Papa Francesco tra Cuba e Messico

130

papa francesco conferenza stampa
Papa Francesco ha avviato il suo 12 esimo viaggio apostolico partendo dall’aeroporto di Fiumicino. Prima tappa Cuba per lo storico incontro con il Patriarca ortodosso russo Kirill all’aeroporto dell’Avana dove l’aereo papale è giunto alle 14 ore locali (le 20 in Italia). Motto del viaggio, “Missionario di misericordia e di pace”.

In seguito il Pontefice ha ripreso il suo viaggio per il Messico dove rimarrà fino al 17 febbraio, per poi rientrare in Vaticano il giorno successivo. Ieri sera, come di consueto, alla vigilia di un viaggio apostolico, la visita di Francesco alla Basilica di Santa Maria Maggiore, dove il Papa si è raccolto in preghiera di fronte all’icona di Maria Salus Populi Romani. Tra rigide misure di sicurezza, l’auto papale si e fermata in pista, a pochi metri dall’airbus A330-200 dell’Alitalia, battezzato “Giotto”. Papa Bergoglio, sempre con la consueta borsa nera nella mano sinistra, e stato accolto, tra gli altri, dal presidente dell’Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo, dal presidente dell’ Enac, Vito Riggio, e da altre autorità civili e militari, con le quali si e intrattenuto cordialmente. Subito dopo, il Pontefice, sorridente, e salito sulla scaletta, appoggiandosi con la mano destra al corrimano, e prima di entrare nel velivolo ha salutato le due hostess che lo attendevano e i presenti con un ampio cenno della mano.

Il viaggio del Papa entrerà nel cuore nell’anima del Paese. Il Pontefice, infatti, oltre alla capitale Città del Messico toccherà il Sud e il Nord, percorrendo quasi 3.600 chilometri, di cui almeno 400 in papamobile, il che fa pensare a enormi bagni di folla, anche perché il Messico, tra gli Stati latinoamericani, è forse quello con l’identità cristiana più marcata.

Visitando la basilica di Nostra Signora di Guadalupe, il Papa confermerà il Paese nella fede; poi ci saranno gli incontri con gli immigrati al confine con gli Usa e con gli indigeni nel Chiapas, la visita in un carcere di massima sicurezza. Alla Messa a Ciudad Juarez saranno presenti anche i parenti di alcuni dei 27.000 desaparecidos, vittime della guerra tra bande di narcotrafficanti, e dei femminicidi.

Grande sarà l’attenzione rivolta dal vescovo di Roma alle famiglie sempre più attratte dal consumismo. Non mancherà il consueto appuntemento con i giovani. Il rischio per molti di loro è di cadere nelle maglie della criminalità, ma la Chiesa da anni fornisce il suo aiuto.
Proprio su queste aspettative è intervenuto a Radio vaticana don Manuel Zubillaga, già responsabile Caritas a Città del Messico: “Le località dove ci sono le parrocchie sono i posti dove si può intervenire nella rete sociale alla quale appartengono questi giovani. Penso che non pochi preti siano presenti in queste reti sociali dei giovani, ma non hanno visibilità. Sul fronte dei numeri, sono quasi 400 mila i volontari che in tutto il Paese stanno collaborando a questo evento. Almeno 20mila i componenti delle forze dell’ordine che veglieranno sulla sicurezza del Papa anche se non sembrano esserci preoccupazioni particolari. Un milione e 100 mila i biglietti distribuiti per le celebrazioni, ma in tanti vogliono partecipare anche se non hanno l’agognato tagliando”.

