Giro d’Italia chiusura tra le polemiche ma il trionfo è di Frome

Si è concluso il Giro d’Italia e non sono mancate le polemiche a causa delle buche sulle strade di Roma. Dopo tre giri la classifica è stata sospesa a causa delle proteste dei ciclisti che temevano per la propria incolumità!
A chi vi scrive quest’atteggiamento non è piaciuto: infatti potevano evitare di discutere con la giuria in mondovisione ed invece chieder conto alla Commissione tecnica che ha approvato il tracciato: in fondo, formata da ex atleti professionisti che fino a poco tempo fa correva in bici e su tracciati anche peggiori.
Ma torniamo alla gara.
Chris Froome entra tra i grandi del ciclismo vincendo il Giro d’Italia 101 e diventando il terzo corridore di sempre a vincere i tre Grandi Giri di fila ed il settimo a fare tripletta. Il campione in carica Tom Dumoulin (Team Sunweb) e il miglior giovane Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team) hanno completato il podio finale. Sam Bennett (Bora-Hansgrohe) ha battuto Elia Viviani (Quick-Step Floors) sul prestigioso traguardo finale ai Fori Imperiali ottenendo la sua terza vittoria di tappa.

Il vincitore del Giro d’Italia Chris Froome si è mostrato entusiasta: “Dopo la partenza molti corridori sono venuti da me per trovare una soluzione per essere sicuri in gara. È stato un evento fantastico ed è comunque arrivata una volata di gruppo con Sam Bennett ed Elia [Viviani] in lotta, quello che volevano vedere tutti questa sera. L’atmosfera era fantastica, si vedeva quanto significasse per i fan avere il Giro che finisse a Roma. Una settimana fa non credevo di essere qui in Maglia Rosa. Recuperare più di tre minuti era già stato fatto prima ma era improbabile. La tappa con il Colle delle Finestre è stato il momento in cui la mia gara è svoltata. Per me quella frazione è l’essenza di quello che credo sia correre in bicicletta. Vorrei dedicare questa vittoria a mia moglie e alla figlia che arriverà ad inizio agosto”.
Froome è partito con il peso del caso Ventolin sulle spalle, è caduto nella ricognizione della crono inaugurale e ricaduto a Montevergine, ha sofferto ma non ha mollato. Si è rialzato vincendo sullo Zoncolan, ribaltando il Giro nell’altro tappone che conta consegnandosi alla leggenda con 80 chilometri di fuga solitaria dal colle delle Finestre in poi.
Altro grande protagonista Dumoulin. E’ il più vicino a Froome, con meno di un minuto di distacco in una corsa che ha scavato solchi profondi fra un concorrente e l’altro. Non ha niente da rimproverarsi, anche se paga a caro prezzo l’unico errore in tre settimane: aspettare Reichenbach, gregario di Pinot, nella discesa del colle delle Finestre gli ha fatto perdere l’attimo giusto per sperare di riavvicinarsi al vincitore.
Viviani invece vince quattro volate, perdendone due da Sam Bennett, e porta a casa la maglia ciclamino: applausi per la sua prestazione sportiva da evitare la reazione esagerata alle critiche di alcuni.
Il vincitore di tappa (a Roma) Sam Bennett ha dichiarato: “La Quick-Step ha reso la gara molto difficile ed è stata una volata velocissima. Quando mi sono svegliato questa mattina avevo le gambe talmente dure che mai avrei immaginato la vittoria odierna. Tuttavia, grazia ad una mentalità vincente, vuoi sempre di più e non potevo deludere i miei compagni di squadra. Mi sono posizionato bene ai due dalla fine, con tutti che cercavano la ruota di Viviani. Sapevo che Viviani avrebbe rilanciato quindi sono partito il più tardi possibile. Tre vittorie di tappa mi rendono molto felice, ma mi piacerebbe anche vincere una classica: la Milano-Sanremo è l’unica che vorrei”.

