventa sgabello dell’angelo del Signore. Tutti i progetti e le difese dei nemici e dei persecutori di Gesù sono stati vani. I sigilli sono caduti tutti. L’immagine dell’angelo seduto sulla pietra del sepolcro è la manifestazione concreta, visiva, della vittoria di Dio sul male, la manifestazione della vittoria di Cristo sul principe di questo mondo, la manifestazione della vittoria della luce sulle tenebre.
Le donne, invitate a non avere paura, sottolinea il Papa, sono piene di gioia. Quella delle guardie, che non riescono a fronteggiare la forza travolgente di Dio e sono sconvolte da un terremoto interiore: erano tramortite. La potenza della Risurrezione abbatte coloro che erano stati utilizzati per garantire l’apparente vittoria della morte. E cosa devono fare queste guardie? Andare da coloro che gli avevano dato l’ordine di custodire e dire la verità. Erano davanti a un’opzione: o dire la verità o lasciarci convincere da coloro che gli avevano dato il mandato di custodire. E l’unico modo di convincerli erano i soldi, e questa povera gente, poveri, hanno venduto la verità e con i soldi in tasca sono andati a dire: “No, sono venuti i discepoli e hanno rubato il corpo”. Il “signore” denaro, anche qui, nella risurrezione di Cristo è capace di avere potere, per negarla.
Ieri in un tweet dal suo account @Pontifex, il Papa riecheggia quanto affermato nei giorni scorsi alla Veglia di Pasqua. Nel mondo le vittime del Covid sfiorano i tre milioni e in molti Paesi le misure di contrasto restano alte: “In questi mesi bui di pandemia sentiamo il Signore risorto che ci invita a ricominciare, a non perdere mai la speranza”.
Speranza è la parola chiave. Speranza che arriva dalla Pasqua, faro di luce che proietta un fascio lungo il tunnel globale iniziato oltre un anno fa e che aiuta a non smarrirsi ma anzi invita ad andare avanti con Fede e Coraggio perchè il vero cristiano non si arrende mai.




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