Lezioni di Storia programma annuale 2015-2016

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PROGRAMMA

“Romani”

Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli

domenica ore 11:00

 

    • 8 novembre 2015 – Luciano Canfora
    • CICERONE, IL REPUBBLICANO
    • 29 novembre 2015 – Andrea Carandini
    • NERONE, IL DEMAGOGO
    • 13 dicembre 2015 – Tomaso Montanari 
    • GIAN LORENZO BERNINI, L’ARTISTA
  • 10 gennaio 2016 – Elena Bonora  

 

    • CAMILLA LA MAGRA, UNA PROSTITUTA
    • 21 febbraio 2016 – Alessandro Barbero
    • GIUSEPPE GIOACHINO BELLI, IL POETA
    • 6 marzo 2016 – Andrea Giardina
    • MUSSOLINI, IL DUCE
    • 3 aprile 2016 – Alberto Melloni
    • PIO XII, IL PAPA
  • 17 aprile 2016 – Simona Colarizi 

 

  • GIULIO ANDREOTTI, IL POLITICO
  • 8 maggio 2016 – Vittorio Vidotto
  • ANNA MAGNANI, L’ATTRICE

Decimo ciclo di Lezioni di Storia all’Auditorium Parco della Musica di Roma  Dall’8 novembre 2015 all’8 maggio 2016

Romani sono tutti coloro che, ben al di là della nascita, sono stati identificati e si sono essi stessi identificati in un luogo straordinario, contribuendo a crearne l’immaginario. Personaggi popolari, amati e odiati dai loro concittadini, espressione dei vizi e delle virtù della capitale disegnano e raccontano una identità resa mutevole dai secoli eppure sempre riconoscibile.

È Romani il titolo dell’edizione 2015-2016 delle Lezioni di Storia, che tornano all’Auditorium Parco della Musica di Roma per il decimo anno: nove incontri, altrettanti storici – introdotti dallo scrittore Paolo Di Paolo – la domenica mattina alle ore 11:00, dall’8 novembre 2015 all’8 maggio 2016, in sala Sinopoli.

Si parte con Luciano Canfora che racconterà di Marco Tullio Cicerone, un protagonista di primo piano della vita politica romana che della Repubblica fu uno dei più strenui difensori, meritandosi l’appellativo di ‘padre della patria’. A seguire, domenica 29 novembre, la lezione Andrea Carandini su Nerone, l’imperatore imprevedibile e crudele che conquistava il favore del popolo attraverso le feste e le rappresentazioni di cui lui stesso era protagonista. Il 13 dicembre è la volta di Tomaso Montanari su Bernini, l’artista che più di ogni altro seppe approfittare della singolarità che offriva la corte di Roma: l’unica grande capitale europea che non fosse dominata da una dinastia, dove quindi era possibile una libertà inedita per il proprio tempo. Sarà poi Elena Bonora, domenica 10 gennaio, a guidarci, attraverso la storia di una prostituta, nei vicoli della Roma del Cinque-Seicento, nella vita quotidiana della città per capirla dal basso, incrociando un mondo di pratiche, consumi e credenze. Domenica 21 febbraio sale sul palco della sala Sinopoli Alessandro Barbero per parlarci di Giuseppe Gioacchino Belli e dei suoi sonetti romaneschi, non solo un capolavoro della nostra letteratura, ma anche una straordinaria fonte per lo storico, per conoscere la Roma papalina e ascoltare la voce del suo popolo analfabeta. Andrea Giardina il 6 marzo affronterà un grande tema: la figura di Mussolini e il modo in cui la sua propaganda ha usato e fatto propri alcuni valori fondamentali ritenuti tipici degli antichi Romani: la disciplina, l’ordine, il ruralismo, la potenza bellica, l’idea imperiale. Domenica 3 aprile toccherà ad Alberto Melloni raccontare di Pio XII, il papa che identifica Roma e il

 

papato come baluardo della civiltà. Il suo funerale, con gli “ordines” della chiesa che sfilano in processione, è la fine un pontificato, forse di un’epoca. È poi Giulio Andreotti, il simbolo del potere nell’Italia del dopoguerra, il protagonista della lezione di Simona Colarizi domenica 17 aprile. La sua politica è l’arte del compromesso, delle alleanze, alleanze non sempre limpide, come è emerso da un lungo e devastante processo il cui esito è ancora controverso nel giudizio storico e politico. A concludere sarà Vittorio Vidotto su Anna Magnani, un’icona del cinema e dell’italianità. Istintiva e passionale sullo schermo e nella vita, la Magnani dà vita a personaggi di grande forza, spesso sconfitti, sullo sfondo di una società e di una città in rapido cambiamento.

 

Le Lezioni all’Auditorium Parco della Musica sono organizzate dagli Editori Laterza e dalla Fondazione Musica per Roma e sostenute da Unicredit – main sponsore Posteitaliane – sponsor.

