{"id":18888,"date":"2019-04-15T19:17:39","date_gmt":"2019-04-15T17:17:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/?p=18888"},"modified":"2019-04-15T19:17:39","modified_gmt":"2019-04-15T17:17:39","slug":"vaticano-il-papa-la-domenica-delle-palme-e-langelus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/index.php\/vaticano\/vaticano-il-papa-la-domenica-delle-palme-e-langelus\/","title":{"rendered":"Vaticano &#8211; Il Papa, la domenica delle Palme e l&#8217;Angelus"},"content":{"rendered":"<p>Papa &#8211; La settimana santa ha dunque avuto inizio. Per il Papa \u00e8 stata una domenica importante con l\u2019appuntamento delle Palme ed il consueto Angelus.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-18890\" src=\"https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Papa-palme-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Papa-palme-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Papa-palme-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Papa-palme.jpeg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Parlando ai fedeli durante la Messa il papa ha parlato cos\u00ec: \u201cLe acclamazioni dell\u2019ingresso in Gerusalemme e l\u2019umiliazione di Ges\u00f9. Le grida festose e l\u2019accanimento feroce. Questo duplice mistero accompagna ogni anno l\u2019ingresso nella Settimana Santa, nei due momenti caratteristici di questa celebrazione: la processione con i rami di palma e di ulivo all\u2019inizio e poi la solenne lettura del racconto della Passione.<\/p>\n<p>Lasciamoci coinvolgere in questa azione animata dallo Spirito Santo, per ottenere quanto abbiamo chiesto nella preghiera: di accompagnare con fede il nostro Salvatore nella sua via e di avere sempre presente il grande insegnamento della sua passione come modello di vita e di vittoria contro lo spirito del male.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ci mostra come affrontare i momenti difficili e le tentazioni pi\u00f9 insidiose, custodendo nel cuore una pace che non \u00e8 distacco, non \u00e8 impassibilit\u00e0 o superomismo, ma \u00e8 abbandono fiducioso al Padre e alla sua volont\u00e0 di salvezza, di vita, di misericordia; e, in tutta la sua missione, \u00e8 passato attraverso la tentazione di \u201cfare la sua opera\u201d scegliendo Lui il modo e slegandosi dall\u2019obbedienza al Padre. Dall\u2019inizio, nella lotta dei quaranta giorni nel deserto, fino alla fine, nella Passione, Ges\u00f9 respinge questa tentazione con la fiducia obbediente nel Padre.<\/p>\n<p>Anche oggi, nel suo ingresso in Gerusalemme, Lui ci mostra la via. Perch\u00e9 in quell\u2019avvenimento il maligno, il Principe di questo mondo aveva una carta da giocare: la carta del trionfalismo, e il Signore ha risposto rimanendo fedele alla sua via, la via dell\u2019umilt\u00e0.<\/p>\n<p>Il trionfalismo cerca di avvicinare la meta per mezzo di scorciatoie, di falsi compromessi. Punta a salire sul carro del vincitore. Il trionfalismo vive di gesti e di parole che per\u00f2 non sono passati attraverso il crogiolo della croce; si alimenta del confronto con gli altri giudicandoli sempre peggiori, difettosi, falliti\u2026 Una forma sottile di trionfalismo \u00e8 la mondanit\u00e0 spirituale, che \u00e8 il maggior pericolo, la tentazione pi\u00f9 perfida che minaccia la Chiesa (De Lubac). Ges\u00f9 ha distrutto il trionfalismo con la sua Passione.