Cinema – “Chiamatemi Francesco”. Luchetti: credo nella gente che crede

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papa francesco e bambini

E’ stato presentato alla stampa il film di Daniele Luchetti “Chiamatemi Francesco” che ripercorre le tappe principali della vita di Jorge Bergoglio, dalla scelta di diventare sacerdote all’elezione al soglio pontificio. Il film esce nella sale italiane il 3 dicembre.

Semplicità ed emozione sono le cifre distintive e le carte vincenti del bel film di Daniele Luchetti “Chiamatemi Francesco”, prodotto da Pietro Valsecchi. Dietro l’apparenza di un film inchiesta, si snoda il racconto di un’anima che sin dalla prima giovinezza deve confrontarsi con la vocazione. “Non ho dovuto cercarlo”, dice nel film il giovane Bergoglio riferendosi a Cristo, “era lì che mi aspettava. Mi ha teso la mano come fa un padre col suo bambino e abbiamo cominciato ad attraversare la strada.” Tutto il film assomiglia a un cammino e il personaggio di Bergoglio ci viene mostrato come un essere essenzialmente deambulatorio. Attraversa col suo passo un po’ stanco e dolorosamente pesante le vie dell’Argentina vittima della sanguinosa dittatura militare di Videla, i sentieri polverosi dei villaggi più poveri, i corridoi luccicanti delle stanze del potere, portando il peso di un cuore grande e pieno d’amore. Il regista Daniele Luchetti ha dichiarato in conferenza stampa:

“Forse, la chiave di questo film era cercare di capire attraverso ieri perché lui è così oggi. E attraverso gli inferni attraverso i quali è dovuto passare, cercare di capire come un uomo matura, come un uomo diventa grande, come un uomo a un certo punto ha questa opportunità incredibile, alla fine della propria vita, di toccare il punto più alto di quello che in fondo desiderava da bambino: di aiutare gli altri, di portare la sua vocazione nel punto di massima utilità”.

Lo sfondo del film è la storia dolorosissima e recentissima di un paese torturato e Bergoglio ci viene mostrato spesso alle prese con scelte difficili, davanti alle quali si pone sempre con gli stessi criteri: la concretezza, l’umanità e l’imitazione di Cristo. Alla domanda se girare un film su Papa Francesco gli avesse in qualche modo cambiato la vita, Daniele Luchetti ha così risposto:

“Quando ho iniziato a girare i film non credevo, ora credo molto nella gente che crede. Penso che questo si un discorso personale, ma sicuramente quello che si può dire è che la Chiesa che ho incontrato mi è sembrata straordinaria.”

Il film si avvale di una sceneggiatura che sfugge a tutte le trappole dell’agiografia e della didascalicità, nelle quali cadono tanti film biografici, e di interpreti di immenso talento, capaci di racchiudere negli occhi l’emozione dell’istante e insieme la storia di una vita.




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