Scherma. Martina Batini campionessa di vita e di fioretto

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scherma batini

Il Fioretto femminile azzurro è da sempre stato una fucina di atlete di altissimo livello. Tra loro spicca Martina Batini atleta dalle sorprendenti capacità, studentessa diligente e ragazza legata ai valori ed alla famiglia.

La scherma è la sua grande passione ed i successi, (seppur giovane) sono già di altissimo livello.

Al suo primo campionato europeo a Strasburgo nel 2014 è salita sul secondo gradino del podio, vincendo la medaglia d’argento, ed inchinandosi in finale per 15-5 nella gara individuale di fioretto alla connazionale Elisa Di Francisca. Ma non si fermò qui: infatti nello stesso europeo vinse la medaglia d’oro nella gara a squadre.

Il 19 luglio 2014 Un altro argento individuale ai mondiali di Kazan ed ancora una volta alle spalle di una azzurra l’ italiana Arianna Errigo con il risultato finale di 15-7.

Il 22 luglio nella stessa competizione bissò la medaglia d’oro a squadre. Oro nel Fioretto a squadre anche ai Mondiali di Mosca 2015 e successo con il “Dream Team” ripetuto nel campionato europeo disputato a Montreux, in Svizzera, dal 5 all’11 giugno 2015.

Eccovi l’intervista rilasciataci in esclusiva.

 

Ma quali soni gli obiettivi presenti e futuri di Martina Batini?

“Mi piace guardare al presente e al futuro prossimo, quindi ti dico che l’obiettivo è sempre la prossima gara”.

 

Il tuo successo più bello ?

 

“Sicuramente la mia prima vittoria in Coppa del Mondo, due anni fa, a Tauber. Una giornata perfetta che mi ha regalato un’emozione fantastica che ancora ricordo.

I miei hobbies? “A Dicembre scorso ho terminato il mio percorso di studi in Ingegneria e quindi, adesso, finalmente, ho più tempo libero. Adoro la musica, quando posso non mi faccio mai mancare un bel concerto e prendo lezioni di batteria. Inoltre, adoro documentarmi, leggere, guardare serie tv e film e questo, grazie anche a tutto il tempo che passiamo in viaggio, posso farlo abbastanza continuamente!”.

 

Piatto preferito?

“ Direi in assoluto di fare fatica trovarne uno solo, in questo momento, dato che è ora di pranzo, ti dico che avrei voglia di un bel piatto di trofie al pesto (alla genovese)!

 

Viaggi e vacanze fatte o che vorresti fare?

“Mi rimprovero sempre di non essere ancora stata in Giappone. E’ un paese che mi affascina, anche dal punto di vista culinario. Gare, purtroppo, non ne ho mai fatte lì, devo al più presto organizzarci una vacanza”.

 

Cosa pensi della politica?

“Penso che sport e politica vadano assolutamente separati. Non mi piace quando a uno sportivo viene fatta una domanda prettamente politica perché una sua risposta inevitabilmente provoca reazioni contrastanti. Un’opinione politica non deve influenzare il valore di una persona come atleta. Poi, ovviamente, l’atleta può essere giudicato anche a livello umano, ma quello è un altro paio di maniche”.

 

Sport seguiti o praticati?

“Ho praticato sempre e solo la scherma (a parte qualche mese di nuoto da piccola), mi ero iscritta a un corso di tennis qui a Pisa, la mia città, ma non è partito quest’anno a causa del basso numero di iscrizioni nella fascia oraria che avevo scelto quindi niente, sarà per l’anno prossimo! Seguo il basket e il calcio ma, onestamente, solo negli appuntamenti importanti come mondiali e europei”.

 

Film preferito?

“Il grande Lebowsky”.

 

Un dono che vorresti?

“Se per dono intendi una specie di potere speciale, certe volte servirebbe proprio il teletrasporto!”.

 

Cosa vuoi dalla tua vita?

“Voglio guardarmi indietro e sapere di aver dato sempre il massimo, non voglio avere rimorsi, sia a livello personale che con le persone a cui voglio bene”.

 

Quanto conta il successo?

“Dipende dal carattere, ci sono persone che vedono nel successo la loro felicità. Io non mi sento di appartenere a questa categoria, però è ovvio che nel mio sport cerco di arrivare più in alto possibile”.

 

Quanto conta il denaro?

“Può essere un grande aiuto a livello di serenità, ma conta poco a mio parere. Gli affetti invece sono la cosa principale”.

 

Sogni da realizzare?

“Beh, da sportiva il sogno non può che essere l’Olimpiade”.

 

Libri preferiti?

“L’arte di ascoltare i battiti del cuore – Sendker Il cacciatore di aquiloni – Hosseini e rimanendo in tema di sport Open di Agassi mi è piaciuto un sacco”.

 

Ci racconti le sensazioni ed il clima del pre-gara?

“Io, fortunatamente, non sono molto agitata né i giorni prima della gara (fatta eccezione una volta solo per ora, i giorni prima del mio primo mondiale) né la mattina quando entro al palazzetto. Il momento più ricco di emozioni, per me, sono i pochi istanti che ci sono tra il “pronte” e l’”a voi” del primo assalto!”.

 

Come ti prepari?

“Lavoro tutto l’anno sia dal punto di vista tecnico/tattico che atletico con il mio maestro Simone Piccini. Il giorno prima cerco di alimentarmi in maniera più corretta possibile e il giorno della gara cerco di riscaldarmi adeguatamente a seconda della necessità del momento”.

 

Cosa ti da la grinta e la concentrazione?

“La concentrazione ho capito essere, per me, l’elemento determinante in assoluto, più della grinta. Se non sono concentrata non riesco a dare il massimo. Il difficile è che, ancora, non ho trovato una maniera standard per trovare e mantenere la concentrazione e ho paura che non ci sia”.

 

Rivisiti il tuo comportamento in pedana dopo la fine delle competizioni?

“No, ed è sbagliato. E’ importante imparare a lavorare in prima persona sui propri errori e non solo aspettare che sia il maestro a presentarteli”.

 

Quante ore ti alleni al giorno?

“Mi alleno più o meno 5 ore al giorno tra mattina e pomeriggio”.

 

Pensi mai a quando sarai “grande”? (famiglia, marito, figli)

“Certo, ma ancora non ho un piano ben preciso!”.

 

Quanto ha significato la tua famiglia nell’inizio della tua carriera?

“E’ stata fondamentale, ho cominciato seguendo le orme di mio padre e dal primo giorno ad oggi sono sempre stata supportata (e sopportata) da i miei e da mia sorella nei momenti brutti e festeggiata in quelli belli!”.

 

Duellare contro le compagne del dream team nelle prove individuali mette maggiore apprensione?

“Incontrare un’italiana all’estero è sempre complicato, ci conosciamo alla perfezione e oltre all’aspetto tattico si aggiunge sempre una grande parte emotiva da dominare. Se poi di fronte ti trovi Di Francisca, Errigo e Vezzali ti scontri con Oro, Argento e Bronzo alle scorse Olimpiadi!”.

 

Avete buoni rapporti tra azzurre?

“Sì, certo! Il clima è buono sia durante gli allenamenti che in gara. Ovviamente poi, a seconda dell’età e del trascorso di ognuna c’è con chi ho legato di più e con cui prolungo il rapporto anche fuori dalla palestra, ho trovato delle buone amiche anche tra le pedane!”.

 

Raffaele Dicembrino




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