<\/p>\n<p>Il Signore ha veramente condiviso e gioito con il popolo, con i giovani che gridavano il suo nome acclamandolo Re e Messia. Il suo cuore godeva nel vedere l\u2019entusiasmo e la festa dei poveri d\u2019Israele. Al punto che, a quei farisei che gli chiedevano di rimproverare i suoi discepoli per le loro scandalose acclamazioni, Egli rispose: \u00abSe questi taceranno, grideranno le pietre\u00bb (Lc 19,40). Umilt\u00e0 non vuol dire negare la realt\u00e0, e Ges\u00f9 \u00e8 realmente il Messia, \u00e8 realmente il Re.<\/p>\n<p>Ma nello stesso tempo il cuore di Cristo \u00e8 su un\u2019altra via, sulla via santa che solo Lui e il Padre conoscono: quella che va dalla \u00abcondizione di Dio\u00bb alla \u00abcondizione di servo\u00bb, la via dell\u2019umiliazione nell\u2019obbedienza \u00abfino alla morte e a una morte di croce\u00bb (Fil 2,6-8). Egli sa che per giungere al vero trionfo deve fare spazio a Dio; e per fare spazio a Dio c\u2019\u00e8 un solo modo: la spogliazione, lo svuotamento di s\u00e9. Tacere, pregare, umiliarsi. Con la croce, fratelli e sorelle, non si pu\u00f2 negoziare, o la si abbraccia o la si rifiuta. E con la sua umiliazione Ges\u00f9 ha voluto aprire a noi la via della fede e precederci in essa.<\/p>\n<p>Dietro di Lui, la prima a percorrerla \u00e8 stata sua Madre, Maria, la prima discepola. La Vergine e i santi hanno dovuto patire per camminare nella fede e nella volont\u00e0 di Dio. Di fronte agli avvenimenti duri e dolorosi della vita, rispondere con la fede costa \u00abuna particolare fatica del cuore\u00bb (cfr S. Giovanni Paolo II, Enc. Redemptoris Mater, 17). \u00c8 la notte della fede. Ma solo da questa notte spunta l\u2019alba della risurrezione. Ai piedi della croce, Maria ripens\u00f2 alle parole con cui l\u2019Angelo le aveva annunciato il suo Figlio: \u00abSar\u00e0 grande [\u2026]; il Signore Dio gli dar\u00e0 il trono di Davide suo padre e regner\u00e0 per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avr\u00e0 fine\u00bb (Lc 1,32-33). Maria sul Golgota si trova di fronte alla smentita totale di quella promessa: suo Figlio agonizza su una croce come un malfattore. Cos\u00ec il trionfalismo, distrutto dall\u2019umiliazione di Ges\u00f9, \u00e8 stato ugualmente distrutto nel cuore della Madre; entrambi hanno saputo tacere.<\/p>\n<p>Preceduti da Maria, innumerevoli santi e sante hanno seguito Ges\u00f9 sulla via dell\u2019umilt\u00e0 e sulla via dell\u2019obbedienza. Oggi, Giornata Mondiale della Giovent\u00f9, voglio ricordare i tanti santi e sante giovani, specialmente quelli \u201cdella porta accanto\u201d, che solo Dio conosce, e che a volte Lui ama svelarci a sorpresa. Cari giovani, non vergognatevi di manifestare il vostro entusiasmo per Ges\u00f9, di gridare che Lui vive, che \u00e8 la vostra vita. Ma nello stesso tempo non abbiate paura di seguirlo sulla via della croce. E quando sentirete che vi chiede di rinunciare a voi stessi, di spogliarvi delle vostre sicurezze, di affidarvi completamente al Padre che \u00e8 nei cieli, allora, cari giovani, rallegratevi ed esultate! Siete sulla strada del Regno di Dio.<\/p>\n<p>Acclamazioni festose e accanimento feroce; \u00e8 impressionante il silenzio di Ges\u00f9 nella sua Passione, vince anche la tentazione di rispondere, di essere \u201cmediatico\u201d. Nei momenti di oscurit\u00e0 e grande tribolazione bisogna tacere, avere il coraggio di tacere, purch\u00e9 sia un tacere mite e non rancoroso. La mitezza del silenzio ci far\u00e0 apparire ancora pi\u00f9 deboli, pi\u00f9 umiliati, e allora il demonio, prendendo coraggio, uscir\u00e0 allo scoperto. Bisogner\u00e0 resistergli in silenzio, \u201cmantenendo la posizione\u201d, ma con lo stesso atteggiamento di Ges\u00f9. Lui sa che la guerra \u00e8 tra Dio e il Principe di questo mondo, e che non si tratta di mettere mano alla spada, ma di rimanere calmi, saldi