{"id":9070,"date":"2017-01-12T08:29:21","date_gmt":"2017-01-12T07:29:21","guid":{"rendered":"http:\/\/romanews.it\/magazine\/?p=9070"},"modified":"2017-01-12T08:29:21","modified_gmt":"2017-01-12T07:29:21","slug":"papa-francesco-e-la-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romanews-lasupervisione24.com\/index.php\/vaticano\/papa-francesco-e-la-speranza\/","title":{"rendered":"Papa Francesco e la Speranza"},"content":{"rendered":"<p>Papa Francesco e la Speranza.<\/p>\n<p>Udienza generale festosa e gremita quella di Papa Francesco in una soleggiata ma fredda giornata di inverno romano. Il Pontefice \u00e8 tornato a parlare di speranza cristiana e specificatamente si \u00e8 addentrato nel 6- Salmo 115: le false speranze negli idoli.<br \/>\nHa cos\u00ec esordito: \u201cCari fratelli e sorelle, buongiorno! Nello scorso mese di dicembre e nella prima parte di gennaio abbiamo celebrato il tempo di Avvento e poi quello di Natale: un periodo dell\u2019anno liturgico che risveglia nel popolo di Dio la speranza. Sperare \u00e8 un bisogno primario dell\u2019uomo: sperare nel futuro, credere nella vita, il cosiddetto \u201cpensare positivo\u201d.<br \/>\nMa \u00e8 importante che tale speranza sia riposta in ci\u00f2 che veramente pu\u00f2 aiutare a vivere e a dare senso alla nostra esistenza. \u00c8 per questo che la Sacra Scrittura ci mette in guardia contro le false speranze che il mondo ci presenta, smascherando la loro inutilit\u00e0 e mostrandone l\u2019insensatezza. E lo fa in vari modi, ma soprattutto denunciando la falsit\u00e0 degli idoli in cui l\u2019uomo \u00e8 continuamente tentato di riporre la sua fiducia, facendone l\u2019oggetto della sua speranza.<br \/>\nIn particolare i profeti e sapienti insistono su questo, toccando un punto nevralgico del cammino di fede del credente. Perch\u00e9 fede \u00e8 fidarsi di Dio \u2013 chi ha fede, si fida di Dio \u2013, ma viene il momento in cui, scontrandosi con le difficolt\u00e0 della vita, l\u2019uomo sperimenta la fragilit\u00e0 di quella fiducia e sente il bisogno di certezze diverse, di sicurezze tangibili, concrete. Io mi affido a Dio, ma la situazione \u00e8 un po\u2019 brutta e io ho bisogno di una certezza un po\u2019 pi\u00f9 concreta. E l\u00ec \u00e8 il pericolo! E allora siamo tentati di cercare consolazioni anche effimere, che sembrano riempire il vuoto della solitudine e lenire la fatica del credere. E pensiamo di poterle trovare nella sicurezza che pu\u00f2 dare il denaro, nelle alleanze con i potenti, nella mondanit\u00e0, nelle false ideologie. A volte le cerchiamo in un dio che possa piegarsi alle nostre richieste e magicamente intervenire per cambiare la realt\u00e0 e renderla come noi la vogliamo; un idolo, appunto, che in quanto tale non pu\u00f2 fare nulla, impotente e menzognero. Ma a noi piacciono gli idoli, ci piacciono tanto! Una volta, a Buenos Aires, dovevo andare da una chiesa ad un\u2019altra, mille metri, pi\u00f9 o meno. E l\u2019ho fatto, camminando. E c\u2019\u00e8 un parco in mezzo, e nel parco c\u2019erano piccoli tavolini, ma tanti, tanti, dove erano seduti i veggenti. Era pieno di gente, che faceva anche la coda. Tu, gli davi la mano e lui incominciava, ma, il discorso era sempre lo stesso: c\u2019\u00e8 una donna nella tua vita, c\u2019\u00e8 un\u2019ombra che viene, ma tutto andr\u00e0 bene \u2026 E poi, pagavi. E questo ti d\u00e0 sicurezza? E\u2019 la sicurezza di una \u2013 permettetemi la parola \u2013 di una stupidaggine. Andare dal veggente o dalla veggente che leggono le carte: questo \u00e8 un idolo! Questo \u00e8 l\u2019idolo, e quando noi vi siamo tanto attaccati: compriamo false speranze. Mentre di quella che \u00e8 la speranza della gratuit\u00e0, che ci ha portato Ges\u00f9 Cristo, gratuitamente dando la vita per noi, di quella a volte non ci fidiamo tanto.<br \/>\nUn Salmo pieno di sapienza ci dipinge in modo molto suggestivo la falsit\u00e0 di questi idoli che il mondo offre alla nostra speranza e a cui gli uomini di ogni tempo sono tentati di affidarsi. \u00c8 il salmo 115, che cos\u00ec recita:<br \/>\n\u00abI loro idoli sono argento e oro,<br \/>\n opera delle mani dell\u2019uomo.