{"id":59001,"date":"2026-03-07T20:50:10","date_gmt":"2026-03-07T19:50:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/?p=59001"},"modified":"2026-03-07T20:50:10","modified_gmt":"2026-03-07T19:50:10","slug":"enea-antartide-la-nave-laura-bassi-rientra-in-nuova-zelanda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/index.php\/ambiente\/enea-antartide-la-nave-laura-bassi-rientra-in-nuova-zelanda\/","title":{"rendered":"ENEA &#8211;  Antartide: la nave Laura Bassi rientra in Nuova Zelanda"},"content":{"rendered":"<p>Enea -La <strong data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">nave da ricerca italiana Laura Bassi<\/strong> dell\u2019Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale \u2013 OGS <strong data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">ha concluso la missione<\/strong> che l\u2019ha portata a navigare per quattro mesi nelle acque antartiche a supporto delle attivit\u00e0 di ricerca sulle dinamiche fisiche e biogeochimiche di specifiche aree del continente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span data-originalfontsize=\"12pt\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">Con il rientro della rompighiaccio al porto di Lyttelton in Nuova Zelanda, <strong data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">termina la <\/strong><\/span><strong><span data-originalfontsize=\"12pt\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">41<sup data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"13.333333\">a<\/sup>spedizione scientifica in Antartide<\/span><\/strong><span data-originalfontsize=\"12pt\" data-originalcomputedfontsize=\"16\"> finanziata dal Ministero dell\u2019Universit\u00e0 e Ricerca (<strong data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">MUR<\/strong>) nell\u2019ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (<strong data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">PNRA<\/strong>), gestito dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (<strong data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">CNR<\/strong>) per il coordinamento scientifico, dall\u2019<strong data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">ENEA<\/strong> per la pianificazione e l\u2019organizzazione logistica delle attivit\u00e0 presso le basi antartiche e dall\u2019Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale \u2013 <strong data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">OGS<\/strong> per la gestione tecnica e scientifica della rompighiaccio Laura Bassi.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span data-originalfontsize=\"12pt\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">La missione scientifica ha coinvolto a bordo della nave 44 unit\u00e0 di personale tecnico e scientifico e 23 membri dell\u2019equipaggio, che hanno portato avanti 5 progetti di ricerca finanziati dal PNRA e attivit\u00e0 di supporto logistico.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span data-originalfontsize=\"12pt\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">\u201cQuest\u2019anno la missione della rompighiaccio Laura Bassi \u00e8 stata caratterizzata dall\u2019elevato numero di attivit\u00e0 in programma e, di conseguenza, da una durata maggiore rispetto alle precedenti missioni\u201d, commenta Franco Coren, Direttore del Centro di Gestione Infrastrutture Navali dell\u2019OGS. \u201cDurante la spedizione sono state realizzate due campagne di ricerca: la prima, di 25 giorni, dedicata principalmente ad attivit\u00e0 logistiche di supporto alla Base Zucchelli e al trasferimento nel continente antartico di due campioni di ghiaccio provenienti dal Monte Bianco e dal Grand Combin, raccolti nell\u2019ambito dell\u2019iniziativa internazionale <em data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">Ice Memory<\/em>. La seconda, di 58 giorni, \u00e8 stata invece dedicata ai 5 progetti di ricerca approvati dal PNRA. Tutte le attivit\u00e0 sono state portate a termine secondo i tempi e le modalit\u00e0 previste e si sono concluse con pieno successo, nonostante il personale a bordo abbia operato in condizioni meteomarine molto avverse lungo la costa antartica di fronte all\u2019Australia\u201d, conclude Coren.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">Il rientro in Italia, a Trieste, della nave e dell\u2019equipaggio \u00e8 previsto nella seconda met\u00e0 di aprile dopo una navigazione che vedr\u00e0 la Laura Bassi attraversare prima l\u2019Oceano Pacifico Meridionale e poi l\u2019Atlantico, fino ad arrivare nel Mediterraneo passando per lo Stretto di Gibilterra.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span data-originalfontsize=\"12pt\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">In questi giorni, inoltre, le restrizioni al traffico aereo in alcune aree di transito hanno reso necessaria la riorganizzazione da parte dell\u2019ENEA dei voli internazionali di rientro in Europa del personale scientifico.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">I progetti a bordo<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">CSICLIC &#8211; Carbon and silica pelagic-benthic coupling processes in the Southern Ocean<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">Coordinatrice: <\/span><\/strong><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">Emanuela Frapiccini, Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Cnr (Cnr &#8211; IRBIM)<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">Il progetto intende studiare i processi che avvengono nei sedimenti marini subito dopo il loro deposito sul fondo dell\u2019oceano. L\u2019obiettivo principale \u00e8 analizzare come l\u2019anidride carbonica viene assorbita o rilasciata dai sedimenti marini e come il silicio viene incorporato in essi attraverso il fitoplancton.