nella fede. \u00c8 l\u2019ora di Dio. E nell\u2019ora in cui Dio scende in battaglia, bisogna lasciarlo fare. Il nostro posto sicuro sar\u00e0 sotto il manto della Santa Madre di Dio. E mentre attendiamo che il Signore venga e calmi la tempesta (cfr Mc 4,37-41), con la nostra silenziosa testimonianza in preghiera, diamo a noi stessi e agli altri \u00abragione della speranza che \u00e8 in [noi]\u00bb (1 Pt 3,15). Questo ci aiuter\u00e0 a vivere nella santa tensione tra la memoria delle promesse, la realt\u00e0 dell\u2019accanimento presente nella croce e la speranza della risurrezione\u201d.<\/p>\n<p>I ramoscelli d\u2019olivo non sono un talismano contro possibili disgrazie; al contrario, sono il segno di un popolo che acclama al suo Re e lo riconosce come Signore che salva e che libera. Ma la sua regalit\u00e0 si manifester\u00e0 in modo sconcertante sulla croce. Proprio in questo misterioso scandalo di umiliazione, di sofferenza, di abbandono totale si compie il disegno salvifico di Dio. Nell\u2019impatto con la croce la fede vacilla: il peso di una forca schiaccia il Giusto per eccellenza e sembra dar ragione alla potenza dell\u2019ingiustizia, della violenza e della malvagit\u00e0. Sale inquietante la domanda del \u00abperch\u00e9\u00bb di questo cumulo insopportabile di sofferenza e di dolore che investe Ges\u00f9, il Crocifisso, e con lui tutti i crocifissi della storia. Sulla croce muoiono tutte le false immagini di Dio che la mente umana ha partorito e che noi, forse, continuiamo inconsciamente ad alimentare. Dov\u2019\u00e8 l\u2019onnipotenza di Dio, la sua perfezione, la sua giustizia? Perch\u00e9 Dio non interviene in certe situazioni intollerabili? Solo la fede \u00e8 capace di leggere l\u2019onnipotenza di Dio nell\u2019impotenza di una croce. E\u2019 l\u2019impotenza dell\u2019Amore!<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ha talmente amato il Padre (\u00abobbediente fino alla morte e alla morte di croce\u00bb: seconda lettura) da accogliere liberamente il suo progetto\u00a0\u00abper noi uomini e per la nostra salvezza\u00bb. Ges\u00f9 non muore perch\u00e9 lo uccidono, ma perch\u00e9 egli stesso\u00a0\u00absi consegna\u00bb\u00a0(cf\u00a0<i>Gal\u00a0<\/i>2,20) con libert\u00e0 sovrana, per amore. Questo amore supremo che egli dona perdendo se stesso e diventando solidale con tutte le umiliazioni, i dolori, i rifiuti patiti dall\u2019uomo, d\u00e0 la misura dell\u2019annientamento (cf seconda lettura) di Ges\u00f9 e manifesta il rovesciamento delle situazioni umane: la vera grandezza dell\u2019uomo non sta nel potere, nella ricchezza, nella considerazione sociale, ma nell\u2019amore che condivide, che \u00e8 solidale, che \u00e8 vicino ai fratelli, che si fa servizio. Dio vince il dolore e la morte non togliendoli dal cammino dell\u2019uomo, ma assumendoli in s\u00e9. Il Dio giusto si sottrae ai nostri schemi di giustizia, che reclamerebbero la vendetta immediata sui cattivi e sugli accusatori dell\u2019Innocente: la sua giustizia si rivela perdonando e togliendo all\u2019omicida anche il peso del proprio peccato. Il vinto che perdona il vincitore lo libera dalla sua aggressivit\u00e0 mortale mostrandogli come l\u2019amore vinca l\u2019odio.<b><\/p>\n<p><\/b>Nel legno della croce le prime generazioni cristiane hanno saputo scorgere il segno della regalit\u00e0 di Cristo.