{"id":59287,"date":"2026-06-25T17:05:40","date_gmt":"2026-06-25T15:05:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/?p=59287"},"modified":"2026-06-25T17:05:40","modified_gmt":"2026-06-25T15:05:40","slug":"cronaca-i-confini-contano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/index.php\/cronaca\/cronaca-i-confini-contano\/","title":{"rendered":"Cronaca &#8211;  I confini contano"},"content":{"rendered":"<p>Cronaca- <strong>Federico Dal Cortivo per il quotidiano l\u2019Adige di Verona ha intervistato il prof.<a href=\"https:\/\/www.unimi.it\/it\/ugov\/person\/andrea-zhok\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Andrea Zhok <\/a>filosofo accademico, professore di antropologia filosofica e filosofia morale presso l\u2019Universit\u00e0 di Milano, ricercatore e saggista. Ha curato la prefazione del saggio di Frank\u00a0 Furedi, \u00a0professore di Sociologia all\u2019Universit\u00e0 del Kent, a Canterbury\u00a0\u201cI confini contano. Perch\u00e9 l\u2019umanit\u00e0 deve riscoprire l\u2019arte di tracciare frontiere\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Prof Zhok, Frank Furedi sociologo ungherese, in un libro che potremmo definire politicamente scorretto, pone l\u2019accento sull\u2019importanza dei confini, quello che i Romani chiamerebbero Limes. Ce ne vuole parlare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab<em>Francamente non sarei incline a dire che il libro di Furedi \u00e8 \u201cpoliticamente scorretto\u201d, a meno che non si voglia usare quest\u2019espressione per qualunque idea non scontata. Si tratta in effetti di un\u2019analisi molto ricca sul piano esemplificativo di un processo culturale di lungo periodo. Quando il sottotitolo del libro parla di \u201carte di tracciare frontiere\u201d, con \u201cfrontiere\u201d si traduce \u201cboundaries\u201d, che \u00e8 in effetti ogni limite circoscrivente. La parola \u201cfrontiera\u201d evoca la geografia, ma ci\u00f2 che Furedi segnala \u00e8 una denigrazione culturale generalizzata del valore attribuito al<strong> limite<\/strong>, che tocca la politica non meno che la psicologia, la pedagogia, la sociologia\u00bb.\u00a0<\/em><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-171704 entered lazyloaded\" title=\"Perch\u00e9 i confini sono importanti 1\" src=\"https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/FrankFuredi02-3820277194-1.jpg\" alt=\"FrankFuredi02 3820277194 1\" width=\"169\" height=\"200\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/FrankFuredi02-3820277194-1.jpg\" data-ll-status=\"loaded\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Frank Furetti<\/figcaption><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019IDEA DI \u201cLIMITE\u201d<\/h2>\n<p>\u00ab<em>Il tema dell\u2019ostilit\u00e0 al limite emerge nel contesto di una questione molto profonda, che in qualche misura abbraccia l\u2019intera modernit\u00e0. Nel mondo antico l\u2019idea di \u201climite\u201d \u00e8 fondamentale perch\u00e9 associata all\u2019idea di giusta proporzione, di equilibrio naturale, di misura e di bellezza. L\u2019infinito emerge come dimensione generalmente percepita come positiva solo a partire dalla modernit\u00e0, ed invero solo con il XIX secolo. E soltanto in tempi molto recenti \u2013 diciamo nell\u2019ultimo cinquantennio \u2013 \u00e8 emersa l\u2019idea per cui il \u201csuperamento del limite\u201d possa avere in quanto tale una connotazione positiva\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>\u00ab<em>L\u2019idea di \u201climite\u201d non \u00e8 pi\u00f9 associata a equilibrio, armonia, natura, ma a gabbia, imposizione, oppressione. Questa prospettiva \u00e8 stata alimentata specialmente da quella visione che sa sotto il nome di <strong>\u201cprogressismo\u201d<\/strong> e che identifica appunto un \u201candare oltre\u201d purchessia come cosa intrinsecamente buona. Il libro di Furedi non parla solo di confini territoriali, ma parla ampiamente di <strong>ogni forma di limite<\/strong>, confine, contorno, e dunque anche di proporzione, equilibrio, natura. Ci\u00f2 che egli osserva, in maniera a mio avviso inappuntabile, \u00e8 precisamente questo processo di profonda incomprensione del senso del limite e del confine, che va di pari passo con processi di dissoluzione di ogni determinatezza, di ogni stabilit\u00e0, di ogni significato\u00bb.