Gigi De Palo: cosa significa per la Chiesa italiana il discorso del Papa

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Interessante commento di Gigi De Palo di OL3 alle parole di Papa Francesco sulla Chiesa Cattolica.

“Che non si potrà mai più tornare indietro, nel senso che è stato un momento storico. La cosa particolare è che finalmente – dopo tanti convegni, in cui si fanno tante analisi – una parola di sintesi, una parola che lancia il cuore oltre l’ostacolo, che dà delle indicazioni e che dice alla fine una cosa: non dobbiamo avere paura. Non c’è niente da difendere, c’è solo da proporre bellezza al mondo, dare concretezza alle cose che facciamo quotidianamente, raccontarle, raccontarle bene, con una chiarezza di fondo, che è Gesù Cristo. Punto! Il resto è astrazione…”.

Da dove si può partire per vincere questi ostacoli, che sempre poi si annidano anche nella vita della Chiesa?

“Anche questo nella propria fragilità, rendendosi conto che siamo uomini e donne e, così come discutiamo con nostra moglie, avremo delle mancanze dovunque. Però questa è sì una debolezza, ma anche una forza, perché il credente non ha paura di questa debolezza, perché sa che questa debolezza in Gesù Cristo è una grande forza: è quando siamo deboli che siamo forti. Il Papa lo dimostra quotidianamente in quello che fa, noi lo manifestiamo quotidianamente nelle nostre piccolezze quotidiane. E’ inutile che facciamo finta di essere più grandi di quello che siamo fuori da casa, quando poi a casa abbiamo tutte le difficoltà del caso… La verità rende liberi: se uno è vero, non deve temere nulla. A me piace questo: piace non dovermi difendere, piace non dovermi nascondere, piace l’umanità che mi rappresenta con tutte le difficoltà – lo ripeto – ma anche con tutte le grandissime potenzialità, perché è vero che siamo peccatori, ma siamo anche capacità di grande santità”.

Per chi non conoscesse Gigi De Palo, lui stesso, si presenta così……………………..

Alcuni numeri: sono nato trentotto anni fa a Roma. Da diieci sono sposato con Anna Chiara ed abbiamo quattro figli: Giovanni, Therese, Maddalena e Gabriele.

Poi, luoghi significativi: la Chiesa, a Roma, ma anche nelle missioni (con esperienze in Sud Africa, Etiopia, Mozambico e in Tanzania), e nel Cammino di Santiago. Anni di volontariato in parrocchia, e la responsabilità dell’Info-point della XV Giornata Mondiale della Gioventù, nel 2000.

Tempo di crescita: mi sono dedicato alla scrittura, diventando giornalista e collaborando con Avvenire, Romasette, Vite, Popoli e Missione. Ho pubblicato “Per un brivido tutto da vivere” con la Queriniana, con Effatà “I sogni dei giovani” e con Città Nuova, assieme a mia moglie, “La fantasia di Dio”. Ho anche redatto i testi per alcune mostre fotografiche, come “Family Days”.

Più forte, il desiderio di scrivere una storia viva: nel 2005 la chiamata a Presidente delle Acli Provinciali di Roma, e poi alla Consulta delle aggregazione laicali della Diocesi di Roma e al Consiglio Pastorale Diocesano. Dal 2006 il ruolo di Presidente dell’ Associazione Scienza & Vita Roma 1 e dal 2009 quello di Presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Lazio. In quegli anni, progetti innovativi: il “Punto Famiglia”; “Granelli di Senapa”, percorso di formazione dedicato alle giovani coppie; o i “Gruppi di Acquisto Solidali e Familiari”. Ma anche il “Centro Culturale GP II”.

Dal 14 gennaio 2011 al 9 giugno 2013 sono stato Assessore alla Famiglia, alla Scuola e ai Giovani di Roma Capitale. Oltre ai numerosi progetti per le famiglie, i giovani e le scuole, lʼimpegno di questo periodo ha portato al “Quoziente Roma”.

Nel 2012 nasce OL3 NE’ INDIGNATI NE’ RASSEGNATI, Associazione che vuole chiamare allʼimpegno politico i giovani della Generazione di Tor Vergata che hanno preso sul serio le parole di Giovanni Paolo II.

Nel maggio del 2013 sono stato eletto Consigliere Comunale di Roma Capitale con una Lista Civica.

Il 4 ottobre del 2014 con le famiglie di Roma abbiamo lanciato #iostoconipasseggini riempiendo piazza del Campidoglio di passeggini vuoti e vincendo una impotante battaglia contro il Comune per l’aumento delle tariffe dei nidi.

Mi sono dimesso nell’agosto del 2105 per candidarmi alla Presidenza Nazionale del Forum delle Associazioni Familiari.

Non ho mai avuto una tessera di partito perchè, come tanti della mia generazione, preferisco la concretezza alle ideologie, il buon senso alle polemiche sterili.

 




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