POLITICA – NON MI ASTENGO, VOTO IN LIBERTA’

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POLITICA – Ce lo chiede l’Europa. Confesso candidamente che questa mini frase ormai mi è entrata in modalità odio
profondo, tanto come ”sostenibilità” o “transizione ecologica”. Eppure è in auge da decenni, ed è il leit motiv ossessivo di una miriade di leggi e provvedimenti ignobili che ci siamo trovati appioppati tra capo e collo, per lo più invisi dalla stragrande maggioranza dell’italica popolazione. L’apparato burocratico di Strasburgo e Bruxelles è sembrato alla gente comune una specie di macchina pachidermica atta a stritolare tutte le peculiarità territoriali, ed intenta ad inventarsi normativa capestro, spesso sfioranti il ridicolo. Il tutto in nome e per conto di un orribile omologazione globalizzata, che va a discapito dei veri bisogni dei popoli, per puri interessi settoriali di piccoli dittatorelli senza scrupoli. Il fatturato di lorsignori vale ben più del bene del popolino, ce ne siamo accorti. Non è certo questa l’Europa che desideravano i padri fondatori popolari come De Gasperi, Schumann e Adenauer; i medesimi si stanno rigirando nella tomba sdegnati.
Comandano e spadroneggiano burocrati, banchieri senza scrupoli e guerrafondai, mentre la peste bianca della denatalità sta mietendo vittime, radendo al suolo parecchie nazioni, Italia in primis. L’invecchiamento delle popolazioni, eccetto pochissimi stati, mette a dura prova i servizi socio assistenziali (e noi abitanti del Belpaese ne sappiamo qualcosina), soprattutto in ambito pensionistico – sanitario. Siamo un continente vecchissimo destinato presto ad implodere su se stesso, ma i vertici al comando sembrano pensare a tutt’altro, immersi nel delirio di un ecologismo che sa di maltusiana memoria e intenti ad applicare una rivoluzione digitale in cui conteranno più i robot dell’uomo. Dulcis in fundo, usciti da un virus orribile che ha seminato macerie ovunque, siamo andati ad infangarci stupidamente in una ignobile guerra tra popoli fratelli. Anziché erigerci a pacieri, e costruire un Europa a due polmoni come chiedeva il grande Karol Wojtyla, stiamo forgiando un conflitto tra invasori e invasati che sta solo portando morte, distruzione e povertà. L’incendio andava spento sul nascere, ora le fiamme galoppano veloci e sarà difficilissimo domarle, specie se al comando ci sono tanti Grisù che sputano lapilli. La parola pace in questo momento pare un termine caduto in disuso, antiquato, eppure non vedo altra strada se non fare la pace proprio con chi non ci piace, pena una guerra con annessa recessione (eccetto il mercato degli armamenti) eterna. L’inflazione
galoppante (tassa subdola e iniqua) sta erodendo i risparmi degli italiani, i tassi di interesse alle stelle fanno il resto, disintegrando ciò che restava del ceto medio, lo tasto con mano in famiglia quotidianamente.
Loschi interessi di potentissimi lobbie internazionali colluse con la politica vengono prima dei bisogni della povera gente, e fa benissimo Papa Francesco a rimarcarlo ogni santo giorno. Non voglio certo fare il pauperista, ma non mi va nemmeno di nascondere la testa sotto la sabbia mentre la situazione è sempre più preoccupante. Ora siamo ad una ennesima tornata elettorale e la tentazione dell’astensione, dinnanzi a un simile sfacelo, sembra sia di gran lunga maggioritaria in una larga fetta degli aventi diritto voto, ne sono stato tentato anche io. Questo però non è un referendum in cui serve il quorum, tempo pochi istanti e il teatrino burocratico d’oltre alpe, che ci sta soffocando pian piano, avrà dimenticato un eventuale calo dei votanti. Occorrerebbe una svolta inattesa, una scossa salutare che rimetta in discussione certi autocrati che paiono inamovibili. All’orizzonte un qualcosa di nuovo per i più attenti si può intravedere: sono facce nuove, non il solito remake trito e ritrito, cui provare a dare fiducia. Tra l’altro mi sembra cosa buona e giusta il fatto di poter scegliere una persona direttamente, ponendo il suo cognome sulla scheda, eventualmente si sa almeno a chi chiedere conto per l’operato. Ovviamente per potermi attrarre questo/a
pinco pallino deve avere determinate caratteristiche che profumino di vita e non di morte. Il mio no feroce alla guerra e alla corsa agli armamenti l’ho appena rimarcato e penso basti. Non voglio nemmeno un candidato/a che appoggi follie green (case e auto) capaci solo di arricchire e procrastinare in eterno il perfido regime comunista cinese. Starò lontano anni luce da chi sponsorizza, anche solo velatamente, colonizzazioni ideologiche atte ad esaltare e promuovere gender e eutanasia, scambiando ruoli maschili e femminili a piacimento in nome di un auto determinazione ridicola e folle. Si necessita urgentemente in questo delicato momento di politici che forgino alla grande natalità e famiglie, girando al largo da mode perniciose in cui la persona diviene inesorabilmente una “cosa” usa e getta. Voglio un individuo che vada nelle sedi europee a difendere a spada tratta la vita dal concepimento sino al termine naturale, garantendo il diritto alla salute e le cure gratuite. Le piccole imprese vanno sostenute e incentivate, non strangolate appositamente da norme capestro che le fanno finire inesorabilmente in bocca a pescecani di turno con le fauci aperte. Non voglio che i malati, gli anziani, i diversamente abili siano considerati come un peso per la società inducendoli a tentazioni autolesionistiche, la persona nella sua integrità deve finire al primo posto nell’agenda di un buon politico. Due ultimi pressanti appunti finali da consigliere comunale di vecchia data e da credente/peccatore quale sono. – Per tutte le periferie esistenziali di montagna come la mia occorrerebbero provvedimenti ad oc, rivoluzionari, atti a fermare l’emorragia abitativa, non si può lasciar morire simili gioielli. E il tutto deve partire a cascata dall’alto. – Per avere la mia ics sulla scheda il candidato/a deve avere anche un chiaro imprinting cristiano e agire di conseguenza; che ci volete fare, per quanto mi riguarda, parafrasando Chesterton, l’ateismo è solo un grande incubo. Se tu caro aspirante parlamentare europeo, che magari hai leggiucchiato queste quattro misere righe, possiedi i requisiti sopra elencati aspettati pure la mia preferenza. Io nel frattempo ho deciso, non mi astengo e voto in libertà.

Fabio Annovazzi




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