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Ci risiamo. Non è la prima volta che sorgono problemi tra USA ed Iran. Un nuovo allarme giunge dal Pentagono

Due navi americane sono state fermate dalle autorità iraniane. L’Iran avrebbe quindi detto agli equipaggi che saranno liberati immediatamente.

Il Pentagono ha spiegato di aver perso per un breve periodo il contatto con due piccole imbarcazioni della Marina nel Golfo Persico e di avere ricevuto assicurazioni da parte dell’Iran che le navi con i loro equipaggi saranno al più presto riconsegnati. Il portavoce del Dipartimento alla difesa Usa, Peter Cook, ha quindi spiegato che le due imbarcazioni in questione stavano navigando tra il Kuwait e il Bahrain quando è avvenuto l’incidente.

Gli Stati Uniti sono in contatto con l’Iran e hanno “ricevuto rassicurazione che i membri dell’equipaggio”, 10 a quanto si apprende da fonti Usa, “stanno bene e vengono trattato con cortesia” e “riprenderanno presto il loro viaggio”.

Come non ricordare la crisi tra i due paesi di un quarantennio fa. Trentasei anni fa i membri di un’organizzazione studentesca filo khomeinista occuparono l’ambasciata degli Stati uniti a Teheran. La Guida della rivoluzione definì quest’azione la “Seconda rivoluzione”. 52 cittadini americani, fra membri del corpo diplomatico e personale, rimasero sequestrati per 444 giorni.

Il 4 novembre del 1979 fu un punto di rottura fra Stati uniti e Teheran; le relazioni diplomatiche vennero interrotte.

La principale richiesta degli studenti era quella di ottenere il ritorno in Iran per mandarlo sotto processo, dell’ex shah di Persia, Reza Pahalavi, l’ultimo sovrano cacciato dalla rivoluzione islamica e riparato all’estero.

Ancora oggi malgrado l’accordo internazionale sul nucleare iraniano e gli incontri ad alto livello fra le rispettive diplomazie, la diffidenza continua ad essere più forte del desiderio di riconciliazione.




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