Calcio – Serie A – La ventiquattresima giornata: gli anticipi e le attese

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Il campionato di serie A attraversa il suo momento più frenetico. Abbiamo appena terminato di seguire il turno infrasettimanale di mercoledì e analizzare i movimenti di mercato del sessione invernale, che oggi alle 18 si ricomincia con una ventiquattresima giornata densa di spunti.
Gli obiettivi di tutti sono ovviamente puntati su Napoli e Juventus alla vigilia dello scontro diretto di sabato 13 che molto ci dirà sul cammino del campionato. La sorte ha voluto che le due contendenti si trovino contrapposte alle due neo promosse Carpi e Frosinone. Se pensiamo ad un girone fa i due pareggi che scaturirono furono veramente sorprendenti. Il Napoli pareggiò 0-0 sbattendo sul muro alzato dai carpigiani, la Juventus si fece rimontare all’ultimo secondo da un gol di Blanchard a dir poco storico per la piccola realtà laziale. Oggi la situazione appare completamente diversa. Le due big sembrano due corrazzate che a meno di un’impresa titanica, non dovrebbero avere problemi a sbarazzarsi delle due piccole cenerentole.
Il Napoli viene da sette vittorie consecutive, mentre per la Juventus le vittorie son ben tredici. Solo questi numeri dovrebbero far capire quale dovrebbe essere il risultato finale delle due partite. Se poi notiamo che sono anche i due migliori attacchi del campionato e sono tra le prime tre difese, allora le speranze delle due provinciali di strappare almeno un punticino sono ridotte praticamente a zero. Il problema maggiore sarà quello di non sottovalutare le avversarie, anche perché Carpi e Frosinone attraversano un buon periodo di forma, e di non avere la testa già allo scontro diretto. Il Napoli dovrà fare a meno di Jorginho squalificato, sostituito dal deludente fin qui Valdifiori, ma il resto dei titolarissimi sarà regolarmente in campo, ad incominciare da Higuain che vorrà mantenere la sua pazzesca media di un gol a partita.
Nella Juve qualche problema in più. Gli infortuni incominciano a pesare; qualche acciaccato e qualche diffidato potrebbe essere risparmiato per il big match di sabato prossimo. La suggestione di passare al 4-3-1-2 dando un turno di riposo a Chiellini molto probabilmente Allegri l’ha avuta, ma alla fine la squadra bianconera si dovrebbe presentare con il collaudato 3-5-2 con la sola novità Rugani a sostituire Bonucci diffidato, e Sturaro invece di Hernanes nel centrocampo a cinque alle spalle delle due punte che saranno necessariamente Morata e Dybala, essendo il resto del parco attaccanti indisponibile.
Il resto del programma è caratterizzato dall’inseguimento al terzo posto utile per la Champions, con Fiorentina Inter Roma e Milan tutte vincenti nel precedente turno che vorranno confermare il trend per non perdere terreno. Altra peculiarità del calendario di oggi, il doppio scontro tra Roma e Genova. Stasera infatti al Ferraris si affronteranno Genoa e Lazio, mentre la giornata sarà conclusa dalla scontro dell’Olimpico fra Roma e Sampdoria.
Gli anticipi di oggi hanno visto il loro inizio alle 18 con l’incontro del Dall’Ara fra Bologna e Fiorentina. Il Bologna attraversa un periodo altalenante, mentre la Fiorentina nonostante il terzo posto, è in fase calante per via di una forma fisica scadente; in più si è innescata la polemica tra allenatore e dirigenza, per il mercato di riparazione poco attivo dei Della Valle, con i tifosi che si sono schierati tutti dalla parte del mister portoghese.
Bologna col classico 4-3-3 coi punti fermi Destro e Giaccherini, Sousa rivoluziona la sua squadra lasciando fuori elementi del calibro di Ilicic Kalinic e Zarate. La partita è giocata a viso aperto e con ritmi soddisfacenti, ma le occasioni latitano. Pochi li spazi lasciati dalle due squadre e solamente un paio di occasioni per i ragazzi di Sousa con Babacar e il giovane spagnolo di scuola Barca Tello. Per il Bologna solo un debole tiro di Destro, oggi parecchio sotto tono, che si spegne tra le braccia di Tatarusanu. Negli spogliatoi fuori Babacar e dentro Kalinic, ma l’inerzia della partita non cambia, con due squadre molto attente alla fase difensiva. La partita ha un sussulto al 57° con l’espulsione di Mati Fernandez per doppio giallo.
