Papa Francesco riceve gli atleti del nuoto con la Federazione Italiana Nuoto

Fra gli appuntamenti papali delle settimana appena conclusa vi segnalo l’incontro con la Federazione Italiana Nuoto.
Una testimonianza di disciplina, di sano agonismo e di gioco di squadra. Così il Papa ha descritto gli atleti che in questi giorni sono impegnati a Roma, allo Stadio del Nuoto del Foro Italico, nel 55° Trofeo “Sette Colli”, ricevuti in udienza in Vaticano.

Nella vasca olimpica del 1960, del mondiale nel 1994 e 2009 e degli europeinel 1983 – si affronteranno più di 700 nuotatori di club italiani e stranieri, in rappresentanza di 28 Paesi. L’Italia sarà presente con molti degli atleti protagonisti ai mondiali in vasca lunga di Budapest e in vasca corta di Copenhagen. Durante l’evento capitolino saliranno sui blocchi nuotatori di Belgio, Brasile, Canada, Danimarca, Egitto, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Irlanda, Isole Faroe, Libia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Seychelles, Spagna, Svezia, Svizzera, Sud Africa, Ucraina, Ungheria.

Per Papa Francesco, il nuoto, come ogni attività sportiva, se praticato con lealtà, diventa occasione di formazione ai valori umani e sociali, per irrobustire insieme col corpo anche il carattere e la volontà, e per imparare a conoscersi e ad accettarsi tra compagni.

“In queste giornate di gare sportive – il Trofeo “Sette Colli” –, oltre ai risultati tecnici, voi offrite anche una testimonianza di disciplina, di sano agonismo e di gioco di squadra. Mostrate a quali mete si può arrivare attraverso la fatica dell’allenamento, che comporta un grande impegno e anche delle rinunce. Tutto questo costituisce una lezione di vita soprattutto per i vostri coetanei. Il nuoto, come ogni attività sportiva, se praticato con lealtà, diventa occasione di formazione ai valori umani e sociali, per irrobustire insieme col corpo anche il carattere e la volontà, e per imparare a conoscersi e ad accettarsi tra compagni” ha dichiarato il Pontefice.

“Vorrei insistere un po’ su questa aspetto del “fare squadra”. Certo, il nuoto è uno sport prevalentemente individuale, ma comunque praticarlo in una società sportiva e addirittura a livello nazionale diventa un’esperienza di squadra, in cui contano molto la collaborazione e l’aiuto reciproco. E poi ci sono le staffette, e c’è la “Pallanuoto”, che è un classico gioco di squadra. Soprattutto c’è il “Nuoto sincronizzato”, che è veramente l’esaltazione del fare squadra: è tutto armonia, e l’eccellenza si raggiunge quando gli atleti si muovono in modo tale da formare un unico movimento. E’ davvero affascinante, e per noi comuni spettatori sembra quasi impossibile; ma anche lì, il segreto è, oltre alla bravura individuale, l’aiuto reciproco.

Parlando di nuoto sincronizzato non posso non pensare a Noemi, la vostra compagna tragicamente scomparsa pochi giorni fa, qui a Roma. Ho pregato per lei e per la sua famiglia, e oggi la ricordo insieme con voi.

Cari dirigenti e atleti, siate un buon esempio per i vostri coetanei, un esempio che può aiutarli a costruire il loro avvenire. Il linguaggio dello sport è universale e raggiunge facilmente le nuove generazioni. Perciò vi incoraggio a trasmettere messaggi positivi attraverso la vostra attività, contribuendo così anche a migliorare la società in cui viviamo.

Il Signore vi benedica e vi dia sempre la gioia di fare sport insieme, in spirito di fratellanza. Grazie”




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