Scherma – Il maestro Oleg Pouzanov ci ha lasciato………

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scherma Oleg_PouzanovLa scherma italiana ( e mondiale) è in lutto. E’ morto a Roma questo giovedi sera il maestro Oleg Pouzanov.

A portarlo via è stato un brutto male diagnosticato da pochi giorni, in seguito al suo ricovero all’ospedale di Tor Vergata a Roma.

Tutte le volte che andavo al club Scherma Roma per me era quasi una necessità cercare il suo sguardo. Un uomo pacato, dallo sguardo sereno, una persone che dava l’idea di aver vissuto una vita intensa della quale non amava parlare. Bastava guardarlo insegnare o parlare per sentire serenità. Se ne è andato all’improvviso lasciando un vuoto a chi è vissuto con lui quotidianamente ma anche in chi ha avuto a che fare con lui saltuariamente.

Chi vi scrive lo scopre in piena notte, in un sabato romano appena avviato ed a pochi metri da quel centro Giulio Onesti dove si recava ad allenare i suoi atleti con impegno e dedizione. Lunedi il saluto nella Chiesa di Santa Chiara un mondo che ben conosco ma nel quale non avevo mai avuto modo di incontrarlo. Oleg ed i suoi silenzi, il suo agire cadenzato e lontano dai riflettori: anche nel momento del commiato se ne è andato in silenzio. Ci mancherà a tanti e molto.

Aveva 74 anni e veniva dalla Russia, è stato tecnico della Nazionale sovietica, da anni trasferitosi in Italia, prima a Milano e poi Roma, è stato il maestro di alcuni dei grandi protagonisti del fioretto e della spada azzurra ed, attualmente, era il riferimento tecnico, tra gli altri, di Paolo Pizzo, con cui aveva vinto il titolo iridato 2011, di Mara Navarria e Francesca Quondamcarlo.

Nello staff tecnico della Nazionale italiana per lunghi anni, era il maestro di spada del Club Scherma Roma.

Nsotto i suoi baffi bianchi un sorriso che si allargava a riempire il cuore di chi stava ad ascoltare i suoi “proverbiali” racconti, aneddoti e barzellette che riportavano ad un’epoca, quella dell’Unione Sovietica, che ha scolpito la vita di Oleg Pouzanov.
Presente tra le pedane di scherma, dalle gare dei ragazzi under 14 a quelle internazionali, aveva scelto di essere protagonista discreto anche a Mosca, in occasione dei Campionati del Mondo 2015 quando aveva abbinato il ritorno nella “sua” Russia alla voglia di seguire i “suoi” ragazzi da vicino.

Oleg Pouzanov mancherà alla sua famiglia, al Club Scherma Roma, a ciascuno dei suoi atleti che in lui hanno visto non solo un maestro ma anche un secondo padre ed un punto di riferimento nella crescita umana. Ma Oleg Pouzanov mancherà all’intera scherma azzurra.

L’ultimo saluto sarà officiato lunedi 07 dicembre alle ore 15.00 nella Chiesa di Santa Chiara a piazza dei Giuochi Delfici a Roma.

 

Così di Oleg Pouzanov scriveva Marisa Poli su “La Gazzetta dello Sport” il 14 Ottobre 2011, dopo il successo iridato del suo allievo, Paolo Pizzo:
“La leggenda narra che sia stato un agente del Kgb, ma da lui non troverete conferme, solo un silenzio condito da un lampo negli occhi azzurri. Il maestro del campione del mondo di spada, Paolo Pizzo, si chiama Oleg Pouzanov, ha 69 anni, un passato da schermidore con un titolo mondiale a squadre vinto con l’ Urss e poi c.t. di spada e fioretto del suo Paese, dal 1972 fino ai Giochi di Barcellona. Prima lo era stato di Cuba, aveva lanciato un programma interrotto tragicamente nell’ attentato che nel 1976 decimò la squadra di ritorno dal campionato centroamericano in un incidente aereo sopra Barbados. Non ha dormito dopo l’ oro del suo allievo, ma gli occhi si accendono di gioia quando i maestri russi ora emigrati negli Stati Uniti si fermano a complimentarsi: «Quando un’ atleta vince è merito suo – ride -, quando perde è colpa del maestro». Oltre all’ indiscutibile bravura, nello staff azzurro e anche fuori fa circolare i suoi detti alla Boskov. «Una persona fondamentale per me, quasi un padre – riconosce Pizzo -, mi ha insegnato molto della scherma e anche fuori». Dispensatore di saggezza sovietica, Pouzanov è in Italia dal 1992, da quando l’ Urss si è divisa in tanti Paesi che non gli piacciono molto. Prima è approdato alla Società del Giardino di Milano, qualche anno dopo, nel 1997, si è trasferito al Club Scherma Roma. Nelle sue mani (grandi grandi) sono passati da Mazzoni alla Bianchedi, dalla Trillini a Resegotti, dal campione del Mondo Paolo Pizzo agli altri azzurri Mara Navarria, Enrico Garozzo e Francesca Quondamcarlo. Uno dei suoi ex allievi, Alessandro Bossalini, ora nello staff azzurro, racconta di quanto ha imparato. «La sua è una scherma particolare – spiega -, tutta di seconda intenzione». Ai suoi allievi battuti da un bielorusso dice, sempre ironico: «Hai perso da contadino», a chi esce sconfitto con un ucraino: «Hai perso con operaio». «Più che russo direi che sono sovietico – spiega, senza nascondere l’ antipatia per Gorbaciov -, il casino è cominciato quando tutti hanno iniziato a cercare il profitto. Noi lo sport l’ abbiamo fatto per l’ idea, per la gloria…». I suoi proverbi: “quando vede una donna magra, l’ uomo non è cane, non piace osso”; “Figlio di colonnello non può diventare generale se generale ha figlio”; “L’ amore l’ ha inventato chi non vuol pagare”; “Tutto bene? Tutto bene non esiste, nemmeno tutto male”; “Non esiste donna brutta, esiste poca vodka”.
Marisa Poli – La Gazzetta dello Sport
14 Ottobre 2011




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