La Fiorentina invece di abbattersi passa in vantaggio su splendida combinazione dei due migliori in campo. Tello dalla sinistra serve una splendida palla all’interno dell’area, dove irrompe Bernardeschi che di piattone destro infila l’angolino. 1-0. Ma neanche cinque minuti e i felsinei pareggiano in fotocopia. Azione straripante di Donsah che salta mezza difesa viola, palla al centro per Giaccherini che in corsa pareggia e sigla il suo sesto gol stagionale. Dopo il pareggio Il Bologna alza i ritmi e aumenta la pressione nel tentativo di sfruttare la superiorità numerica. Giaccherini si dimostra in forma nazionale sfornando assist in serie per i suoi compagni che però non raccolgono. Miracolo di Tatarusanu al 74° che toglie la palla del sette su un bolide di Taider. La viola regge l’urto fino al triplice fischio finale, con Sousa che porta a casa il punticino.
L’equilibrio è il protagonista assoluto di quello che un tempo si sarebbe chiamato il derby dell’Appenino. Il Bologna si conferma una squadra che con le formazioni più accreditate tira fuori il meglio di sé. Rendendo la vita difficile a chiunque sia in lotta per le posizioni di vertice, mentre con le formazioni alla sua portata spesso si trova in difficoltà. Fiorentina che fa tanto possesso, ma sempre sotto ritmo e che paga la grave ingenuità di Mati Fernandez. Un punto che fa classifica, ma che espone i viola al possibile sorpasso dell’Inter di domani.
La sera al Ferraris è andato in scena il primo atto della sfida tra Roma e Genova. Genoa e Lazio si schierano con i loro moduli collaudati, ma con tante novità per differenti motivi. Il 3-4-3 di Gasperini vede molti innesti dell’ultimo mercato, gli ex milanisti Suso e Cerci su tutti, il 4-3-3 di Pioli ha scelte obbligate visto il numero impressionante di infortunati. A sorpresa si rivede in campo capitan Mauri al posto di Keita che si accomoda in panchina assieme a Klose e Lulic, che in pratica rappresentano le uniche tre alternative all’undici titolare.
Se l’equilibrio è stato il protagonista del primo anticipo della giornata, in questo secondo la fa da padrone la noia. In tutta la partita si conteranno pochissime occasioni da gol, su tutte la traversa di Mauri al 18° del primo tempo sugli sviluppi di un corner. Gli errori si alternano a centrocampo da entrambe le squadre, il che impedisce lo scorrere di una azione fluida e la creazione di vere azioni offensive. Nel primo tempo va segnalato un bel tiro di Cataldi da fuori area dopo cinque minuti, ben deviato da Perin. Per il Genoa bomber Pavoletti ha solo una chance, ma il suo colpo di testa vola altissimo, mentre una seconda potenziale occasione a favore del centravanti rossoblu viene salvata in angolo da Konko.
A fine primo tempo si infortuna anche Basta sostituito al rientro in campo da Patric. In tutto il secondo tempo l’unico azione da gol sarà del Genoa con un colpo di testa di Munoz che a botta sicura colpisce troppo centralmente, facilitando la risposta di Marchetti. Nessun’altra emozione se non gli infortuni di Pavoletti e di Ansaldi. Il fischio finale non può che trovare le squadre sullo 0-0. Per il Genoa una partita giocata con buoni ritmi e buona intensità, ma la fase offensiva stenta terribilmente. Suso e soprattutto Cerci debbono ancora inserirsi e ora l’infortunio di Pavoletti crea non poche preoccupazioni.
Nella Lazio gli infortuni la fanno da padroni. Pioli deve vedersela con una rosa già limitata di suo e con tutti questi infortuni mettere undici giocatori in campo è un quiz. La fase offensiva biancoceleste è veramente poca cosa: i vari centravanti che si alternano non vedono mai la porta e se manca Candreva è notte fonda nella creazione di assist e palle gol. Felipe Anderson è ormai un caso. Le sue prestazioni sono al limite della svogliatezza, cosa incredibile per un ragazzo che nella stagione passata ha dimostrato più volte il suo talento. Molto probabilmente se Pioli avesse tutti i suoi effettivi a disposizione, Il brasiliano si accomoderebbe solo in panchina. Il primo obiettivo della Lazio ormai è proprio quello di recuperare gli infortunati, Biglia e Candreva in primis, solo dopo si potrà pensare di recuperare posizioni.

Pierfrancesco Bonanno.




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