Cinema – Film – Modalità aereo

221

Modalità aereo – La commedia italiana torna nelle sale italiane, in queste ore, con “Modalità aereo”  film di Fausto Brizzi con Pasquale Petrolo, Paolo Ruffini, Violante Placido, Dino Abbrescia, Caterina Guzzanti. Luca Vecchi, Veronica Logan. In 100 minuti la storia ci narra di Diego (Paolo Ruffini) un imprenditore bello, ricco, famoso. Tutta la sua vita è dentro un cellulare di ultima generazione. Ivano (Lillo) pulisce i bagni dell’aeroporto, non è bello, non è ricco, non è famoso. Un giorno, poco prima di imbarcarsi su un volo per Sydney (24 ore di volo), Diego dimentica il telefonino nella toilette vicino al gate. Ivano lo trova… ma non lo restituisce. Ha un giorno di tempo per cambiare in meglio la sua vita, utilizzando il telefonino di Diego. Dopo quelle fatidiche ore trascorse in “modalità aereo”, le vite di entrambi non saranno più le stesse.

Fausto Brizzi specifica come: “ fosse da tanto che volevo provare a fare un “classico di Natale”, quei film ambientati durante le feste che vedono in “Una poltrona per due” l’esempio inarrivabile. Quando Paolo Ruffini mi ha raccontato quest’idea, ho capito subito che era quella giusta, un upgrade tecnologico proprio del film di John Landis, con gli stessi ingredienti, la ricchezza e la povertà, il rovesciamento di ruolo, la vita come posta in palio e un pizzico di buoni sentimenti. Ho scritto il film con Paolo stesso e Simone Paragnani ed ho scelto un cast di attori che mi facevano ridere. È venuto fuori un copione romanti-comico sull’importanza dell’amicizia, un tema che non affrontavo più da “Notte Prima Degli Esami” e che quest’anno sento particolarmente mio. Un film per tutti, molto disneyano, con i buoni ed i cattivi, con una morale positiva”.

“Se le capitasse un incidente tecnologico simile a quello di cui è vittima nel film il personaggio di Diego/Paolo Ruffini – che si ritrova con il suo cellulare nelle mani di sconosciuti pronti a tutto – quale sarebbe la sua reazione e quali svantaggi o vantaggi pensa che dovrebbe fronteggiare?”

Brizzi risponde così: “Per quello che mi riguarda non vedo l’ora di liberarmi del mio telefonino! Oggi il cellulare è un antagonista, un succhiatempo. Quando non lavoro lo spengo sempre”.

“Ha mai provato a rimanere uno o due giorni “off line” e cioè in “modalità aereo”? Che cosa succede in quei momenti, riesce a gestire comunque il suo tempo e le sue relazioni?”.

“In vacanza sono sempre in “modalità aereo”. Quindi ho provato a stare anche due settimane senza telefono. In fondo le mie vacanze erano così fin da quando avevo trent’anni…”

“Le è mai capitato di avere un intoppo, un blackout tecnologico che riguardasse il suo cellulare? Quali sono state le conseguenze?”

“Ho perso il telefonino più volte, ma ormai faccio backup maniacali di tutto. Quindi è più una spesa che una bega”.

“Se potesse decidere di ritrovarsi per 24 ore in possesso del cellulare di qualcuno quale sarebbe la sua vittima designata?”

“Vorrei il telefonino di Claudio Baglioni nei giorni del Festival di Sanremo…”.

Tra gli attori ecco la divertente ironia di Lillo.

“Se anche a lei capitasse un incidente tecnologico simile a quello di cui è vittima nel film il personaggio di Paolo Ruffini quale sarebbe la sua reazione e quali svantaggi o vantaggi pensa che dovrebbe fronteggiare?”

“Vantaggi non ne vedo affatto!!! Mentre gli svantaggi sarebbero tanti…E’ ovvio che oggi, anche se sei una persona che non ha niente da nascondere e nessun segreto losco, ti ritroveresti con tutti i tuoi dati privati in pasto ad altre persone, sarebbe una violazione della privacy pazzesca se pensiamo alle password, ai pin, ai conti correnti, alle carte di credito pronti per essere saccheggiati: saresti comunque perduto…”.

