Calcio – Serie A – La domenica calcistica ed il derby della Madonnina

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sinisa mihajlovic
Le partite del pomeriggio che non riguardavano Napoli e Juventus non hanno regalato molti spunti e molte emozioni.
Le emozioni maggiori si concentrano al Dall’Ara dove il Bologna, ancora una volta dai due volti, ha regolato sul filo di lana la Sampdoria. Il primo tempo è stato un monologo rossoblu. Due gol, di Mounier e di Donsah, numerose occasioni per il terzo gol soprattutto con Destro e difesa dalla Sampdoria, nonostante il nuovo arrivato Ranocchia in balia totale della squadra di Donadoni. Il 2-0 con cui si va al riposo va veramente stretto al Bologna. Nella ripresa Montella cambia tutto passa alla difesa e gioca col trequartista il giovane di belle speranze Correa. La scintilla viene da Muriel che salta secco Gasteldello e con un diagonale imprendibile accorcia le distanze. Il Bologna come già accaduto, accusa il colpo, si intimidisce e nonostante i tentativi di Donadoni di risistemare la squadra subisce il pareggio proprio con Correa. Quando il pareggio sembra scritto l’arbitro assegna un rigore molto discusso sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Destro si incarica della realizzazione che non fallisce. Finalmente il Bologna torna alla vittoria in casa allontanando il tabù casalingo.
Per la Sampdoria è tempo di un approfondito esame di coscienza. La rivoluzione del mercato con la cessione di Eder su tutti, sembra aver creato altre crepe che già si erano palesate con l’arrivo di Montella. Per sua fortuna le squadre dietro non fanno punti se no la zona retrocessione era ad un passo. L’unico a sorridere sarà Zenga dal suo ritiro dorato in Dubai, che al momento dell’esonero era decimo con una media punti nettamente superiore all’Aeroplanino Montella.
Nel nuovo stadio Friuli va in scena una delle partite più nervose e spigolose della stagione. Lo 0-0 finale rispecchia in pieno l’andamento della partita tra Udinese e Lazio. Alla fine il protagonista assoluto è stato l’arbitro Celi che durante la partita distribuirà 11 cartellini, di cui un doppio giallo a Danilo e un rosso diretto a Matri e in più espellerà i due team manager delle squadre che dalle notizie che filtrano sembrano aver continuato la loro disputa all’interno del tunnel che porta al campo. In più la Lazio deve far i conti con i soliti infortuni che escludono il nuovo arrivato Bisevac, la cui partita dura solo 7 minuti, e Djordjevic che al termine del primo tempo deve abbandonare il campo.
La Lazio continua nella sua striscia positiva, ma deve recriminare su una superiorità numerica di quasi un tempo non sfruttata, con il solo Candreva a crederci fino in fondo. Per l’Udinese un buon punticino che fa classifica, ma le prestazioni lasciano ancora a desiderare.
Genoa – Fiorentina e Torino – Verona non passeranno di certo alla storia del calcio per spettacolarità ed emozioni e il risultato di 0-0 per entrambe le sfide ne è la testimonianza. A Marassi il Genoa si fa di gran lunga preferire ad una Fiorentina in netto calo di condizione e involuta nel gioco. Senza i gol di Kalinic nessuno trova la via del gol, mentre del gioco spumeggiante di inizio stagione resta solo il ricordo. Il Genoa sembra sulla via giusta per tornare ai suoi livelli di gioca e di classifica. Ancora una volta Gasperini riesce a governare la barca rossoblu nonostante ad ogni sessione di mercato il presidente preziosi gli smonti la squadra. Ultima cessione quella di Perotti sempre più vicino alla Roma.
Il punticino del Verona da un minimo di continuità agli scaligeri, sempre alla ricerca della prima vittoria stagionale. Mentre per il Torino, sempre alla ricerca del gioco che lo caratterizzava gli anni precedenti, il punto serve a ben poco.
La sera è dedicata al derby della Madonnina, una partita sempre dai mille risvolti e dalle mille attese, soprattutto quest’anno dove il risultato sarà fondamentale per il proseguo della stagione di entrambe. Attesa nel campo nerazzurro per l’esordio di Eder e soprattutto per come la squadra Mancini reagirà alla batosta di Coppa Italia con la Juventus. Nel Milan l’ambiente è un pochino più rilassato vista la striscia positiva di risultati, ma un eventuale sconfitta riaprirebbe tutte le polemiche che già conosciamo.
