{"id":18481,"date":"2019-03-28T00:00:12","date_gmt":"2019-03-27T23:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/?p=18481"},"modified":"2019-03-28T11:59:27","modified_gmt":"2019-03-28T10:59:27","slug":"papa-udienza-generale-dacci-il-nostro-pane-quotidiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/index.php\/vaticano\/papa-udienza-generale-dacci-il-nostro-pane-quotidiano\/","title":{"rendered":"Papa &#8211; Udienza generale &#8211; Dacci il nostro pane quotidiano"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>PAPA<\/strong><\/span> &#8211; Proseguono le Catechesi sul<strong><span style=\"font-size: 14pt;\"> \u201cPadre nostro\u201d<\/span><\/strong>: 11. Dacci il nostro pane quotidiano.<\/p>\n<p><strong>Durante l\u2019udienza generale il Pontefice pensa a tanti padri e madri che ancora oggi vanno a dormire col tormento di non avere pane per i loro figli.<\/strong> E ricorda come esso sia un pane regalato per l\u2019umanit\u00e0, che va condiviso.<\/p>\n<p>\u201cCari fratelli e sorelle, buongiorno!\u201dha esordito il Pontefice.<\/p>\n<p>\u201cPassiamo oggi ad analizzare la seconda parte del \u201cPadre nostro\u201d, quella in cui presentiamo a Dio le nostre necessit\u00e0. Questa seconda parte comincia con una parola che profuma di quotidiano: il pane.<\/p>\n<p>La preghiera di Ges\u00f9 parte da una domanda impellente, che molto somiglia all\u2019implorazione di un mendicante: \u201cDacci il pane quotidiano!\u201d. Questa preghiera proviene da un\u2019evidenza che spesso dimentichiamo, vale a dire che non siamo creature autosufficienti, e che tutti i giorni abbiamo bisogno di nutrirci.<\/p>\n<p>Le Scritture ci mostrano che per tanta gente l\u2019incontro con Ges\u00f9 si \u00e8 realizzato a partire da una domanda. Ges\u00f9 non chiede invocazioni raffinate, anzi, tutta l\u2019esistenza umana, con i suoi problemi pi\u00f9 concreti e quotidiani, pu\u00f2 diventare preghiera. Nei Vangeli troviamo una moltitudine di mendicanti che supplicano liberazione e salvezza. Chi domanda il pane, chi la guarigione; alcuni la purificazione, altri la vista; o che una persona cara possa rivivere&#8230; Ges\u00f9 non passa mai indifferente accanto a queste richieste e a questi dolori.<\/p>\n<p>Dunque, Ges\u00f9 ci insegna a chiedere al Padre il pane quotidiano. E ci insegna a farlo uniti a tanti uomini e donne per i quali questa preghiera \u00e8 un grido \u2013 spesso tenuto dentro \u2013 che accompagna l\u2019ansia di ogni giorno. Quante madri e quanti padri, ancora oggi, vanno a dormire col tormento di non avere l\u2019indomani pane a sufficienza per i propri figli! Immaginiamo questa preghiera recitata non nella sicurezza di un comodo appartamento, ma nella precariet\u00e0 di una stanza in cui ci si adatta, dove manca il necessario per vivere. Le parole di Ges\u00f9 assumono una forza nuova. L\u2019orazione cristiana comincia da questo livello. Non \u00e8 un esercizio per asceti; parte dalla realt\u00e0, dal cuore e dalla carne di persone che vivono nel bisogno, o che condividono la condizione di chi non ha il necessario per vivere. Nemmeno i pi\u00f9 alti mistici cristiani possono prescindere dalla semplicit\u00e0 di questa domanda. \u201cPadre, fa\u2019 che per noi e per tutti, oggi ci sia il pane necessario\u201d. E \u201cpane\u201d sta anche per acqua, medicine, casa, lavoro\u2026 Chiedere il necessario per vivere.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">IL NOSTRO PANE<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Il pane che il cristiano chiede nella preghiera non \u00e8 il \u201cmio\u201d ma \u00e8 il \u201cnostro\u201d pane. Cos\u00ec vuole Ges\u00f9. Ci insegna a chiederlo non solo per s\u00e9 stessi, ma per l\u2019intera fraternit\u00e0 del mondo. Se non si prega in questo modo, il \u201cPadre nostro\u201d cessa di essere una orazione cristiana. Se Dio \u00e8 nostro Padre, come possiamo presentarci a Lui senza prenderci per mano? Tutti noi. E se il pane che Lui ci d\u00e0 ce lo rubiamo tra di noi, come possiamo dirci suoi figli? Questa preghiera contiene un atteggiamento di empatia, un atteggiamento di solidariet\u00e0. Nella mia fame sento la fame delle moltitudini, e allora pregher\u00f2 Dio finch\u00e9 la loro richiesta non sar\u00e0 esaudita. Cos\u00ec Ges\u00f9 educa la sua comunit\u00e0, la sua Chiesa, a portare a Dio le necessit\u00e0 di tutti: \u201cSiamo tutti tuoi figli, o Padre, abbi piet\u00e0 di noi!\u201d. E adesso ci far\u00e0 bene fermarci un po\u2019 e pensare ai bambini affamati. Pensiamo ai bambini che sono in Paesi in guerra: i bambini affamati dello Yemen, i bambini affamati nella Siria, i bambini affamati in tanti Paesi dove non c\u2019\u00e8 il pane, nel Sud Sudan. Pesiamo a questi bambini e pensando a loro diciamo insieme, a voce alta, la preghiera: \u201cPadre, dacci oggi il pane quotidiano\u201d. Tutti insieme.