Daniele Si Nasce: tra musica, cuore e saggezza

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Daniele Si Nasce ne ha fatta di strada e credetemi continuerà a farla. Sentirlo cantare è un piacere, dividere con lui una fine settimana nel Principato di Monaco è stata un’esperienza che chi vi scrive ricorda sempre con piacere. Un ragazzo pulito, amante del divertimento, delle donne, della vita e di quella musica che porta sempre con se ma sempre con i piedi ben saldi in terra. Un amico che non ti volterebbe mai le spalle, un artista dal repertorio vasto ed inebriante. Trascorre molto tempo tra serate e concerti: oggi su Romanews lo raccontiamo.

Scopriamo e riveliamo insieme “i segreti e la saggezza” di Daniele Si Nasce.

 

Allora Daniele, raccontaci l’inizio della tua carriera.

“…Beh ho iniziato perché evidentemente era nel mio destino.

L’avvio è stato bizzarro, e sorprendente. Ho intrapreso la mia carriera a 30 anni. Mediamente le persone a 30 anni hanno già famiglia e figli…io ho sconvolto la mia esistenza. Mi sorprendeva tutta quella gente che veniva a trovarmi e ne ero molto felice. Erano spettacoli strani…diversi da quelli odierni. All’epoca erano più incentrati sulla mia vena comica…oggi sono più musicali. Li ricordo con grande tenerezza, ma anche con grande entusiasmo, perché già allora, avevo in mente grandi spettacoli, a prescindere dal numero delle persone, infatti quando mi chiedevano “quando hai serata?” io rispondevo…”il mio concerto è …”

 

Obiettivi presenti e futuri?

“Il presente è ancora pieno di musica dal vivo.

Il futuro imminente, lavori inediti. (per scaramanzia non scendo nel dettaglio)

Il futuro lo vedo con differente occupazione…forse attore…”.

 

Il tuo successo più bello.

“L’affetto della gente. Avere un’unica lingua…per tutti”.

 

I tuoi passatempi

“Costruire le mie scenografie. Musica con annessi e connessi (tecnologie)”.

 

Il tuo piatto preferito.

“I pomodori co’ riso…di mia madre”.

 

Viaggi e vacanze fatte o che vorresti fare.

“Il Brasile…una terra pazzesca…dove penso di aver vissuto una vita precedente.

…il prossimo? In Sudafrica… Credo che sia una terra magica…”.

 

Cosa pensi della politica?

“La politica come la pensiamo noi…non c’è più.

Oramai si è venduta ai padroni del mondo e del soldo. Non c’è più spazio per il singolo umano. Non capisco perché la gente continua a votare persone, che poi fanno solo quel che vogliono.

La politica del futuro la vedo fatta dai comuni cittadini, magari in rete sotto gli occhi di tutti.

…ma finché la faranno solo quei pochi…sarà sempre una casta privilegiata” .

 

Sport seguiti o praticati?

“Nel passato ho giocato a tennis a livello nazionale…poi ho conosciuto le discoteche…

e non ho più giocato: meno salutare…ma molto più divertente.

Sono stato un po’ Lucignolo…la musica e le ragazze… Nel tennis…non c’era nessuna delle due !!!!

Ho seguito la Formula1 fino a che è stata divertente: cioè quando l’uomo contava qualcosa, dove un colpo di testa del pilota, poteva incollarti alla TV…oggi i piloti seguono quello che gli dicono in cuffia…burattini”.

 

 

Se ti dico la parola leader chi ti viene in mente e perché?

“Gandhi. Perché guidare con l’amore…è decisamente più difficile che farlo a bastonate”.

 

Film preferito?

“Guerre Stellari – Fantomas”

 

Un dono che vorresti?

“Telefonare alle persone che non ci sono più…”.

 

Cosa vuoi dalla tua vita?

“Amore”

 

Quanto conta il successo?

“Se serve per aiutare qualcuno…tanto.

…in generale…a nulla…non avvicina mai…

Però ti fa conoscere persone meravigliose come Max Tortora, Mariella Nava, Piero Pintucci…”.