<\/em><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-171706 entered lazyloaded\" title=\"Perch\u00e9 i confini sono importanti 2\" src=\"https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/muro-adriano-3022352582.jpg\" sizes=\"(max-width: 698px) 100vw, 698px\" srcset=\"https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/muro-adriano-3022352582.jpg 698w, https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/muro-adriano-3022352582-300x204.jpg 300w\" alt=\"muro adriano 3022352582\" width=\"698\" height=\"474\" data-lazy-srcset=\"https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/muro-adriano-3022352582.jpg 698w, https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/muro-adriano-3022352582-300x204.jpg 300w\" data-lazy-sizes=\"(max-width: 698px) 100vw, 698px\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/muro-adriano-3022352582.jpg\" data-ll-status=\"loaded\" \/><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">LA CANCELLAZIONE DEI CONFINI \u00c8 FUNZIONALE AI GRANDI INTERESSI FINANZIARI<\/h2>\n<p><strong>Oggi in Europa chi \u00e8 il nemico principale dei \u201c confini\u201d? E perch\u00e9 tutta la narrazione Unione Europea centrica finanziaria, legata alle oligarchie internazionali del denaro vede come fumo negli occhi ogni barriera che possa preservare l\u2019identit\u00e0 dei Popoli?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab<em>Al netto delle motivazioni folcloristiche, degli appelli ai buoni sentimenti e altre amenit\u00e0, la motivazione dell\u2019ostilit\u00e0 verso i confini \u00e8 strutturale. I confini statali sono per definizione confini politici. Essi sono indispensabili per tutte le decisioni che sono prese in termini politici, legislativi, giudiziari. Le motivazioni di queste decisioni possono riguardare l\u2019interesse pubblico, l\u2019onorabilit\u00e0, la moralit\u00e0, le credenze religiose, il patriottismo, la sicurezza nazionale, ecc. Queste molteplici motivazioni possono concordare o confliggere con gli interessi economici, e specificamente con i <strong>grandi interessi finanziari<\/strong>. <\/em><\/p>\n<p><em>Ma la circostanza di un possibile conflitto \u00e8 altamente indesiderabile per ogni potere finanziario. Secondo la modellistica economica, si ha un\u2019ottimizzazione dei processi di \u201ccreazione di valore\u201d (massimizzazione dei profitti), quando i principali fattori di produzione sono perfettamente mobili, capaci di spostarsi alla ricerca dei migliori margini. Ergo, si teorizza che un\u2019economia approssima l\u2019ottimalit\u00e0 quanto pi\u00f9 liberamente in essa si possono muovere i capitali, le merci e la forza lavoro\u00bb.\u00a0<\/em><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-171708 entered lazyloaded\" title=\"Perch\u00e9 i confini sono importanti 3\" src=\"https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/oligarchia-3308550854.jpg\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" srcset=\"https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/oligarchia-3308550854.jpg 580w, https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/oligarchia-3308550854-300x197.jpg 300w\" alt=\"oligarchia 3308550854\" width=\"580\" height=\"380\" data-lazy-srcset=\"https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/oligarchia-3308550854.jpg 580w, https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/oligarchia-3308550854-300x197.jpg 300w\" data-lazy-sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/oligarchia-3308550854.jpg\" data-ll-status=\"loaded\" \/><\/figure>\n<p>\u00ab<em>Ma l\u2019esistenza stessa di confini politici rappresenta una continua possibile minaccia a queste istanze di libero movimento: ci possono essere richieste di interventi protezionistici rispetto a certe merci, ci pu\u00f2 essere la volont\u00e0 di ostacolare il libero movimento dei capitali, ci possono essere contestazioni dei movimenti di migrazione economica. Naturalmente, dal punto di vista di molti valori umani, ci possono essere ottime ragioni per non consentire piena mobilit\u00e0 a capitali, merci e persone, ma nell\u2019ottica degli interessi finanziari il valore che deve avere l\u2019ultima parola \u00e8 solo l\u2019ottimizzazione della rendita del capitale.