<br \/>\n Hanno bocca e non parlano,<br \/>\n hanno occhi e non vedono,<br \/>\n hanno orecchi e non odono,<br \/>\n hanno narici e non odorano.<br \/>\n Le loro mani non palpano,<br \/>\n i loro piedi non camminano;<br \/>\n dalla loro gola non escono suoni!<br \/>\n Diventi come loro chi li fabbrica<br \/>\n e chiunque in essi confida!\u00bb (vv. 4-8).<br \/>\nIl salmista ci presenta, in modo anche un po\u2019 ironico, la realt\u00e0 assolutamente effimera di questi idoli. E dobbiamo capire che non si tratta solo di raffigurazioni fatte di metallo o di altro materiale, ma anche di quelle costruite con la nostra mente, quando ci fidiamo di realt\u00e0 limitate che trasformiamo in assolute, o quando riduciamo Dio ai nostri schemi e alle nostre idee di divinit\u00e0; un dio che ci assomiglia, comprensibile, prevedibile, proprio come gli idoli di cui parla il Salmo. L\u2019uomo, immagine di Dio, si fabbrica un dio a sua propria immagine, ed \u00e8 anche un\u2019immagine mal riuscita: non sente, non agisce, e soprattutto non pu\u00f2 parlare. Ma, noi siamo pi\u00f9 contenti di andare dagli idoli che andare dal Signore. Siamo tante volte pi\u00f9 contenti dell\u2019effimera speranza che ti d\u00e0 questo falso idolo, che la grande speranza sicura che ci d\u00e0 il Signore.<br \/>\nAlla speranza in un Signore della vita che con la sua Parola ha creato il mondo e conduce le nostre esistenze, si contrappone la fiducia in simulacri muti. Le ideologie con la loro pretesa di assoluto, le ricchezze \u2013 e questo \u00e8 un grande idolo \u2013 , il potere e il successo, la vanit\u00e0, con la loro illusione di eternit\u00e0 e di onnipotenza, valori come la bellezza fisica e la salute, quando diventano idoli a cui sacrificare ogni cosa, sono tutte realt\u00e0 che confondono la mente e il cuore, e invece di favorire la vita conducono alla morte. E\u2019 brutto sentire e fa dolore all\u2019anima quello che una volta, anni fa, ho sentito, nella diocesi di Buenos Aires : una donna brava, molto bella, si vantava della bellezza, commentava, come se fosse naturale: \u201cEh s\u00ec, ho dovuto abortire perch\u00e9 la mia figura \u00e8 molto importante\u201d. Questi sono gli idoli, e ti portano sulla strada sbagliata e non ti danno felicit\u00e0.<br \/>\nIl messaggio del Salmo \u00e8 molto chiaro: se si ripone la speranza negli idoli, si diventa come loro: immagini vuote con mani che non toccano, piedi che non camminano, bocche che non possono parlare. Non si ha pi\u00f9 nulla da dire, si diventa incapaci di aiutare, cambiare le cose, incapaci di sorridere, di donarsi, incapaci di amare. E anche noi, uomini di Chiesa, corriamo questo rischio quando ci \u201cmondanizziamo\u201d. Bisogna rimanere nel mondo ma difendersi dalle illusioni del mondo, che sono questi idoli che ho menzionato.<br \/>\nCome prosegue il Salmo, bisogna confidare e sperare in Dio, e Dio doner\u00e0 benedizione. Cos\u00ec dice il Salmo: \u00abIsraele, confida nel Signore [\u2026]<br \/>\nCasa di Aronne, confida nel Signore [\u2026]<br \/>\nVoi che temete il Signore, confidate nel Signore [\u2026]<br \/>\nIl Signore si ricorda di noi, ci benedice\u00bb (vv. 9.10.11.12). Sempre il Signore si ricorda. Anche nei momenti brutti lui si ricorda di noi. E questa \u00e8 la nostra speranza. E la speranza non delude. Mai. Mai. Gli idoli deludono sempre: sono fantasie, non sono realt\u00e0.<br \/>\nEcco la stupenda realt\u00e0 della speranza: confidando nel Signore si diventa come Lui, la sua benedizione ci trasforma in suoi figli, che condividono la sua vita. La speranza in Dio ci fa entrare, per cos\u00ec dire, nel raggio d\u2019azione del suo ricordo, della sua memoria che ci benedice e ci salva. E allora pu\u00f2 sgorgare l\u2019alleluia, la lode al Dio vivo e vero, che per noi \u00e8 nato da Maria, \u00e8 morto sulla croce ed \u00e8 risorto nella gloria. E in questo Dio noi abbiamo speranza, e questo Dio \u2013 che non \u00e8 un idolo \u2013 non delude mai\u201d.