<\/p>\n<p>Il pane che chiediamo al Signore nella preghiera \u00e8 quello stesso che un giorno ci accuser\u00e0. Ci rimproverer\u00e0 la poca abitudine a spezzarlo con chi ci \u00e8 vicino, la poca abitudine a condividerlo. Era un pane regalato per l\u2019umanit\u00e0, e invece \u00e8 stato mangiato solo da qualcuno: l\u2019amore non pu\u00f2 sopportare questo. Il nostro amore non pu\u00f2 sopportarlo; e neppure l\u2019amore di Dio pu\u00f2 sopportare questo egoismo di non condividere il pane.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-18484\" src=\"https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/papa-mani-tese-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/papa-mani-tese-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/papa-mani-tese-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/papa-mani-tese.jpeg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Il cibo non \u00e8 propriet\u00e0 privata<\/span> <\/strong><\/p>\n<p>Una volta c\u2019era una grande folla davanti a Ges\u00f9; era gente che aveva fame. Ges\u00f9 domand\u00f2 se qualcuno avesse qualcosa, e si trov\u00f2 solo un bambino disposto a condividere la sua provvista: cinque pani e due pesci. Ges\u00f9 moltiplic\u00f2 quel gesto generoso (cfr Gv 6,9). Quel bambino aveva capito la lezione del \u201cPadre nostro\u201d: che il cibo non \u00e8 propriet\u00e0 privata \u2013 mettiamoci questo in testa: il cibo non \u00e8 propriet\u00e0 privata -, ma provvidenza da condividere, con la grazia di Dio.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">La Condivisione<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Il vero miracolo compiuto da Ges\u00f9 quel giorno non \u00e8 tanto la moltiplicazione \u2013 che \u00e8 vero -, ma la condivisione: date quello che avete e io far\u00f2 il miracolo. Egli stesso, moltiplicando quel pane offerto, ha anticipato l\u2019offerta di S\u00e9 nel Pane eucaristico. Infatti, solo l\u2019Eucaristia \u00e8 in grado di saziare la fame di infinito e il desiderio di Dio che anima ogni uomo, anche nella ricerca del pane quotidiano\u201d.<\/p>\n<p>La preghiera di Ges\u00f9, osserva dunque Francesco, parte da una domanda impellente \u201cche molto somiglia all\u2019implorazione di un mendicante\u201d per il pane quotidiano: un\u2019evidenza, nota il Papa, che spesso dimentichiamo, cio\u00e8 \u201cche non siamo creature autosufficienti, e che tutti i giorni abbiamo bisogno di nutrirci\u201d. Ges\u00f9 non chiede \u2013 ricorda il Papa &#8211; \u201cinvocazioni raffinate\u201d: tutta l\u2019esistenza umana, \u201ccon i suoi problemi pi\u00f9 concreti e quotidiani\u201d, pu\u00f2 diventare \u201cpreghiera\u201d.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">24 ore per il Signore<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Il Pontefice durante i saluti ai pellegrini italiani ricorda in particolare che, come ogni anno, si svolge la tradizionale iniziativa \u00ab24 ore per il Signore\u00bb: venerd\u00ec, quando alle ore 17.00 celebrer\u00e0 nella Basilica Vaticana la Liturgia Penitenziale, e sabato prossimi.<\/p>\n<p>Quanto sarebbe significativo che anche le nostre chiese, in questa particolare occasione, fossero aperte a lungo, per chiedere la misericordia di Dio ed accoglierla nel Sacramento del Perdono.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">POLONIA<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Salutando i fedeli polacchi presenti in Piazza San Pietro\u00a0 Francesco ha anticipato l\u2019evento odierno durante il quale, nei Giardini Vaticani, verr\u00e0 piantata una quercia dei boschi polacchi, \u201ccome segno dei legami vivi e forti tra la Santa Sede e la Polonia che cent\u2019anni fa riacquist\u00f2 la sua indipendenza\u201d.<\/p>\n<p>Proprio il 30 marzo 1919 la Santa Sede ha riconosciuto la libera Repubblica Polacca, riallacciando poi con essa i rapporti diplomatici. Quest\u2019albero \u00e8 anche un simbolo dell\u2019impegno della Polonia a favore della salvaguardia dell\u2019ambiente naturale. Ringraziando Dio per il dono della libert\u00e0, preghiamo affinch\u00e9 essa sia sempre usata per la crescita spirituale, culturale e sociale del vostro Popolo, e per lo sviluppo integrale di ogni persona.<\/p>\n<p><strong>Maria Concetta Esu<\/strong><\/p>\n<p>Prima di accomiatarsi il Papa ha consegnato un\u2019onorificenza pontificia a suor Maria Concetta Esu, 85 anni, originaria della Sardegna, missionaria in Africa: aveva conosciuto la religiosa delle Suore Figlie di San Giuseppe di Genoni nel 2015 a Bangui, durante il viaggio apostolico nella Repubblica Centrafricana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PAPA &#8211; Proseguono le Catechesi sul \u201cPadre nostro\u201d: 11. Dacci il nostro pane quotidiano. 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