<br \/>\nGli evangelisti non hanno bisogno di attendere la risurrezione di Ges\u00f9 per proclamare l\u2019inizio del mondo nuovo. Gi\u00e0 la croce \u00e8 carica di novit\u00e0, \u00e8 l\u2019inizio di un nuovo ordine di cose. Anche se tutto \u00e8 apparentemente finito e le forze del male sembrano avere prevalso su Ges\u00f9, i segni che ne accompagnano la morte (cf\u00a0<i>Mc\u00a0<\/i>15,37-39;\u00a0<i>Mt\u00a0<\/i>27,51) lasciano filtrare la novit\u00e0: il velo del tempio si squarcia indicando che l\u2019antico tempio con i suoi ordinamenti e le sue attese \u00e8 finito. Il Tempio nuovo \u00e8 il corpo di Cristo che Dio ricostruir\u00e0 con la risurrezione; e il primo ad entrare in questo Tempio sar\u00e0 un pagano, il centurione, per la sua professione di fede\u00a0<i>(Mc\u00a0<\/i>15,38;\u00a0<i>Mt\u00a0<\/i>27,54). Nell\u2019annientamento del Figlio di Dio nasce una nuova umanit\u00e0. Il mistero della morte diventa mistero di vita e di trionfo.<br \/>\nIn questa domenica di Passione, la Croce \u00e8 al centro della contemplazione della comunit\u00e0 cristiana che in essa legge il progetto misterioso di Dio e adora la regalit\u00e0 di Cristo. Una regalit\u00e0 che rinuncia a schemi di potenza umana, che indica per quali strade umanamente illogiche passi la\u00a0\u00abgloria\u00bb, che diventa misura di confronto e di verifica net servizio dei fratelli.<\/p>\n<p>Al termine della celebrazione della Domenica delle Palme, Papa Francesco, prima di rivolgersi con i 50 mila fedeli presenti in piazza san Pietro alla Vergine Maria e invocarla con la preghiera dell\u2019Angelus, ha salutato \u201ctutti i giovani che, intorno ai loro Vescovi, hanno celebrato la Giornata della Giovent\u00f9 in ogni diocesi del mondo\u201d.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 sabato il Pontefice aveva incontrato i giovani del liceo Visconti di Roma, invitandoli a liberarsi dalla dipendenza dallo smartphone. \u201cIl telefonino \u00e8 un grande aiuto, \u00e8 un grande progresso; va usato, \u00e8 bello che tutti sappiano usarlo. Ma quando tu diventi schiavo del telefonino, perdi la tua libert\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Ma torniamo a domenica: durante l\u2019Angelus il Papa ha donato una corona del Rosario ai presenti.<\/p>\n<p>\u201cCari fratelli e sorelle, Saluto tutti voi che avete partecipato a questa celebrazione e quanti sono uniti a noi tramite i vari mezzi di comunicazione. Questo saluto si estende a tutti i giovani che oggi, intorno ai loro Vescovi, celebrano la Giornata della Giovent\u00f9 in ogni diocesi del mondo. Cari giovani, vi invito a fare vostre e vivere nella quotidianit\u00e0 le indicazioni della recente Esortazione apostolica Christus vivit, frutto del Sinodo che ha coinvolto anche tanti vostri coetanei. In questo testo ognuno di voi pu\u00f2 trovare spunti fecondi per la propria vita e il proprio cammino di crescita nella fede e nel servizio ai fratelli.<\/p>\n<p>Nel contesto di questa domenica ho voluto offrire a tutti voi, convenuti in Piazza San Pietro, una speciale corona del Rosario. Queste corone in legno di ulivo sono state realizzate in Terra Santa espressamente per l\u2019Incontro mondiale dei giovani a Panam\u00e0 del gennaio scorso e per la Giornata di oggi. Rinnovo perci\u00f2 ai giovani e a tutti il mio appello a pregare il Rosario per la pace, in modo particolare per la pace in Terra Santa e in Medio Oriente\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Papa &#8211; La settimana santa ha dunque avuto inizio. Per il Papa \u00e8 stata una domenica importante con l\u2019appuntamento delle Palme ed il consueto Angelus. Parlando ai fedeli durante la Messa il papa ha parlato cos\u00ec: \u201cLe acclamazioni dell\u2019ingresso in Gerusalemme e l\u2019umiliazione di Ges\u00f9. Le grida festose e l\u2019accanimento feroce. 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