Terrorismo: L’Italia ha pagato per liberare gli ostaggi

terrorismo bis

Tutti lo temevano, qualcuno lo sapeva ma nessuno lo voleva raccontare. Fino ad oggi almeno!

Vi sono governi, in particolare quello italiano, che pagano i riscatti ai gruppi terroristici per liberare i propri connazionali. L’inchiesta dell’unità investigativa di Al Jazeera svela come gli Stati occidentali abbiano di fatto finanziato e armato il terrorismo islamico con milioni di dollari.

Attraverso dei documenti segreti scoperti da Al Jazeera, emergerebbe come l’Italia abbia sempre pagato per la liberazione di propri cittadini rapiti da gruppi terroristici, che fosse in Somalia o in Siria. Nel caso del rapimento in Somalia di Bruno Pelizarri e la sua fidanzata Debbie Calitz, il governo italiano avrebbe negoziato la loro liberazione con i pirati pagando 525mila dollari. Viene smentita, e anzi sembra anche ridicola, la teoria che a liberare i due fosse stato un blitz delle forze armate italiane. Ad agosto 2011 era stato rapito in Siria il giornalista de La Stampa Domenico Quirico con un collega belga. In quell’occasione, l’inchiesta di Al Jazeera ha scoperto che ci sarebbe stato il pagamento di 4 milioni di dollari per il riscatto, a fronte di 11 richiesti dai ribelli siriani delle Brigate Farouq. Un membro di quel gruppo, Mamhoud Daboul, sostiene anche di aver visto la cassa dei soldi: “In confezioni da 100mila dollari”. E poi a gennaio 2015 l’ultimo caso in cui il governo italiano ha finanziato i terroristi, quando sono state rapite le due cooperanti Greta Ramelli e Vanessa Marzullo. Al Jazeera ha ottenuto alcune fotografie che documentano 11 milioni di dollari in contanti consegnati a rappresentanti di Nusra, un gruppo terroristico legato ad al-Qaeda.

Le domande sono molteplici: perché si è deciso di pagare? Non ci si è resi conto che finanziando i terroristi si sono salvati pochi ostaggi e condannato migliaia di persone? Con quei soldi i terroristi si sono armati e le stragi si sono finanziate anche con quel denaro.




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