<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.giornaleadige.it\/2025\/03\/06\/europa-esercito-confini\/\">L<strong>\u2019Unione Europea,<\/strong><\/a> organismo dove le lobby finanziarie hanno un posto di prima fila, dapprima si \u00e8 costituita come un mercato dove vige la massima libert\u00e0 di movimento per merci, capitali e forza lavoro, e poi ha spinto per estendere queste libert\u00e0 di movimento rispetto ai confini esterni\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>In un mondo liquido e globalizzato crede anche lei che un ritorno al \u201c confine\u201d nel suo termine compiuto e storico possa essere una soluzione per ridare spazio alle varie identit\u00e0 nazionali europee, dove la sovranit\u00e0 fa rima con le loro tradizioni, storia, culture, religioni, lavoro, economie?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab<em>Nella storia non ci sono mai \u201critorni\u201d, dunque non credo che ritorneremo alle forme di controllo dei confini che si sono costituite nel XIX secolo. Tuttavia, la questione della capacit\u00e0 di definire e far rispettare un confine politico-amministrativo \u00e8 esattamente equivalente alla possibilit\u00e0 che una forma istituzionale democratica, o almeno \u201csensibile al dem\u00f2s\u201d, esista\u00bb.\u00a0<\/em><\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">IL RISCHIO DEL TECNOFEUDALESIMO<\/h2>\n<p>\u00ab<em>Lo stato di welfare, le garanzie sociali, il diritto del lavoro, la legge in generale, esistono per consentire anche a chi non appartiene al vertice della \u201ccatena alimentare\u201d economica di vivere dignitosamente. <strong>Elon Musk <\/strong>pu\u00f2 figurarsi di essere un libero \u201ccittadino del mondo\u201d, indifferente ai confini, nella misura in cui non ha bisogno della sanit\u00e0 pubblica, dell\u2019istruzione pubblica, della sicurezza pubblica, ecc.: volendo, pu\u00f2 comprarsi degli equivalenti sul mercato privato. <\/em><\/p>\n<p><em>Sono per\u00f2 solo esigue minoranze a poter vivere in questo modo (e a dire il vero, finiscono comunque sempre per utilizzare mezzi messi a disposizione dagli erari pubblici, dagli aeroporti, alle strade, all\u2019illuminazione urbana, alle molteplici infrastrutture, ecc.). La prospettiva di una distruzione del confine politico \u00e8 la prospettiva della distruzione delle circoscrizioni politiche, delle amministrazioni pubbliche, delle giurisdizioni legali, \u00e8 insomma la fine delle comunit\u00e0 storiche, sostituite da corporation private\u00bb.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>\u00ab<em>Un mondo del genere non \u00e8 impensabile. \u00c8 possibile che il futuro, quantomeno in occidente, ci riservi, al posto degli stati, forme di <strong>tecnofeudalesimo<\/strong>, al servizio di una manciata di grandi detentori di capitale. La mia impressione \u00e8, comunque, che simili forme sociali, al di l\u00e0 di essere spettrali distopie per la maggioranza delle persone, siano anche ordinamenti assai fragili nel momento in cui verranno in contatto, e conflitto, con Stati unificati intorno ad una dimensione politica e culturale condivisa. Quindi dubito molto che una tale prospettiva si imporr\u00e0 nel lungo periodo della storia. Tuttavia potrebbe rappresentare una drammatica, e deprimente, fase della storia occidentale prossima ventura\u00bb.