Diversità di sesso dei nubendi prima condizione di validità e di efficacia del matrimonio

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Proseguono in Italia le polemiche dopo che il Consiglio di Stato ha stabilito che sono illegittime le trascrizioni di nozze gay celebrate all’estero. I pro-gay accusano il relatore della sentenza perché cattolico vicino ai movimenti anti-gender. C’è chi risponde che la sentenza è frutto della valutazione collegiale delle cinque persone che formano il Consiglio di Stato e che dunque l’attacco personale contro il relatore è un messaggio intimidatorio. Secondo la sentenza, la differenza di sesso tra gli sposi è la prima condizione di validità del matrimonio. La sentenza ha ribaltato la decisione del Tar annullando il registro del Comune di Roma per la trascrizione delle nozze gay celebrate all’estero.

Le trascrizioni dei matrimoni gay celebrati all’estero, effettuate in alcuni comuni italiani come Roma e Milano, sono illegittime. La sentenza del Consiglio di Stato indica “la diversità di sesso dei nubendi quale prima condizione di validità e di efficacia del matrimonio, in coerenza con la concezione del matrimonio afferente alla millenaria tradizione giuridica e culturale dell’istituto, oltre che all’ordine naturale costantemente inteso e tradotto nel diritto positivo come legittimante la sola unione coniugale tra un uomo e una donna”. Questo per quanto riguarda il merito. Sotto il profilo procedurale i prefetti hanno titolo per annullare questi atti. Diverse le reazioni, non solo politiche. Esulta il ministro dell’Interno Alfano, leader del Nuovo centrodestra, che ricorda di avere emanato un anno fa una circolare proprio nel senso indicato ora dal Consiglio di Stato. Critiche invece da sinistra. E il presidente di Gaynet Grillini punta il dito contro il giudice estensore della sentenza, Carlo Deodato, accusato di mancanza di terzietà perché sul suo profilo twitter si definisce giurista cattolico. Replica Dedato: “Ho solo applicato la legge in modo a-ideologico e rigoroso, lasciando fuori le convinzioni personali che non hanno avuto alcuna influenza”.




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