“Consegnerebbe il suo telefono ad uno sconosciuto, sapendo non tanto che verrebbero rivelati i suoi segreti intimi quanto che altri verrebbero a conoscenza di certi dati vitali della sua vita che si ritroverebbe stravolta?”

“Il film non esagera nulla, racconta situazioni realistiche, magari qualcuno tende a nascondere certi dati fondamentali dietro nomi falsi, ma se il cellulare finisce in mano a qualche esperto di informatica che si mette d’impegno… qualcosa la tira fuori sicuramente. Quello che trovo molto importante nel film è l’attenzione al fenomeno per cui, se ci si ritrova tra le mani il cellulare di qualcuno, la possibilità di parlare o scrivere qualsiasi cosa ad insaputa del legittimo proprietario e a suo nome, può essere devastante, può rovinarti la reputazione. E’ difficile nell’immediato andare poi a spiegare a tutti che i messaggi partiti dal tuo cellulare non li avevi scritti tu. Il film racconta una situazione comunque plausibile oggi e fa riflettere sui vantaggi e gli svantaggi della tecnologia in un’epoca come la nostra in cui il telefonino sembra ormai diventato indispensabile per tutti”.

“Ha mai provato a rimanere uno o due giorni in “modalità aereo”? Che cosa succede in quei momenti, riesce a gestire comunque il suo tempo e le sue relazioni?”

“Sono situazioni per me piuttosto diffuse perché in genere tengo spento il cellulare e lo consulto ogni mezz’ora per controllare eventuali urgenze ed emergenze. Gli amici e i colleghi di lavoro hanno comunque il numero di mia moglie che ha il suo cellulare sempre acceso ed è l’unica persona al mondo che può rintracciarmi sempre e comunque e questo mi tranquillizza. Per mia natura detesto dover rispondere continuamente alle chiamate o andare freneticamente su Internet. Sono favorevole e grato alla tecnologia, ma non amo la dipendenza, sia in orario di lavoro, sia nella normale vita di ogni giorno; preferisco essere l’unico padrone e l’unico giudice del mio tempo. Il mio telefonino è costantemente in modalità aereo; quando decido lo accendo e quando lo ritengo opportuno e necessario richiamo chi mi ha cercato: mi costa di più, ma è una scelta che mi fa vivere meglio, è un’ancora di salvezza nel contesto in cui viviamo in cui il telefonino sembra diventato imprescindibile per tutti. I rapporti con i media e i social mi vanno benissimo, ma non amo le dipendenze di qualsiasi tipo”.

Paolo Ruffini nel film è il malcapitato che ha perso il suo telefonino….

“Se le capitasse un incidente tecnologico simile a quello di cui è vittima nel film il suo personaggio quale sarebbe la sua reazione e quali svantaggi o vantaggi pensa che dovrebbe fronteggiare?” “Credo che si tratterebbe di una sorta di incubo!!! Chi dovesse ritrovarsi tra le mani il mio telefonino bloccherebbe la mia intera vita, con le relative necessità pratiche. Il mio cellulare custodisce tante cose che fanno parte della mia intimità; vivrei la situazione come una violazione terribile, un abuso o un furto in casa. Io ho molta paura dei rapinatori, ma esistono ladri di vita che compiono furti ai danni della sensibilità di ognuno di noi… è come se rubassero un pezzo di te. Ormai tutti noi riversiamo nel cellulare la nostra intera realtà e siamo profondamente condizionati da questo strumento che contiene tutti i nostri ricordi: il senso del nostro film è far riflettere sul sogno di tornare a quello stato ormai considerato primitivo dove si viveva benissimo senza essere connessi a tempo pieno. Se qualcuno vuol essere felice è meglio che scelga la “modalità aereo”. “Consegnerebbe il suo telefonino ad uno sconosciuto sapendo non tanto che sarebbero rivelati i suoi segreti intimi, quanto che altri verrebbero a conoscenza di certi dati vitali della sua vita che si ritroverebbe stravolta?”