<br \/>\nQuindi un chiarimento pratico contro chi si approfitta dei fedeli: \u201cAdesso devo dirvi una cosa che non vorrei dire, ma devo dirla. Per entrare alle udienze ci sono i biglietti nei quali \u00e8 scritto in una, due, tre, quattro, cinque e sei lingue che \u201cIl biglietto \u00e8 del tutto gratuito\u201d. Per entrare all\u2019udienza, sia in aula sia in piazza, non si deve pagare, \u00e8 una visita gratuita che si fa al Papa per parlare con il Papa, con il vescovo di Roma. Ma ho saputo che ci sono dei furboni, che fanno pagare i biglietti. Se qualcuno ti dice che per andare in udienza dal Papa c\u2019\u00e8 bisogno di pagare qualcosa, ti sta truffando: stai attento, stai attenta! L\u2019ingresso \u00e8 gratuito. Qui si viene senza pagare, perch\u00e9 questa \u00e8 casa di tutti. E se qualcuno si fa pagare per farvi entrare all\u2019udienza commette un reato, come un delinquente, e fa qualcosa che non si deve fare!<br \/>\nUn saluto speciale rivolgo ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Domenica scorsa abbiamo celebrato la Festa del Battesimo del Signore, occasione propizia per ripensare al proprio Battesimo nella fede della Chiesa. Cari giovani, riscoprite quotidianamente la grazia che proviene dal Sacramento ricevuto. Cari ammalati, attingete dal Battesimo la forza per affrontare i momenti di dolore e di sconforto. E voi, cari sposi novelli, sappiate tradurre gli impegni del Battesimo nel vostro cammino di vita familiare\u201d.<br \/>\nDa analizzare con attenzione alcune parole di Francesco che dapprima ha fatto l\u2019esempio dei veggenti che leggono le mani e le carte \u2013 una \u00abstupidaggine\u00bb \u2013 per illustrare le \u00abfalse speranze\u00bb suscitate da \u00abidoli\u00bb come l\u2019ideologia, il potere, il successo, la bellezza o la salute e poi ha ricordato con \u00abdolore\u00bb una donna che, sempre nella capitale argentina, aveva abortito per mantenere la linea fisica. Gi\u00e0 appare incredibile ma non \u00e8 cos\u00ec: abortire per mantenere la linea \u00e8 qualcosa che va oltre l\u2019immaginabile.  Avevamo sentito di aborti con tante casuali diverse ma per la linea ancora ci mancava. Alcune donne continuano a sentenziare che non hanno abortito per egoismo, altre che da quell\u2019errore la loro vita non \u00e8 stata pi\u00f9 la stessa.<\/p>\n<p>Il giudizio della Chiesa Cattolica sull\u2019aborto procurato e volontario non \u00e8 mai cambiato. La dottrina cattolica sul punto, \u201cimmutata e immutabile\u201d (cfr. Paolo VI, Humanae vitae, 1968, n. 14), si fonda sulla legge naturale e sulla Sacra Scrittura, \u00e8 trasmessa nella Tradizione cristiana ed \u00e8 unanimemente insegnata dal Magistero della Chiesa. Semmai si \u00e8 arricchita nel corso dei secoli di nuove sfaccettature che precisano, mai contraddicono, gli insegnamenti precedenti. Il Magistero pi\u00f9 recente, a partire dalla Dichiarazione sull\u2019aborto procurato della Congregazione per la Dottrina della Fede (1974), \u00e8 intervenuto su questo tema con particolare vigore.<\/p>\n<p> Il \u201cdelitto abominevole\u201d dell\u2019aborto (Gaudium et spes, n. 51) \u00e8 reso infatti ancora pi\u00f9 lacerante dal fatto che \u201coggi, nella coscienza di molti, la percezione della sua gravit\u00e0 \u00e8 andata progressivamente oscurandosi. L&#8217;accettazione dell&#8217;aborto nella mentalit\u00e0, nel costume e nella stessa legge \u00e8 segno eloquente di una pericolosissima crisi del senso morale, che diventa sempre pi\u00f9 incapace di distinguere tra il bene e il male, persino quando \u00e8 in gioco il diritto fondamentale alla vita\u201d (Evangelium Vitae , 1995, n. 58).<br \/>\n Nonostante l\u2019aborto sia divenuto ora in molti centri ospedalieri e in buona parte del mondo un trattamento sanitario di routine, e abbia condizionando una serie di atteggiamenti individuali e sociali nei confronti della gravidanza e della maternit\u00e0, delle tecniche di diagnosi prenatale, dell\u2019assistenza ai disabili, del sostegno alle famiglie numerose, la Chiesa ha mantenuto viva l\u2019attenzione sulla sua gravit\u00e0 morale in quanto uccisione deliberata di un essere umano innocente, richiamando instancabilmente i governi e il mondo della cultura alla responsabilit\u00e0 su questo punto.