 

BIGLIETTERIA

INFORMAZIONI

Costo biglietti singola lezione € 12,00 (al massimo 2 biglietti, a persona, per un massimo di 6 lezioni su 9) Costo abbonamento intero ciclo € 78,00 (al massimo 2 abbonamenti a persona)

 

Rinnovo abbonamenti: dal 13 al 25 ottobre 2015

  • presso il botteghino dell’Auditorium Parco della Musica, tutti i giorni in orario continuato dalle ore 11:00 alle 18:00;
  • al numero 892.101 (numero a pagamento)
  • o presso i seguenti punti vendita: Orbis, Piazza dell’Esquilino 37, Roma (tel. 06 4744776); Numero Uno Servizi, Via Gian Luca Squarcialupo 7, Roma (tel. 06 44248885); Interclub Servizi, via Ippolito Nievo 1, Roma (tel. 06.5813099). Secondo gli orari di apertura propri dei singoli esercenti.

 

Vendita nuovi abbonamenti e vendita biglietti:

presso il botteghino dell’Auditorium Parco della Musica: a partire da martedì 27 Ottobre 2015 dalle ore 08:30 alle ore 18:00. Tutti gli altri giorni, a partire da mercoledì 28 Ottobre, dalle ore 11:00 alle 18:00.

I soli biglietti per le singole lezioni saranno in vendita anche tramite internet (con disponibilità ridotta su questo canale).

 

Info: 06 80241281

 

Il programma completo su www.laterza.it e www.auditorium.com

 

8 novembre 2015

Luciano Canfora

 CICERONE, IL REPUBBLICANO

 

Marco Tullio Cicerone (106-43 a.C.), oltre che grande intellettuale ed oratore, fu anche protagonista di primo piano della vita politica romana. E della Repubblica fu uno dei più strenui difensori, meritandosi l’appellativo di ‘padre della patria’. Eppure, di quel sistema di governo comprese i limiti, quando l’antica città-Stato aveva raggiunto le dimensioni di un grande Stato territoriale. Ciò che non comprese fu il ruolo sempre più determinante delle legioni, la massa militare legata direttamente, e non attraverso la mediazione politica, agli emergenti ‘signori della guerra’. Un ruolo così essenziale da determinare la fine della Repubblica.

 

Luciano Canfora è professore emerito dell’Università di Bari

 

 

29 novembre 2015

 Andrea Carandini

 NERONE, IL DEMAGOGO

 

La notte del 19 luglio del 64 dopo Cristo e per nove giorni successivi un incendio, partito dal Circo Massimo, devasta buona parte di Roma. L’imperatore Nerone ricostruisce la città concependo un gigantesco progetto architettonico e urbanistico. La sua nuova residenza, la Domus Aurea, è composta da due parti, una sul Colle Oppio e una dove ora è il Colosseo. In quest’ultima l’imperatore conquista il favore del popolo, attraverso le feste e rappresentazioni di cui lui stesso è protagonista. Imprevedibile e crudele, fino a diventare per i seguaci di Gesù una sorta di Anticristo, Nerone è un straordinario e temibile fascinatore delle folle.

 

Andrea Carandini è professore emerito di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana dell’Università di Roma La Sapienza

 

 

13 dicembre 2015

Tomaso Montanari

 GIAN LORENZO BERNINI, L’ARTISTA

Bernini passò tutta la sua lunga vita a Roma, e cambiò il volto della città eterna come forse nessun altro artista prima di lui. Così, nell’immaginario collettivo, egli è il grande regista della magnificenza papale, il mago capace di trasformare in poesia la propaganda dei gesuiti. Ma Bernini è romano anche in un altro senso: più di ogni altro artista egli seppe approfittare della singolarità che offriva la corte di Roma: l’unica grande capitale europea che non fosse dominata da una dinastia. Il ricambio dei pontefici e la licenza delle corti cardinalizie permisero a Bernini di conquistare una libertà che non è stata concessa a nessun’altro artista del suo tempo.

 

Tomaso Montanari insegna Storia dell’Arte moderna presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II

 

10 gennaio 2016

Elena Bonora

 CAMILLA LA MAGRA, UNA PROSTITUTA

 

Camilla detta la Magra viveva a Roma con la madre e una serva, e tra i suoi clienti c’erano gentiluomini, mercanti, capitani. Nel 1559 fu arrestata e processata perché aveva bruciato la porta di casa di un’altra prostituta, un gesto simbolico per rovinare la reputazione della sua rivale agli occhi del vicinato. La sua storia è un viaggio nell’universo variegato di cortigiane e prostitute nella Roma del Cinque-Seicento. In compagnia di donne come Camilla, Maddalena, Tullia, Lucrezia e molte altre entriamo nella vita quotidiana della città del papa per capirla «dal basso», incrociando un mondo di pratiche, consumi e credenze.