La Classifica Generale nelle prime cinque posizioni ha nomi di gran rilievo:1 – Chris Froome
(Team Sky) 2 – Tom Dumoulin (Team Sunweb) a 46″ 3 – Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team) a 4’57” 4 – Richard Carapaz (Movistar Team) a 5’44” 5 – Domenico Pozzovivo (Bahrain – Merida) a 8’03”
Maglia Rosa, leader della classifica generale,– Chris Froome (Team Sky)
Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti Elia Viviani (Quick-Step Floors)
Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna– Chris Froome (Team Sky)
Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team).

Il Giro d’Italia 2018, centunesima edizione della si è svolto dal 4 maggio al 27 maggio 2018, in un percorso, suddiviso in 21 tappe, con un totale di 3 572,4 km. La partenza è avvenuta da Gerusalemme (Israele) — prima sede extraeuropea di una tappa di uno dei classici grandi Giri e tredicesima volta in cui la Corsa Rosa inizia fuori dai confini nazionali mentre l’arrivo è stato a Roma.
Le prime tre tappe sono state presentate ufficialmente a Gerusalemme il 18 settembre 2017 . La prima tappa è stata una cronometro individuale di 9,7 km. A seguire altre due frazioni in territorio israeliano con arrivo a Tel Aviv e a Eilat. La partenza è stata caratterizzata dall’omaggio a Gino Bartali, il cui nome è inciso sul muro d’onore del Giardino dei Giusti dello Yad Vashem.
Dopo il primo giorno di riposo, durante il quale gli atleti si sono trasgferiti in Sicilia, il Giro d’Italia è ripartito con la quarta tappa, di 202 km, da Catania a Caltagirone; la quinta frazione, di 153 km, da Agrigento e l’arrivo a Santa Ninfa, comune nella Valle del Belice, a 50 anni dal devastante terremoto del 1968; la sesta tappa è invece la Caltanissetta-Etna (169 km) con arrivo in salita, il primo di questa edizione.
Dopo le tre tappe sicule il Giro è sbarcato in Calabria, con una tappa adatta ai velocisti: la Pizzo Calabro-Praia a Mare; l’ottava frazione, di 209 km, al via da Praia a Mare e terminata sulla salita del Santuario di Montevergine, mentre la nona, di 225 km, parte da Pesco Sannita è giunta sulla salita a Campo Imperatore, nel massiccio del Gran Sasso.
Conclusa la prima settimana, dopo il giorno di riposo, il Giro è ripartito con la frazione più lunga: 244 km tra Penne e Gualdo Tadino, con transito presso Rigopiano, località tristemente nota per la valanga che seppellì un albergo, causando 29 vittime (dove i corridori hanno sostato per un omaggio); la successiva tappa da Assisi-Osimo misura 156 km: i corridori sono passati a Filottrano, sotto la casa del ciclista Michele Scarponi, tragicamente deceduto nell’aprile 2017 in seguito a un incidente stradale durante un allenamento Dodicesima frazione, la Osimo-Imola (214 km) si è conclusa nell’Autodromo di Imola. Tredicesima tappa, 180 km tra Ferrara e Nervesa della Battaglia (nota per la battaglia del solstizio, combattuta durante la prima guerra mondiale); la quattordicesima frazione, considerata come la tappa regina, è la San Vito al Tagliamento-Monte Zoncolan (186 km); la settimana si è conclusa con la quindicesima tappa, una tappa dolomitica di 176 km, la Tolmezzo-Sappada.
Dopo il terzo e ultimo giorno di riposo, la cronometro pianeggiante di 34,2 km: la Trento-Rovereto, la diciassettesima tappa Riva del Garda-Iseo (149,5 km); la diciottesima frazione, di 196 km, da Abbiategrasso a Prato Nevoso, mentre la diciannovesima, la Venaria Reale-Bardonecchia (185 km), ha presentato ben 4500 m di dislivello: durante il percorso è stata affrontata la salita del Colle delle Finestre, l’ultima tappa prima della passerella finale a Roma è stata la Susa-Cervinia (214 km) con un ulteriore arrivo in quota. Il Giro si è concluso quindi a Roma su un circuito di 11,5 km da ripetere dieci volte, per un totale di 115 km (in realtà i giri sono stati tre).
Appuntamento al prossimo anno a tutti gli appassionati.

Raffaele Dicembrino




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