Himalaya, Mondinelli e Manni sfiorano la cima del Makalu

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Himalaya – I due scalatori bresciani, 63 e 59 anni, non ce l’hanno fatta a toccare i 8.463 metri del Makalu, la quinta montagna più alta al mondo. Le avverse condizioni meteo hanno condizionato la spedizione.

Non ce l’hanno fatta a toccare i 8.463 metri del Makalu, la quinta montagna più alta al mondo, ma l’ennesima sfida del “gnaro” Silvio Mondinelli e del compagno di avventura Roberto Manni si è conclusa qualche centinaio di metri più sotto, a causa delle condizioni fisiche che hanno interrotto la loro scalata.
I due scalatori bresciani si sono fermati dove l’aria era più rarefatta, rifiutando l’offerta degli sherpa di utilizzare l’ossigeno. La loro filosofia di alpinismo non ne prevede l’utilizzo.

Come riporta Il Giornale di Brescia, Mondinelli e Manni si trovavano da qualche settimana al campo base di Makalù, sull’Himalaya, dove sono stati costretti a fermarsi qualche giorno in più del previsto a causa delle avverse condizioni meteo e con temperatore fino a -30°C. Questo ha condizionato la scalata. Mondinelli ha riferito di avere toccato quota 8.100 metri, ma di essere stato costretto ad abbandonare l’impresa perchè i piedi si erano congelati. Manni è arrivato un po’ più in alto, agli 8300, per poi discendere al campo base.

Altri scalatori, con l’utilizzo dell’ossigeno, sono arrivati fino in cima, ma per i due alpinisti bresciani di 63 e 59 anni, salire con le bombole avrebbe significato invalidare l’ascesa. La spedizione è  sostenuta dalla Federazione Medico Sportiva Italiana.
Dopo essere giunti a Katmandu, Mondinelli e Manni faranno rientro in Italia tra questo lunedì e martedì.




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