 

Quanto conta il denaro?

“Il computer col quale sto scrivendo è costato denaro…quindi è stato una risorsa.

Mediamente il denaro falsa i rapporti…meglio non averne tanto”.

 

Quanto contano gli affetti?

“Tutto”

 

Cosa chiederai a Babbo Natale?

“…di non lasciarmi mai…”

 

Cosa pensi della società in cui viviamo?

“…che si lamenta di ogni cosa…che giudica sempre e non perdona mai.

Che non si sorprende più…spero siano mali guaribili…”

 

Sogni da realizzare?

“Ho avuto tutto dalla vita. Ma i sogni non devono mai mancare…mi piace avere un gruppo di lavoro solido, ma che anche divertirsi.

Penso che la vita mi abbia dato tutti gli strumenti per viverla al meglio…mi spiego:

stare in una bagnarola in mezzo al mare…o su uno yacht…che cambia ? Se è il mare che ti piace. Ecco con questa filosofia…mi sono goduto il vento nei capelli con la mia 205 cabriolet…non era un Ferrari…ma il vento è sempre quello”.

 

Libri preferiti?

“Carlos Castaneda”

 

Un aneddoto

“…Tornando da Perugia di notte dopo un concerto…mi fermo a fare benzina…la benzinaia sgrana gli occhi…e mi comincia a baciare a stropicciare a scapigliare…

io provo a dirle…”guardi signora…non sono chi pensa lei…”

Alla fine…scappo…e lei con aria sognante fa…

“Dio mio che nottata…finalmente ho coronato il mio sogno…

ho conosciuto…Piero Pelù”.

 

La tua storia?

Daniele Si Nasce…a Roma il 22 aprile del 1968, quando alle 17 in punto un bebè si affaccia alla vita nell’ospedale San Camillo!

Il papà è un dipendente della famosa ditta “Auguri di Mondadori”, la mamma fa la casalinga, e prima di lui hanno già avuto altre due figlie femmine. Dopo appena un anno si trasferisce a Verona, dove vive per tre anni.

All’età di quattro anni torna a Roma, e con l’asilo iniziano le prime avventure scolastiche. Sembra portato per il disegno artistico perché fa un’enorme mole di disegni, forse influenzato da suo nonno, il celebre pittore Carlo Dottarelli , ma non sarà così!

Inizia quindi a frequentare la scuola elementare e lì conosce il suo maestro, Moran Cantarelli, che lo adorerà e lo porterà al suo fianco per l’intero quinquennio! .

Rimarrà impresso nella memoria del giovane Daniele, questo “istruttore”, perché è una figura scomoda a causa del suo metodo di insegnamento troppo “avveniristico” per quei tempi . Qui, Daniele, scopre già di essere un trascinatore ed un guitto, tanto che organizza dei piccoli spettacoli nel refettorio della scuola (Principe di Piemonte), portando con sé travestimenti e giochi dentro una valigia.

Suo padre e sua madre, intanto, alimentano la sua passione per la musica, regalandogli dischi e nastri in quantità. Con la scuola media inizia per lui, purtroppo, un nuovo corso: non è più protetto dal suo “maestro” e dall’affetto dei suoi compagni ed incorre perciò in una lunga serie d’ostacoli, che lo rallentano nella sua affermazione.

Lascia così la sua magia in quella valigia, che non aprirà più per lunghi anni! In questo periodo, poco felice per lui, in cui si trova a fare i conti con una realtà che lo inquieta, si avvicina in maniera quasi romantica alla musica, tramite i suoi cugini che gli fanno conoscere i Genesis !!

È amore a prima vista: Phil Collins diventa il suo ispiratore e così si costruisce da solo la sua prima batteria, fatta di fustini di detersivi, scatoloni, scatolette, lampade e quant’altro. Il suo estro lo invita a buttarsi a capofitto nella musica, ma la scuola lo porta ad assumere un comportamento più inquadrato.. e decide così di fare il geometra! Entra con serietà e determinazione nell’I.T.G. Alberti.