<br \/>\nQuando sono state commercializzate e diffuse forme \u201cnascoste\u201d di aborto precoce attraverso la via della contraccezione, la Chiesa lo ha denunciato. Il Papa Giovanni Paolo II ha detto con chiarezza che alcuni contraccettivi sono in realt\u00e0 abortivi, perch\u00e9 impediscono l\u2019impianto dell\u2019embrione nell\u2019utero, mentre non impediscono spesso (o mai) la fecondazione (Giovanni Paolo II, Evangelium vitae, 1995, n. 13). \u00c8 questo il caso del dispositivo intrauterino o spirale (IUD, intra-uterine device) e di molti tipi di pillola ormonale, soprattutto delle \u201cminipillole\u201d di ultima generazione a basso dosaggio, che non sempre riescono a bloccare l\u2019ovulazione ma, rendendo l\u2019utero inospitale all\u2019impianto, impediscono la prosecuzione della gravidanza.<br \/>\nPoi \u00e8 stata la volta della pillola del giorno dopo, anch\u2019essa puntualmente smascherata negli interventi del Magistero, e in particolare nei discorsi di Giovanni Paolo II, di contro ai tentativi manipolatori di definirla una semplice \u201ccontraccezione d\u2019emergenza\u201d (cfr. C. Navarini, La verit\u00e0 sulla \u201cpillola del giorno dopo\u201d , ZENIT, 23 maggio 2005).<br \/>\nE sempre in tema di aborto farmacologico la Chiesa si \u00e8 espressa sulle \u201cpillole del mese dopo\u201d, come l\u2019RU486, fin da quando i primi preparati a base di mifepristone venivano sperimentati sulle donne per dotarle di un aborto fai-da-te (Intervento della Santa Sede al Forum Internazionale dell\u2019ONU sulla popolazione e lo sviluppo, L\u2019Aia, 8-12 febbraio 1999).<br \/>\nPapa Francesco seppur parlando di perdono in caso di pentimento \u00e8 chiarissimo: \u201cOgni bambino non nato, ma condannato ingiustamente a essere abortito  ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo. E ogni anziano, anche se infermo o alla fine dei suoi giorni, porta in s\u00e9 il volto di Cristo. Non si possono scartare!\u201d. Parole chiarissime quelle del Papa che ha citato Benedetto XVI e quanto scritto dal suo predecessore sul tema dell\u2019apertura alla vita.<br \/>\nUn s\u00ec \u201cdeciso e senza tentennamenti alla vita. Una diffusa mentalit\u00e0 dell\u2019utile\u201d, la cosiddetta \u201ccultura dello scarto\u201d, che &#8211; ha detto il Pontefice \u2013 \u201coggi schiavizza i cuori e le intelligenze di tanti, ha un altissimo costo: richiede di eliminare esseri umani, soprattutto se fisicamente o socialmente pi\u00f9 deboli\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOgni bambino non nato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito, ha il volto di Ges\u00f9 Cristo, ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo. E ogni anziano \u2013 ho parlato del bambino: andiamo agli anziani, altro punto &#8211; anche se infermo o alla fine dei suoi giorni porta in s\u00e9 il volto di Cristo. Non si possono scartare, come ci propone la \u201ccultura dello scarto\u201d! Non si possono scartare!&#8221;.<br \/>\nVa dunque ribadito \u2013 come riportato nella Dichiarazione sull\u2019aborto procurato della Congregazione per la Dottrina della Fede &#8211; che \u201cil primo diritto di una persona \u00e8 la sua vita\u201d. Nell\u2019essere umano fragile, ha aggiunto il Santo Padre, \u201cciascuno di noi \u00e8 invitato a riconoscere il volto del Signore, che nella sua carne umana ha sperimentato l\u2019indifferenza e la solitudine a cui spesso condanniamo i pi\u00f9 poveri, sia nei Paesi in via di sviluppo, sia nelle societ\u00e0 benestanti\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Papa Francesco e la Speranza. Udienza generale festosa e gremita quella di Papa Francesco in una soleggiata ma fredda giornata di inverno romano. 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