Elena Bonora insegna Storia moderna presso l’Università di Parma

 

 

21 febbraio 2016

Alessandro Barbero

 GIUSEPPE GIOACHINO BELLI, IL POETA

 

L’Italia dell’Ottocento, percorsa dal sogno del riscatto e dell’unificazione, è anche l’unico paese europeo in cui alcuni dei più grandi poeti scrivono in dialetto anziché nella lingua nazionale. Giuseppe Gioachino Belli è uno di loro: i suoi 2279 sonetti romaneschi non sono soltanto un capolavoro della nostra letteratura, ma una straordinaria fonte per lo storico, che accompagnato dal Belli può addentrarsi fra i vicoli della Roma papalina e ascoltare la voce del suo popolo analfabeta.

 

Alessandro Barbero insegna Storia medievale presso l’Università del Piemonte Orientale, sede di Vercelli

 

6 marzo 2016

Andrea Giardina

 MUSSOLINI, IL DUCE

 

In età contemporanea la Roma antica è stata spesso un vasto repertorio di idee, istituzioni, simboli, personaggi, proposti come modelli da riprodurre nell’attualità politica. Ogni epoca ha scelto i suoi temi, ogni epoca ha inventato una sua romanità. La propaganda fascista ha insistito sulla rinascita di alcuni valori fondamentali ritenuti tipici degli antichi Romani: la disciplina, l’ordine, il ruralismo, la potenza bellica, l’idea imperiale. Il Duce sembrava la reincarnazione perfetta del tipo antropologico dell’antico romano: per le sue virtù, l’aspetto, il modo di parlare, la sua gestualità. Se gli italiani si erano riscoperti romani, questo si doveva soprattutto all’opera demiurgica di Mussolini, il più romano di tutti gli italiani.

 

Andrea Giardina insegna Storia romana presso la Scuola Normale Superiore di Pisa

 

3 aprile 2016

Alberto Melloni

PIO XII, IL PAPA

 

Eugenio Pacelli, figlio di una famiglia legata alla corte papale, si forma con la stessa logica con cui nelle grandi famiglie d’età moderna si costruivano le carriere cardinalizie e pontificie. Prima il servizio nella diplomazia pontificia, poi la nunziatura apostolica nella Germania degli anni venti, infine la segreteria di Stato e l’elezione a papa nel 1939. Quello che don De Luca definì “un bassorilievo assiro” identifica Roma e il papato come baluardo della civiltà. È questa visione a determinare il suo atteggiamento durante il conflitto mondiale, la guerra e l’occupazione, la sua concezione della teologia e della santità, il suo rapporto con la politica, dal regima fascista alla Democrazia Cristiana. Il funerale, con gli “ordines” della chiesa che sfilano davanti alla sua salma portata in processione, è la fine un pontificato, forse di un’epoca.

 

Alberto Melloni insegna Storia del cristianesimo presso l’Università di Modena-Reggio Emilia

 

17 aprile 2016

Simona Colarizi

GIULIO ANDREOTTI, IL POLITICO

 

Il simbolo del potere nell’Italia del dopoguerra, un potere diviso tra i palazzi repubblicani e quelli vaticani: due Rome di cui Andreotti è stato sintesi e ponte. Abile, intelligente, ironico, riservato, infaticabile tessitore di accordi, aveva le stigmate intellettuali, caratteriali e persino fisiche dei Richelieu e dei Mazarino e la loro stessa lucidità nell’interpretare l’animo dei cittadini italiani. La sua politica è arte del compromesso, delle alleanze, per difendere gli equilibri esistenti dai conflitti di un paese fragile e immaturo. Alleanze non sempre limpide, come emerse da un lungo e devastante processo che divise il paese e il cui esito è ancora controverso nel giudizio storico e politico.

 

Simona Colarizi insegna Storia contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza

 

8 maggio 2016

Vittorio Vidotto 

ANNA MAGNANI, L’ATTRICE

 Con il grido rabbioso e disperato e la corsa scomposta seguita dalla raffica di mitra, Anna Magnani entra prepotentemente nella storia del cinema. La sequenza di Roma città aperta (1945) diviene presto uno dei simboli della lotta popolare antinazista. Attrice versatile di teatro e di rivista, di forte presenza scenica, interpreta nel cinema parti di popolana e piccolo borghese romana. Istintiva e passionale sullo schermo e nella vita, la Magnani apparve all’estero come un’icona della romanità e dell’italianità.  Chiamata a recitare negli Stati Uniti ne La rosa tatuata, fu premiata con l’Oscar. Interprete di sogni e illusioni di ascesa sociale in Bellissima (1951) e Mamma Roma (1962), dà vita a personaggi di grande forza, ma sconfitti, sullo sfondo di una società e di una città in rapido cambiamento.

 

Vittorio Vidotto ha insegnato Storia contemporanea all’Università di Roma La Sapienza

 

 

 

 

 




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