“Non darei mai a nessuno coscientemente il mio cellulare e non vorrei mai che nessuno ne leggesse i contenuti. Se dovesse capitare sarebbe solo per distrazione o per disattenzione e pagherei comunque conseguenze amare: il mio telefono deve rimanere uno strumento a cui solo io posso avere accesso, è roba mia. Penso che ognuno di noi debba avere diritto ad un giardino segreto in cui conservare e preservare la propria l’intimità”.

“Ha mai provato a rimanere uno o due giorni in “modalità aereo”? Che cosa succede in quei momenti, riesce a gestire comunque il suo tempo e le sue relazioni?”

“Mi è capitato le prime volte in cui mi trovavo al’estero – ero molto meno esperto in materia di quanto non lo sia ora – e sono andato in crisi per un po’, non sapevo bene come districarmi senza poter controllare tutto sul display, ma in compenso se non potevo consultare freneticamente il cellulare per interagire con gli altri, mi accorgevo delle nuvole e mi rendevo conto che il tempo e la vita che ti sottrae il telefonino puoi benissimo dedicarli a fare altro. Ho riscoperto cose interessanti come l’andare a tavola gustando pienamente il cibo senza guardare il display o il piacere di una conversazione dal vivo con altre persone che non sia interrotta da un sms o da una chiamata. Ormai siamo abituati ad avere tutto sul telefonino, rinunciarci equivale a ritrovarti a guidare in una città che non conosci senza poter usare il navigatore dell’auto. Oggi i social ti fanno diventare asociale, non siamo più “animali sociali” ma “animali social”, è più facile andare alla ricerca di un “like” che di consensi umani, ma io continuo a preferire quelli”.

“Le è mai successo di subire un blackout tecnologico sul suo cellulare? Quali sono state le conseguenze?”

Sì mi è successa una cosa pazzesca quando andavo ogni giorno a lavorare a casa di Fausto Brizzi per scrivere insieme la sceneggiatura di “Modalità aereo”. Una mattina mentre stavo uscendo per andare da lui ho digitato come sempre un codice per uscire dal mio cancello poi ho preso il telefonino e mi sono accorto che avevo dimenticato le cifre del pin per accenderlo. L’ho digitato per tre volte in modo sbagliato poi ho provato a recuperare con l’altro codice segreto (puk) fino a quando facendo varie chiamate alla compagnia telefonica sono riuscito a provare che ero davvero io ad essere in difficoltà e ho finalmente sbloccato la situazione. Si è trattato di un’amnesia temporanea che può capitare a chiunque, ma tutti sappiamo che se ci succede in un giorno lavorativo qualsiasi siamo perduti perchè all’interno del cellulare conserviamo dati fondamentali non solo della nostra vita privata, ma anche della vita pratica quotidiana”.

Per concludere Violante Palcido….

“Se le capitasse un incidente tecnologico simile a quello di cui è vittima nel film il personaggio di Diego/Paolo Ruffini quale sarebbe la sua reazione e quali svantaggi o vantaggi pensa che dovrebbe fronteggiare?”

“Per quanto riguarda il nostro film il telefonino del protagonista, Diego, viene ritrovato casualmente da due persone semplici (gli addetti alle pulizie di un aeroporto interpretati da Lillo Petrolo e Dino Abbrescia) che lui ha appena ferocemente maltrattato e che quindi oltre a trarne un vantaggio, approfittano dell’occasione per una vendetta personale. Parlando della mia vita invece devo ammettere subito che io perdo spesso un po’ tutto, soprattutto il telefono, ma finora mi è andata sempre bene… anzi approfitto dell’occasione per ringraziare tutte le persone che me lo hanno ritrovato e restituito, fortunatamente senza approfittarne per fare brutti scherzi !