Il 7 settembre 1982, assiste al Palaeur al concerto dei Genesis: il povero ragazzo rimane incredulo davanti a quello spettacolo, ma ancora non si sente pronto per la sua svolta definitiva. Il primo anno scorre con estrema disinvoltura, ma già all’inizio del secondo comincia a non avere più voglia di indossare una pelle che non è la sua!

Inizia a collezionare decine di concerti dal vivo dei suoi beniamini, ed acquisisce così una conoscenza dettagliata sugli strumenti musicali e i materiali per gli spettacoli dal vivo. Torna al Palaeur per cercare di entrare a far parte del servizio d’ordine ai concerti e poter vivere davvero in un ambiente vicino a quello della musica, e conosce così Carotenuto, il supervisore dei concerti di quel periodo.

Entra così nello stage, e dopo la scuola corre a lavorare nei concerti: prima la ronda, poi ai cancelli, le porte interne, la sala stampa, e finalmente al mixer e sottopalco, i due ruoli più prestigiosi per il servizio d’ordine! Conosce tutti i big dell’epoca: Sting , David Bowie , Diana Ross, insegna a giocare a “scopa” al cantante dei Simply Red , gioca a frisbee con i Culture Club, scherza con Andy Summers (Police), Spandau Ballet, Pink Floyd , trasporta il pianoforte bianco dei Supertramp , insomma mezzo mondo!!

La sua voglia di apprendere è irrefrenabile: “Impara l’arte e mettila da parte”.parole sante per lui, che certo non perde occasione per rubare alcuni trucchetti da questi grandissimi artisti! Manca solo un anno alla maturità e Daniele, tornato ai ruoli più in vista, diventa suo malgrado rappresentante d’istituto di una scuola con più di 1200 persone: gli costerà caro, perché il movimento dell’85 (la “pantera”) non è certo clemente con lui! Finisce per perdere l’anno e per ripicca cerca di organizzare un concerto rock con il suo gruppo (The Plants), nella sua scuola! Il preside Carmine Noschese (il fratello di Alighiero) si oppone, ma Daniele la spunta e nella primavera del 1987 l’unico concerto mai fatto all’Alberti richiama centinaia di giovani.

Inspiegabilmente promosso, va in quinto e passa l’esame brillantemente! Dopo la scuola trova lavoro istantaneamente e perde quindi di vista la musica. Il tempo tiranno non lo aiuta e non riesce più a suonare con i suoi vari gruppi (rock, reggae, fusion ecc.), però comincia lo stesso a rifinire le sue capacità d’intrattenitore! Intanto nel 1989 passa il turno di Coppa Italia di tennis con il suo circolo.

Dal 1988 al 1998 svolge la sua attività di Geometra, ma di questo periodo non ama parlare. Nel frattempo, dal 1990 al 1995, frequenta l’Accademia Interamnense di canto e studia con il grande tenore Nando Citarella, che lo aiuta soprattutto ad autodisciplinare la voce.

Nel 1998 decide di lasciare il suo lavoro, tranquillo ed anche molto ben remunerato… .e chissà per quale strano motivo… la sua ragazza lo lascia. Trascorre sei mesi a pensare alla sua vita, a cosa farà da “grande”, poi una sera un suo amico ( Roberto Gargiulo ) lo porta in un locale di Roma chiamato “Ciao Nì” !!

Daniele sulle prime rifiuta, quindi la proverbiale insistenza di questo ragazzo riesce a convincerlo. Il “Ciao Nì” è un locale dedicato a Renato Zero, dove tutto riguarda lui,compresi i cantanti! Vista la somiglianza, i proprietari del locale, incuriositi, chiedono a Daniele se può cantare una canzone e lui anche se non troppo convinto, accetta. “I migliori anni della nostra vita” è un classico e fa subito il suo effetto, poiché da quel momento Daniele entra a far parte della scuderia del “Ciao Nì”!.

Inizia così il grande sogno di DANIELE SI NASCE.

 

Ora attendiamo nuovi capitoli da raccontare su Daniele. Lo avrete capito non ascoltarlo suonare e (raccontare) è perdersi emozioni……

 

Raffaele Dicembrino

 

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