Papa Francesco tra reati e tornaconti

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Sono giorni ricchi di significato quelli che riguardano Papa Francesco e la Chiesa cattolica. Sono tante le parole e gli avvenimenti di rilievo che stanno colpendo l’attenzione dell’opinione pubblica. La nostra cronaca ha inizio dall’ Angelus domenicale nel quale il Pontefice ha avuto parole dure contro chi tradisce la Chiesa compiendo dei reati: “Voglio assicurarvi che questo triste fatto non mi distoglie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti con i miei collaboratori e con il sostegno di tutti voi”. Con queste parole, il Vescovo di Roma ha commentato la vicenda dei documenti vaticani Trafugati nei mesi scorsi e pubblicati in particolare in due libri appena usciti. Rubarli, ha detto il vescovo di Roma è stato “un reato”, “un fatto deplorevole che non aiuta”.

“So che molti di voi sono stati turbati dalle notizie circolate nei giorni scorsi a proposito di documenti riservati della Santa Sede che sono stati sottratti e pubblicati.

Per questo vorrei dirvi anzitutto che rubare quei documenti è un reato. E’ un atto deplorevole che non aiuta. Io stesso avevo chiesto di fare quello studio, e quei documenti io e i miei collaboratori già li conoscevamo bene e sono state prese delle misure che hanno incominciato a dare dei frutti, anche alcuni visibili”.

Voglio assicurarvi che questo triste fatto non mi distoglie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti con i miei collaboratori e con il sostegno di tutti voi. Sì, con il sostegno di tutta la Chiesa, perché la Chiesa si rinnova con la preghiera e con la santità quotidiana di ogni battezzato. Quindi vi ringrazio e vi chiedo di continuare a pregare per il Papa e per la Chiesa, senza lasciarvi turbare ma andando avanti con fiducia e speranza”.

 

Francesco ha poi commentato il Vangelo della domenica, quello della vedova povera che lascia nel tesoro del tempio tutto quanto ha per vivere a differenza dai maestri della legge che, dice, “si pavoneggiano in pubblico” mentre in privato “divorano le case delle vedove”:

 

“Anche oggi esiste il rischio di assumere questi atteggiamenti. Ad esempio, quando si separa la preghiera dalla giustizia, perché non si può rendere culto a Dio e causare danno ai poveri. O quando si dice di amare Dio, e invece si antepone a Lui la propria vanagloria, il proprio tornaconto”.

 

I ricchi che gettano nel tesoro monete in quantità, ma per loro superflue, sono ben lontani, osserva il Papa, dal “bell’esempio” di generosità della vedova, che “nella sua povertà – sottolinea – ha compreso che, avendo Dio, ha tutto”:

 

“Gesù, oggi, dice anche a noi che il metro di giudizio non è la quantità, ma la pienezza. C’è una differenza fra quantità e pienezza. Tu puoi avere tanti soldi, ma essere vuoto: non c’è pienezza nel tuo cuore. Pensate questa settimana alla differenza che c’è fra quantità e pienezza. Non è questione di portafoglio, ma di cuore (…) Amare Dio ‘con tutto il cuore’ significa fidarsi di Lui, della sua provvidenza, e servirlo nei fratelli più poveri senza attenderci nulla in cambio”.

 

Quindi il Santo Padre ha condito l’enunciazione di una verità di fede con un esempio concreto che ne dimostra la forza. L’esempio di una famiglia della sua diocesi in Argentina, che mentre è a tavola a mangiare delle cotolette viene interrotta da un mendicante che ha fame. La mamma chiede cosa intendano fare ai suoi tre figli, i quali di slancio la esortano a dare il cibo al povero. Dunque, questa mamma, spiega il Papa… “…prende la forchetta e il coltello e toglie metà ad ognuna delle cotolette… ‘Ah no, mamma, no! Così no! Prendi dal frigo…’. ‘No, facciamo tre panini così’. E i figli hanno imparato che la vera carità si fa non da quello che ci avanza, ma da quello ci è necessario (…) Siamo chiamati a dare il tempo necessario, non solo quello che ci avanza; siamo chiamati a dare subito e senza riserve qualche nostro talento, non dopo averlo utilizzato per i nostri scopi personali o di gruppo”.

 

Ieri un importante incontro per il Pontefice con il presidente della Polonia, Andrzej Duda, ricevuto in udienza in Vaticano.

 

Nel corso dei “cordiali colloqui”, ha informato una nota ufficiale, è stato messo in rilievo “il contributo positivo dalla Chiesa cattolica alla società polacca, anche in vista della visita che il Santo Padre compirà a Cracovia l’anno prossimo in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù”. Successivamente “ci si è soffermati su alcuni temi di mutuo interesse, quali la promozione della famiglia, il sostegno ai ceti sociali più bisognosi e l’accoglienza dei migranti”. Discusse, infine, “alcune tematiche che concernono la comunità internazionale, quali la pace e la sicurezza, il conflitto in Ucraina e la situazione nel Medio Oriente”.

 

Nel pomeriggio, nel giorno della festa liturgica della Dedicazione della Basilica, Papa Francesco ha presieduto in San Giovanni in Laterano la celebrazione eucaristica per Consacrazione episcopale di monsignor Angelo De Donatis, nominato lo scorso 14 settembre vescovo ausiliare di Roma.

 

Oggi il Papa ha impegni a Prato: motivo principale della visita è la partecipazione al Convegno ecclesiale nazionale, che riunirà 2.500 delegati, espressione della Chiesa Italiana. Il Pontefice, tuttavia, non ha voluto far mancare le occasioni di incontro con i fedeli e la cittadinanza, in particolare con i più bisognosi. Infatti alla Mensa San Francesco Poverino della Caritas oggi il Pontefice è atteso a pranzo con i poveri che ogni giorno trovano qui un pasto caldo e calore umano. Per il Vescovo di Roma non è previsto nessun privilegio: Papa Francesco dovrà prendere il bigliettino all’entrata e mangerà in un piatto di plastica come tutti gli altri, si siederà al centro di un unico grande tavolo dove mangeranno circa 60 persone, italiani e non.

Bergoglio parteciperà al Convegno ecclesiale nazionale e sarà testimone attivo che per dare nuova linfa all’umanesimo cristiano bisogna partire dagli ultimi, da quelle “periferie esistenziali” che sono al centro del magistero di Jorge Mario Bergoglio.

Nella prima mattinata il Papa si rivolgerà al mondo del lavoro a Prato, dopo il discorso ai convegnisti – nella cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore – pregherà con gli ammalati e i disabili nella Basilica della Santissima Annunziata, seguirà il già citato pranzo con i poveri e poi la Messa nello Stadio Franchi, dove sono attese migliaia di persone.

 




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