“Ha mai provato a rimanere uno o due giorni in “modalità aereo”?
“Spesso metto “off line” oltre che il telefonino anche la testa e lo faccio per cercare di ritrovare un contatto autentico con me stessa. Sono convinta che il cellulare rubi a tutti noi troppo tempo ed energia finendo con l’addormentarci i
sensi. Direi che la modalità aereo per me rappresenta un toccasana; la vita è molto più interessante e stimolante e io in quei momenti mi sento sempre più leggera e più libera”.

“Le è mai capitato di avere un blackout tecnologico che riguardasse il suo cellulare? Quali sono state le conseguenze?”
“Sono riuscita nell’impresa di perdere il telefonino dentro casa e di non trovarlo per due giorni. Nel frattempo mi sono “scervellata” per cercare di ritrovarlo e non ricordavo proprio dove fosse finito. Ecco, credo che il mio inconscio cercasse di allontanarmi da quell’oggetto diabolico”.

 

…Dino Abbrescia…
“Se le capitasse un incidente tecnologico simile a quello di cui è vittima nel film il personaggio di Paolo Ruffini quale sarebbe la sua reazione e quali svantaggi o vantaggi pensa che dovrebbe fronteggiare?”
“Non ho tutti quei conti correnti all’estero o password o amanti segrete da preservare e certamente non vivrei un dramma analogo a quello, ma sicuramente mi darebbe molto fastidio perchè potrebbero essere divulgati i numeri privati di attori o registi molto popolari che sono miei amici e colleghi e che preferiscono tenerli segreti per ragioni di riservatezza. Tra i vantaggi invece ci vedrei l’opportunità di acquistare subito un telefonino nuovo con una batteria che abbia una carica più veloce rispetto a quello che possiedo adesso!!!”
“Consegnerebbe il suo telefonino ad uno sconosciuto, sapendo non tanto che verrebbero rivelati suoi segreti intimi quanto che altri verrebbero a conoscenza di certi dati vitali della sua vita che si ritroverebbe stravolta?”
“Ormai in un cellulare sono contenuti tutti i dati essenziali delle nostre vite, ma per me che non appartengo ai servizi segreti e non ho niente di particolare da proteggere e nascondere, non ci sarebbe davvero niente di eclatante che mi possa preoccupare… Verrebbe confermata la vita normale e ordinaria di una persona che lavora sul set o in palcoscenico e poi torna a casa da sua moglie e da suo figlio. Non ho nessun contatto via internet con le banche, ricordo a memoria le varie password necessarie e poi con il cellulare non faccio nemmeno le foto, lo uso solo
per il tempo strettamente necessario… non mi cambierebbe niente”.

“Ha mai provato a rimanere uno o due giorni “modalità aereo”?

“Oggi per me le attenzioni e le preoccupazioni principali riguardano mia moglie, mio figlio che ha 10 anni e le persone care, ma se mi succede di dimenticare a casa il cellulare per tutto il giorno e non rispondo subito a chiamate o messaggi perchè sono lontano, sembra sempre che sia successo qualcosa e tutti i familiari, gli amici o i colleghi di lavoro vanno in paranoia e si preoccupano. Ma io non ne faccio un dramma, non faccio un lavoro per cui potrebbe crearsi un’urgenza drammatica come in una sala operatoria e non sono preoccupato di perdere un’occasione professionale imperdibile se non rispondo immediatamente a tutti”.

“Le è mai capitato di subire un blackout tecnologico che riguardasse il suo cellulare? Quali sono state le conseguenze?”
“Se rimango isolato per un giorno la mia vita non cambia, non mi faccio condizionare. Durante un weekend in cui io e mia moglie eravamo in Toscana ci siamo ritrovati in una zona dove non c’era Internet e non mi è sembrato vero di
“staccare” e di potermi rilassare. Io e mia moglie decidiamo spesso di isolarci in luoghi non connessi ad Internet dove non siamo raggiungibili, l’unico inconveniente riguarda però nostro figlio, che oggi ha 10 anni, e che protesta regolar-mente perchè non vuole e non sa essere mai sconnesso”.

 




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.