<\/em><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-171700 entered lazyloaded\" title=\"Perch\u00e9 i confini sono importanti 4\" src=\"https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/9788855193726_0_350_0_75.jpg\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" srcset=\"https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/9788855193726_0_350_0_75.jpg 350w, https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/9788855193726_0_350_0_75-193x300.jpg 193w\" alt=\"9788855193726 0 350 0 75\" width=\"350\" height=\"544\" data-lazy-srcset=\"https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/9788855193726_0_350_0_75.jpg 350w, https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/9788855193726_0_350_0_75-193x300.jpg 193w\" data-lazy-sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.giornaleadige.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/9788855193726_0_350_0_75.jpg\" data-ll-status=\"loaded\" \/><\/figure>\n<p><strong>Prof. Zhok proprio in questi giorni tanto scalpore ha destato la polemica sorta attorno alla traccia B3 della maturit\u00e0 che fa riferimento al libro\u00a0 di Frank Furedi, \u201cI confini contano \u201c. Verrebbe da chiedersi nel vedere l\u2019affannarsi dei chierici italici del \u201c mondo no borders\u201d del perch\u00e9 di questa levata di scudi \u2026 In un Italia dove ci si accapiglia sul sesso degli angeli, per l\u2019uso del termine femmincidio, o per chiamare presidenta quella che prima era semplicemente presidente, \u00a0 lei pensa che anche un tema scolastico potrebbe concorrere ad aprire un vaso di Pandora sui vizi, le derive nichiliste e sulla decadenza dell\u2019Occidente?<\/strong><\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">MATURIT\u00c0. LA TRACCIA CHIAMA TUTTI AD ADERIRE AD UNA POSIZIONE PREDEFINITA<\/h2>\n<p>\u00ab<em>Sulla questione della traccia del tema di maturit\u00e0 credo ci sia una sola cosa da dire. Una traccia di tema deve essere all\u2019altezza di una richiesta: deve consentire l\u2019esercizio dell\u2019analisi e della discussione critica in una pluralit\u00e0 di direzioni. Non deve, dunque, essere una \u201ctraccia a tesi\u201d, che, per cos\u00ec dire, chiama tutti ad aderire ad una <strong>posizione predefinita<\/strong>; al contrario deve consentire di prendere una pluralit\u00e0 di posizioni. Se questo accade, e per i titoli di questa tornata di maturit\u00e0 \u00e8 accaduto, ogni altra critica rientra in legittime questioni di gusto personale, ma nulla pi\u00f9. <\/em><\/p>\n<p><em>Certamente non pu\u00f2 avere alcuno spazio l\u2019idea che una citazione non vada proposta perch\u00e9 proviene da un soggetto che si ritiene a qualche titolo riprovevole. Si poteva offrire una traccia con una citazione di Goering o di Nixon o di Stalin, e se la citazione era stimolante, sarebbe stata perfettamente legittima. L\u2019idea che si debbano leggere e discutere solo testi di chi ha il bollino di \u201cbont\u00e0\u201d \u00e8 un\u2019idea che sta tra il parrocchiale e l\u2019orwelliano\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>Crede che i grandi cambiamenti geopolitici in corso dal Vicino Oriente all\u2019Asia e all\u2019Ucraina, a cui si aggiungono le rivolte che si accendono sempre pi\u00f9 spesso in Europa, dall\u2019Irlanda all\u2019Olanda, passando per la Gran Bretagna,\u00a0siano tanti squilli di rivolta contro un\u00a0 mondo che\u00a0 avrebbe voluto sancire \u201c la fine della Storia\u201d per dirla come Fukuyama?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab<em>Quel che \u00e8 certo \u00e8 che poche profezie sono state cos\u00ec miseramente fallimentari come quella di Fukuyama sulla \u201cfine della storia\u201d in una cornice di trionfo dell\u2019Occidente liberaldemocratico. \u00c8 mia convinzione che siamo alla vigilia di sommovimenti epocali, in cui l\u2019Occidente giocher\u00e0 un ruolo tutt\u2019al pi\u00f9 di comprimario. Ma non sono questioni che sia possibile trattare in breve\u00bb.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cronaca- Federico Dal Cortivo per il quotidiano l\u2019Adige di Verona ha intervistato il prof.Andrea Zhok filosofo accademico, professore di antropologia filosofica e filosofia morale presso l\u2019Universit\u00e0 di Milano, ricercatore e saggista. Ha curato la prefazione del saggio di Frank\u00a0 Furedi, \u00a0professore di Sociologia all\u2019Universit\u00e0 del Kent, a Canterbury\u00a0\u201cI confini contano. 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