Nel Milan confermate le indiscrezioni della vigilia. 4-4-2 con Bacca e Niang di punta e Kucka preferito a Bertolacci. Nell’Inter solita rivoluzione che ormai non sorprende più di tanto 4-2-3-1 molto offensivo con Icardi fuori e Jovetic prima punta con alle sue spalle tre trequartisti Perisic Eder e Ljiaic e la sorpresa di Santon come esterno basso a destra, quando il giocatore sembrava già in partenza. Fin dall’inizio è chiaro che le due squadra han deciso di affrontarsi a viso aperto. L’Inter sfonda facilmente sulle fasce rossonere, mentre il Milan è più pericoloso al centro. Gli spazi dove infilarsi e far male ci sono da entrambe le parti, ma c’è anche troppa imprecisione nella misura dei passaggi. Il livello tecnico della partita non è dei più eccelsi, ma il ritmo è buono e i continui capovolgimenti di fronte la rendono piacevole.
La prima svolta della partita al 35°. Cross di Honda dalla destra, alla fine risulterà forse il migliore in campo, stacco imperioso di Alex che sovrasta Santon e infila la porta nerazzurra. La coincidenza ha voluto che la coreografia della curva milanista fosse dedicata proprio ad un gol analogo. La famosa incornata di Hateley che sovrasta Collovati in un derby mai dimenticato dal cuore del tifo rossonero. A due minuti dalla fine brivido in area del Milan con Donnarumma in uscita spericolata ad anticipare Perisic, sulla ribattuta Juan Jesus, per l’occasione capitano dell’Inter, centra in area a porta sguarnita ma nessun interista è pronto a ribadire in rete e la retroguardia rossonera può spazzare.
Secondo tempo che inizia sulla falsa riga del primo con le formazioni che lasciano troppi spazi alla manovra avversaria. Al 50 altro momento topico della serata. Donnarumma svirgola clamorosamente un rinvio, la palla si alza a campanile, ma lo stesso portiere rossonero anticipa l’accorrente Eder travolgendolo. I nerazzurri gridano al rigore: l’arbitro Damato inizialmente ha dato l’idea di fischiare il penalty, ma poi ha deciso per il nulla di fatto. Da regolamento sarebbe stata punizione a due in area perché Donnarumma non poteva toccare di mano il suo stesso rinvio. Sulle feroci proteste Mancini viene allontanato dall’arbitro, confermando il fatto di non attraversare un periodo favorevole con i direttori di gara.
La partita gira definitivamente al 70. Gran palla di Ljajic per Icardi il cui diagonale impegna Donnarumma. La palla prende una strana traiettoria ad Alex non trova di meglio che stendere lo stesso Icardi. Rigore solare. S’incarica della battuta lo stesso centravanti argentino, che spiazza il portiere rossonero, ma centra incredibilmente il palo. Qui la squadra di Mancini si scioglie definitivamente lasciando ancora più spazi alle avanzate rossonere. In una di questa Niang crossa al centro, dove Bacca prende il tempo a Miranda e in scivolata sigla il 2-0. Altri sette minuti è la partita si chiude definitivamente. Errore di Santon, Bonaventura pesca Niang a tu per tu col portiere sloveno, la prima conclusione viene deviata miracolosamente ma sulla ribattuta Handanovic nulla può. 3-0 ed estasi Milan!Nel finale l’appena entrato Balotelli ha l’occasione per il poker ma Handanovic respinge in angolo. 3-0 con Milan rilanciato verso le zone alte della classifica e inter che vede allontanarsi anche il terzo posto.
A fine partita Mancini ne avrà per tutti: per l’arbitro definito peggiore in campo, per i tifosi milanisti a cui il mister nerazzurro “dedica” il dito medio e per la stampa dove troverà il modo dilitigare con lo studio di Mediaset. L’inter ha provato a giocarsela a viso aperto, con uno schieramento fin troppo spregiudicato, ma questa squadra non sembra in grado di supportare un tale atteggiamento. I due 3-0 rimediati nel giorni di pochi giorni dalle più acerrime nemiche dei nerazzurri sono una mazzata da cui sarà difficile rialzarsi. E’ ora che Mancini si decida a puntare su un modulo e su dei giocatori visto che ad ogni gara il Mister di Jesi cambia spartito e interpreti. Apparte Handanovic non si sa mai quali sono gli altri dieci che scenderanno in campo e ciò ha dell’inverosimile visto le campagne acquisti delle ultimi sessione di mercato. Un esempio su tutti, basti pensare a Kondogbia e ai suoi 40mln spesi, che ormai stabilmente intristiscono in panchina.
Per il Milan la gioia di un risultato ottimo ottenuto con una prestazione però lacunosa. Mai visto così sorridente Mihailovic che finalmente ha trovato una stabilità nel modulo, il 4-4-2 sembra l’abito giusto per i rossoneri, e anche di interpreti. Vedendo le partite di oggi di Napoli e Juventus le differenza con il Milan sono evidenti, ma l’allenatore serbo ha intrapreso il giusto cammino e se sarà messo in condizioni di lavorare con i giusti inserimenti, il Milan potrà dire la sua nel prossimo futuro. Ora il terzo posto non è più un utopia visto anche il rallentamento di chi lo precedeva. Con un briciolo di continuità è sicuramente alla portata dei rossoneri.

Pierfrancesco Bonanno




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