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">DIONE &#8211; Dynamic behavIor Of the East ANtarctic Ice ShEet in the Sabrina Coast (East Antarctica)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">Coordinatrice: <\/span><\/strong><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">Federica Donda, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale &#8211; OGS<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">L\u2019obiettivo principale del progetto DIONE \u00e8 quello di fornire una ricostruzione completa dell\u2019evoluzione ambientale e climatica del margine continentale del Sabrina Coast a partire dal Pliocene, quando le concentrazioni atmosferiche di CO<sub data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"13.333333\">2<\/sub> erano simili a quelle attuali (circa 420 ppm contro le circa 418 ppm attuali), le temperature erano di 2-3 \u00b0C pi\u00f9 elevate e il livello del mare era di circa 20 m pi\u00f9 alto di oggi.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">IOPPIERS &#8211; Ice-Ocean Past and Present Interactions in the Eastern Ross Sea<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">Coordinatore:<\/span><\/strong><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\"> Michele Rebesco, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale &#8211; OGS<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">L\u2019obiettivo principale del progetto \u00e8 indagare le interazioni passate e presenti tra ghiaccio, oceano e sedimenti nell\u2019area dell\u2019Hillary Canyon (Mare di Ross Orientale) per far luce sulla sensibilit\u00e0 della calotta glaciale Antartica ai cambiamenti climatici previsti per i prossimi secoli attraverso un\u2019indagine geofisica, geologica e oceanografica integrata.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">MORsea &#8211; Marine Observatory in the Ross Sea<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">Coordinatori:<\/span><\/strong><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\"> Giorgio Budillon, Universit\u00e0 degli studi di Napoli \u201cParthenope\u201d, e Pasquale Castagno, Universit\u00e0 degli Studi di Messina<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">Il progetto MORsea si svolge in continuit\u00e0 con progetti precedenti poich\u00e9 si occupa della gestione della rete degli osservatori marini, una serie di strumentazioni oceanografiche che monitorano e forniscono dati sulle acque oceaniche, posizionati fin dal 1994 nel Mare di Ross.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">MYSTERO &#8211; Multidisciplinary study of enigmatic mounds in the East Antarctica offshore<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">Coordinatore:<\/span><\/strong><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\"> Giorgio Castellan, Istituto di scienze marine del Cnr (Cnr-Ismar)<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">Ha come scopo l\u2019indagine di rilievi sottomarini osservati durante precedenti spedizioni sul margine della piattaforma continentale del Mare di Ross, al largo di Capo Adare. L\u2019origine di queste strutture, alte decine di metri, larghe centinaia, osservati a profondit\u00e0 tra 400 e 1200 metri, \u00e8 attualmente sconosciuta ma importante da studiare. I rilievi sottomarini, infatti, influenzano la circolazione marina, ospitano comunit\u00e0 biologiche specifiche, possono convogliare gas e fluidi profondi dai sedimenti alla colonna d\u2019acqua e preservare informazioni paleoceanografiche.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">&#8212;<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">La nave rompighiaccio Laura Bassi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><span data-removefontsize=\"true\" data-originalcomputedfontsize=\"16\">La N\/R Laura Bassi \u00e8 oggi l\u2019unica nave rompighiaccio italiana per la ricerca oceanografica in grado di operare in mari polari, sia in Antartide sia in Artico. \u00c8 stata acquistata dall\u2019Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale \u2013 OGS nel 2019 grazie al finanziamento dell\u2019allora Ministero dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca \u2013 MUR e opera a supporto di tutta la comunit\u00e0 scientifica. L\u2019obiettivo principale della nave Laura Bassi \u00e8 il supporto scientifico e logistico alle missioni polari italiane e al contempo consentire la ricerca oceanografica e geofisica dei ricercatori dell\u2019Ente e della comunit\u00e0 scientifica nazionale ed europea a livello globale e, in particolare, polare. \u00c8 una rompighiaccio categoria A classe PC5 ed \u00e8 stata concepita come una nave speciale combinando in maniera ottimale sia capacit\u00e0 cargo sia di ricerca scientifica. Ha una stazza di 4028 tonnellate, \u00e8 lunga 80 metri e larga 17 metri, ha un sistema di posizionamento dinamico che le garantisce un\u2019elevata manovrabilit\u00e0 e un\u2019accuratezza di stazionamento in un prefissato punto dell\u2019ordine di 1 metro. La struttura del fasciame, particolarmente robusta, le permette di operare in mari coperti da ghiaccio senza temere danni strutturali.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59002\" src=\"https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2164-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2164-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2164-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2164-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2164-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2164-2048x1536.jpeg 2048w, https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2164-100x75.jpeg 100w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Enea -La nave da ricerca italiana Laura Bassi dell\u2019Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale \u2013 OGS ha concluso la missione che l\u2019ha portata a navigare per quattro mesi nelle acque antartiche a supporto delle attivit\u00e0 di ricerca sulle dinamiche fisiche e biogeochimiche di specifiche aree del continente. 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