Papa: l’uomo non può essere ridotto a cosa dal profitto

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Papa  Francesco ha incontrato i dirigenti e parte del personale della Cassa depositi e prestiti a 170 anni dalla sua fondazione. Il Pontefice esorta, soprattutto in tempo di pandemia, a “percorrere con coraggio linee di intervento rispettose, promozionali della persona umana e della società”.

Costruttori di pace e di giustizia che non cedano alla corruzione negli affari e che siano animati da trasparenza e ricerca di buoni risultati. Così Papa Francesco delinea le caratteristiche di chi lavora nell’Istituzione Cassa Depositi e Prestiti a 170 anni dalla sua fondazione. Ricevendo in udienza in Vaticano il personale e i dirigenti, il Pontefice ricorda che la Dottrina Sociale della Chiesa propone una visione nella quale davanti alla giusta remunerazione delle risorse, gli investitori puntino a finanziare iniziative che favoriscano la promozione sociale e collettiva:

“Il pensiero cristiano non è contrario per principio alla prospettiva del profitto, piuttosto è contrario al profitto a qualunque costo, al profitto che dimentica l’uomo, lo rende schiavo, lo riduce a cosa tra le cose, a variabile di un processo che non può in alcun modo controllare o al quale non può in alcun modo opporsi.

Questo incontro avviene a centosettant’anni dalla nascita della vostra istituzione. Sorta come Cassa Piemontese, a seguito dell’unità politica della Nazione mutò la denominazione in Cassa Depositi e Prestiti. Da allora il compito del vostro Istituto si è ridisegnato in relazione con l’evoluzione e le necessità del Paese, bisognoso di costanti investimenti, di ammodernamenti, di sostegno agli enti locali, di supporto alla formazione professionale e alla produttività.

Queste linee di sviluppo richiedono ancora oggi da parte vostra un generoso impegno. Pensiamo alle sfide prodotte in campo sociale ed economico dalla grave pandemia tuttora in corso. Pensiamo a fenomeni dalle ricadute molto significative, come il declino di alcune forme di produzione, che necessitano di rinnovamento o di radicale trasformazione. Pensiamo ai mutamenti intervenuti nel modo di acquistare e di vendere i beni, con il rischio di concentrare scambi e commerci nelle mani di poche realtà di dimensione globale. E ciò a scapito delle peculiarità dei territori e delle competenze professionali locali, così tipiche della realtà italiana ed europea.

La dottrina sociale della Chiesa concorda con una visione nella quale più investitori si attendono una giusta remunerazione dalle risorse raccolte, per poi convogliarle al finanziamento di iniziative che puntano alla promozione sociale e collettiva. Il pensiero cristiano non è contrario per principio alla prospettiva del profitto, piuttosto è contrario al profitto a qualunque costo, al profitto che dimentica l’uomo, lo rende schiavo, lo riduce a cosa tra le cose, a variabile di un processo che non può in alcun modo controllare o al quale non può in alcun modo opporsi.

La gestione degli affari richiede sempre da parte di tutti una condotta leale e limpida, che non ceda alla corruzione. Nell’esercizio delle proprie responsabilità è necessario saper distinguere il bene dal male. Infatti, anche nel campo dell’economia e della finanza, retta intenzione, trasparenza e ricerca dei buoni risultati sono compatibili e non devono mai essere disgiunte. Si tratta di individuare e percorrere con coraggio linee di intervento rispettose, anzi, promozionali della persona umana e della società.

Nel vostro lavoro, voi siete chiamati a gestire giorno per giorno, con scrupolosa attenzione, le relazioni con le varie realtà che si rivolgono a voi per un sostegno. Un’istituzione come la vostra può testimoniare in concreto una sensibilità solidale, favorendo il rilancio dell’economia reale, quale volano di sviluppo delle persone, delle famiglie e dell’intera società. Anche in questo modo si può accompagnare il graduale cammino di una nazione e servire il bene comune, con lo sforzo di moltiplicare e rendere più accessibili per tutti i beni di questo mondo (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 203).

Questo è l’augurio, che formulo nella circostanza del vostro anniversario, incoraggiandovi a proseguire con generosità la vostra azione. Vi accompagni l’assistenza dello Spirito Santo e vi renda costruttori di giustizia e di pace. Per voi qui presenti e per tutti gli aderenti alla Cassa Depositi e Prestiti assicuro il mio ricordo nella preghiera e, mentre chiedo anche a voi di pregare per me, vi impartisco la Benedizione Apostolica, che estendo di cuore ai vostri familiari.”




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