Giustizia – Matteo Salvini ha annunciato un provvedimento con nuove norme contro chi spaccia droga

Salvini –  Un disegno di legge a firma Lega che la cronaca ci dice essere urgente. Ci  abbiamo lavorato settimane e siamo arrivati all stesura definitiva”. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato un provvedimento con nuove norme contro chi spaccia droga e l’episodio “pazzesco” cui si riferisce è la morte di una coppia che a “bordo di una macchina erano nel posto sbagliato e nel momento sbagliato e hanno incrociato lo stronzo sbagliato: un tossico, ubriaco, senza patente e assicurazione”.

Al volante dell’auto che ha provocato l’incidente a Porto Recanati, nelle Marche, c’era un uomo di 34 anni, di nazionalità marocchina. Non è certo il primo caso ma tutti vorremmo che fosse l’ultimo!

Non usa giri di parole il ministro Matteo Salvini che aggiunge: “mi domando cosa fecesse a spesso e mi chiedo cosa devi fare in Italia se commetti un reato che ha a che fare con la droga per stare in galera”. Questo era indiziato – prosegue il ministro citando la ricostruzione dei suoi uffici al Viminale – e coinvolto nel sequestro di 225 chili di droga e “sto stronzo era a spasso”. Pene raddoppiate. E rivista la “lieve entità” “Non è possibile” e il “nostro disegno di legge prevede il raddoppio delle pene per chi spaccia sostanze stupefacenti, sia detentive che economiche ed entra nel merito della cosiddetta lieve entità”.  Tra gli operatori delle forze dell’ordine – ha continuato Salvini – c’è frustrazione quando arrestano per la decima volta lo stesso spacciatore con la cosidetta modica quantità a spasso nello stesso parco”. “Non esiste modica quantità: ti becco a spacciare, vai in carcere con le misure cautelari”.

Sulla vicenda di Porto Recanati, ha aggiunto Salvini, “c’è qualcuno che dovrebbe farsi un serio esame di coscienza”.

Proprio sulla gravità della situazione e sulla mancanza di sanzioni adeguate arriva un altro esempio dalle porte di Roma.

Garantivano la droga 14 ore al giorno e gestivano il giro davanti a una scuola a Roma. Sono 13 le persone arrestate e 20 quelle denunciate dai carabinieri della compagnia di Tivoli nell’operazione antidroga a Guidonia Montecelio, vicino a Roma. La banda gestiva il traffico all’interno delle case popolari e aveva la piazza di spaccio davanti ad una scuola. Il capo era un ragazzo di 28 anni.

L’organizzazione non solo pagava lo stipendio agli affiliati che così garantivano la droga per 14 ore al giorno ma garantiva anche l’assistenza legale in caso di arresto.

Giovani e italiani i pusher, organizzati e disciplinati: a loro venivano affidati incarichi precisi come “rette”, vedette, trasportini e spaccio al dettaglio.  Un sistema perfezionato da telecamere e sensori di movimento per rilevare nell’area esterna della Torre 18, delle case popolari, l’arrivo delle forze dell’ordine.

I Carabinieri che indagavano dal 2017 hanno arrestato 13 le persone, 8 in carcere e 5 agli arresti domiciliari, 20 quelle denunciate.

Le accuse associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e favoreggiamento.

La banda poteva contare sull’appoggio di alcuni condomini.




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