Non è mancato il consueto cordiale ed interessante incontro del Santo Padre con i giornalisti.
In un clima gioviale e in cui la decana dei vaticanisti la giornalista messicana Valentina Alazraki ha regalato al Papa un sombrero per proteggerlo dal sole e farlo sentire più messicano.
Bergoglio ci ha sottolineato il desiderio d’incontro con il Patriarca Kirill ed il popolo messicano confermando anche che nel 2017 sarà in Colombia per la firma degli accordi di pace tra governo e i ribelli delle Farc.
Papa Francesco ha ribadito il desiderio per questo viaggio “impegnativo”, ma fortemente voluto, come ha detto più volte: “E’ un viaggio impegnativo, troppo serrato, ma tanto voluto: tanto voluto dal mio fratello Cirillo, da me e anche dai messicani”.
Riferendosi al Messico e parlando del mantello, la “tilma” dove è raffigurata, non dipinta da mano umana, la Madonna di Guadalupe, il Papa ha confidato di avere un desiderio: “La mia voglia più intima è fermarmi davanti alla Madonna di Guadalupe, quel mistero che si studia, si studia, si studia e non ci sono spiegazioni umane. E questo è quello che fa dire ai messicani “Io sono ateo, ma sono guadalupano”. Alcuni messicani, non tutti sono atei”.
Il Papa ha poi scherzato con la decana dei vaticanisti raccontando che proprio lei mercoledì scorso gli ha portato dei film di Cantinflas, nome d’arte di un noto comico messicano: “La vostra decana messicana mi aspettava come per farmi entrare nel tunnel del tempo con tutti i film di Cantinflas. E così sono entrato in Messico per la porta di Cantinflas, che fa ridere bene”.
Quindi il saluto e la gratitudine per l’ultimo viaggio compiuto dal dott. Alberto Gasbarri in qualità di organizzatore dei viaggi pontifici, sostituito, dalla prossima volta, da monsignor Mauricio Rueda:
“Questo è l’ultimo viaggio nel quale ci accompagna il dottor Gasbarri. Da 47 anni lui lavora in Vaticano. E’ entrato a 3 anni, 4 anni a lavorare! E’ da 37 anni che fa i viaggi. Ma lo dico perché possiamo, durante questi giorni, esprimergli la nostra gratitudine”.
Per quel che concerne le curiosità sul viaggio papale in Messico va specificato che Francesco percorrerà circa 400 chilometri in papamobile, incontrando così da vicino la popolazione. Sulle attese della popolazione il nunzio apostolico in Messico, l’arcivescovo Christophe Pierre ha sottolineato che i tempi di preparazione al viaggio sono stati stretti. Si tratta di un “viaggio è un po’ complicato, perché il Papa si muoverà tutto il tempo, non solamente nel centro del Paese per l’omaggio alla Vergine di Guadalupe, ma anche nel Nord, nel Sud, a Morelia. La logistica di un viaggio così è abbastanza complicata, però si lavora bene”.

Sulle attese del popolo messicano il prelato ha aggiunto: “In questi anni di mia presenza in Messico, ho osservato che la fede dei messicani è molto caratterizzata, ovviamente, dalla devozione a Maria, alla Vergine di Guadalupe, ma anche dall’Eucaristia e dal Papa, che sono i tre fondamenti della fede locale. La gente veramente crede che il Santo Padre sia il Successore di Pietro e il rappresentante di Cristo. Io ho incontrato molte persone che vogliono vivere un’esperienza religiosa attraverso l’incontro con il Papa: andranno a queste manifestazioni con un desiderio di purificazione, di conversione. Sono sicuro che il Papa insisterà molto sulla dimensione della misericordia. La società messicana ha bisogno di riconciliazione, ha bisogno di speranza. Certamente, come ha detto varie volte il Santo Padre, per risolvere questi problemi, queste tensioni all’interno delle società – che il popolo messicano sperimenta fortemente – di certo l’annuncio della misericordia, l’esperienza della misericordia possono essere un modo di riconciliarsi con se stessi ma anche, per il popolo messicano, di re-incontrarsi con la propria identità. Sono sicuro che questo viaggio sarà, per la società messicana, un momento di serenità, di riconciliazione, per curare molte ferite.

Da segnalare anche il messaggio di Papa Francesco al Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella prima della partenza: “mi reco in Messico “per sostenere la missione della Chiesa locale e portare un messaggio di speranza”. Salutando il Capo di Stato, il Pontefice ha espresso “fervidi auspici per il benessere spirituale, civile e sociale del popolo italiano”, inviando la benedizione apostolica.
“L’Italia e la comunità internazionale guardano con autentico interesse alla sua nuova missione nel continente americano”, ha scritto in un messaggio di risposta il presidente Mattarella, ricordando le visita di Francesco nel luglio scorso in Ecuador, Bolivia e Paraguay e, in settembre, a Cuba. Il Messico, “Paese emblematico della poliedrica realtà latino-americana, nel quale contrasti profondi si accompagnano a enormi potenzialità”, attende con fiducia, “a partire dai poveri, dagli emarginati e da quanti vivono ogni giorno in condizioni di precarietà e difficoltà” il messaggio di “pace, solidarietà di speranza” del Pontefice, ha aggiunto Sergio Mattarella. “L’Italia e la comunità internazionale seguiranno poi con speciale attenzione il suo storico incontro a Cuba con il Patriarca Kirill, che costituirà un momento di fondamentale importanza per i cristiani e per tutti coloro che credono fermamente nella cultura del dialogo”.
L’ennesimo bagno di folla per Papa Francesco per il suo viaggio in cui si prodigherà per essere il pastore alla ricerca di pecorelle smarrite e “Missionario di misericordia e di pace”.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.