FILE WPATH E LE GRIDA DAL MUSCHIO SELVAGGIO

130

FILE WPATH – Sui media anglosassoni c’è chi lo definisce “uno degli scandali più grandi della storia della medicina”, in Italia su quotidiani e tv manco una parola. Si tratta dell’emersione di un video e alcune conversazioni tratti dalla chat interna della Wpath, la World Professional Association for Transgender Health, semplicemente l’associazione professionale di medici e terapisti che di fatto decide le linee guida anche dell’Oms in materia di trattamenti per la disforia di genere e il cambio di sesso anche dei minori. I file Wpath emersi raccontano un quadro devastante, se tutti li leggessero ci si renderebbe conto dell’orrore dietro quelle pratiche che sono compiute da medici criminali che sanno benissimo di agire con trattamenti improvvisati in un contesto in cui i ragazzini e le loro famiglie non hanno la minima idea delle conseguenze permanenti a cui portano quei trattamenti. Durante la mia intervista a Muschio Selvaggio con Fedez dissi che sono trattamenti da “matti e criminali”, mi beccai repliche ululanti (non di Fedez) che invitavano a denunciarmi. Ora i file Wpath rendono evidente che avevo perfettamente ragione.

Il presidente della Wpath è Marci Blowers, chirurgo californiano trans, che ha realizzato in carriera circa duemila “vaginoplastiche”, cioè evirazioni a ragazzi per poi costruire una finta vagina attraverso quella che asetticamente viene chiamata “pratica di dilatazione”. Nei file Wpath Blowers scrive testualmente che qualsiasi limite di età per realizzare la rimozione di pene e testicoli va considerato “arbitrario” e che è meglio intervenire prima dei 18 anni. Di conseguenza si discute di bloccare con la triptorelina la pubertà a bambini, anche a due di 10 e 13 anni con segni evidenti di ritardo mentale.
Medici e terapisti discutono poi nella chat Wpath anche del percorso opposto, la falloplastica. Si fa una isterectomia completa alle ragazze, cioè si rimuove chirurgicamente la loro vagina, si costruisce poi un finto pene con tessuti prelevati dall’avambraccio o dalla coscia. Gli associati della World Professional Association for Transgender Health, che lo ripeto dominano la formazione delle linee guida mondiali sul trattamento dei giovani e giovanissimi che vogliono cambiare sesso, dimostrano nei file emersi dalle loro conversazioni di conoscere benissimo le conseguenze di un folle intervento del genere: infiammazioni pelviche continue, incontinenza, sanguinamenti, problemi intestinali cronici, dolori forti nell’area del finto pene in ogni contatto sessuale. Lo sanno, sanno tutto. E lo fanno.
Fanno anche, quelli della Wpath, i cosiddetti “interventi chirurgici sperimentali” in cui i ragazzini diventano vere e proprie cavie. Sono i topolini da laboratorio su cui questi medici, novelli Mengele, attuano i dettami della loro nazista ideologia gender. Nel corso della conversazione a Muschio Selvaggio avrete notato che la mia interlocutrice si definisce persona “non binaria”. Nell’ideologia gender ciò significa non riconoscersi né nel genere maschile né in quello femminile, una roba ideologica appunto perché in natura non esiste. I chirurghi Wpath nei file emersi raccontano degli interventi “sperimentali” per realizzare “un aspetto estetico liscio e asessuato” come il Ken di Barbie. Ragazzini trattati come bambole di plastica, in questi casi almeno aspettando la maggiore età, senza pene o vagina, addirittura con interventi di mastectomia che cancellano ogni forma di capezzolo. Specialista in questi interventi il dottor Thomas Satterwhite di San Francisco che definisce tutto questo nei file Wpath “chirurgia superiore non binaria”.
I medici Wpath sanno che somministrare ormoni agli adolescenti può provocare gravissimi problemi di salute, discutono di un 16enne a cui è improvvisamente scoppiato un tumore al fegato, sanno che non esiste alcun ventilato “rischio suicidio” di questi ragazzi se non trattati, soprattutto sanno che i giovani e le loro famiglie non hanno idea delle conseguenze reali dei trattamenti a cui si sottopongono. Scrive Michael Schellenberger, il presidente dell’istituto di ricerca Environmental Progress che ha reso pubblici i file Wpath: “I membri della World Professional Association for Transgender Health sanno perfettamente che non possono ottenere un reale consenso da parte di bambini, adolescenti e ragazzi vulnerabili. Le cosiddette ‘cure per l’affermazione del genere’ che loro forniscono provocano complicazioni e sterilità per tutta la vita, perdita della funzionalità sessuale e della capacità di avere un orgasmo, i loro pazienti non ne comprendono le implicazioni”. Nei file Wpath uno dei medici afferma testualmente che anche i genitori di quei ragazzi “non riescono nemmeno a esprimere quello che vorrebbero sapere rispetto a un intervento per il quale però hanno già dato il consenso”. E un altro: “In teoria sarebbe bene parlare con un 14enne delle conseguenze degli interventi sulla sua fertilità, ma la maggior parte dei ragazzi non ha nessuno spazio cerebrale per parlare in modo serio”. Ovvio, mia figlia sta per compiere 14 anni e non può neanche prendere il treno da sola per andare dai nonni secondo le regole ferroviarie, come si può immaginare che abbia la capacità di comprendere pienamente le conseguenze di un cambio di sesso? Tutto ovvio. Ma non per i Mengele, che sanno quel che fanno e per questo sono mille volte colpevoli.
Poi siamo colpevoli anche noi che stiamo zitti e complici. I media mainstream italiani hanno completamente ignorato i file Wpath che, lo ripeto, per alcuni rappresentano la prova di uno dei più grandi scandali della storia della medicina, la pratica ormonale e chirurgica della teoria affermativa di genere presso bambini, adolescenti, giovani e giovanissimi inevitabilmente ignari delle reali conseguenze degli atti cui vengono sottoposti. In italiano trovate solo articoli di Caterina Gioielli e Marina Terragni sull’argomento file Wpath, che vanno ringraziate ma invece vengono ignorate. Questo scandalo della medicina dovrebbe essere in prima pagina su tutti i quotidiani e invece con ogni probabilità ne avete letto per la prima volta qui. A Muschio Selvaggio gridai e provarono a zittirmi con la minaccia di querele. Dopo la minaccia ripetei più volte “sono matti e criminali”. Mi pare che i file Wpath confermino quanto avessi ragione a gridare. Perché il male si manifesta sempre con le consuete forme, solo che oggi lo chiamano bene.
(Mario Adinolfi)



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *