12 ottobre. Festa della Beata Madre Maria Teresa Fasce

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Donna dalla forte personalità, Maria Teresa Fasce lancia a tutti un messaggio preciso: affidarsi alla Provvidenza non vuole dire stare fermi ad aspettare, ma pregare e agire. Madre affettuosa di tutti gli indifesi, la Beata comprende l’importanza della propaganda, come attività per diffondere il culto di Santa Rita nel mondo.

Nonostante le difficoltà, grazie alla sua tenacia, riesce a realizzare opere di carità ritiana che esistono ancora oggi: la Basilica, l’Alveare di Santa Rita (il progetto che accoglie bambine e bambini in difficoltà) e la Rivista Dalle Api alle Rose.

Il suo corpo riposa nell’abside di sinistra della Basilica inferiore. Madre Fasce viene beatificata il 12 ottobre 1997 dal Beato Giovanni Paolo II, anche grazie alle numerose testimonianze di grazie ricevute per opera della sua intercessione.

Maria Fasce, detta Marietta, nasce a Torriglia (in provincia di Genova) il 27 dicembre 1881. L’educazione ricevuta presso le suore Gianelline, rappresenta forse, per lei, un presagio lontano dell’avvenire. Entrare in monastero, infatti, diventa presto un suo desiderio, ma deve pregare molto, deve aspettare e soffrire, prima di poter intendere con chiarezza il progetto che Dio ha scelto per lei. Quando lo capisce, non c’è ragione che tiene: la sua meta sarà il Monastero Santa Rita, in quel minuscolo paese, sperduto nel cuore dell’Umbria, che si chiama Cascia.

Il Monastero di Santa Rita da Cascia, l’accoglie come postulante a 25 anni, il 6 giugno del 1906. La notte di Natale, nell’atmosfera luminosa e significativa della grande solennità, offre al Signore la sua giovinezza, vestendo l’abito agostiniano, e l’anno seguente, nella stessa solennità, sancisce coi voti religiosi la sua consacrazione.

Dal 1914, è Maestra d’esempio e di parola per le giovani novizie. Dal 1917 al 1920, la fiducia delle consorelle la chiama ai compiti di responsabilità come madre Vicaria. Dal 1920, fino alla morte, con voto unanime, le suore la proclamano Abbadessa. Così diventa, per antonomasia, “La Madre”.

Per oltre venticinque anni porta con grande sacrificio un tumore al seno, considerato da lei il suo più grande tesoro, in quanto le dà modo di offrire ancor di più la sua vita a Dio nella sofferenza.

La malattia riserva al corpo estenuanti sofferenze, ma il suo spirito resta sempre pronto all’azione. Chiude gli occhi alla terra, per aprirli alla vita eterna, il 18 gennaio 1947.

Badessa del Monastero per ben 27 anni di seguito, fino alla sua morte, la Beata Madre Fasce ha portato a chiunque l’abbia incontrata lungimiranza, equilibrio e quella sua carità materna che non faceva mai mancare a chi chiedeva aiuto, in particolare ai bambini e ai tanti pellegrini che chiedevano di incontrarla. Il suo forte senso materno, la porta a fondare il progetto Alveare di Santa Rita, per sostenere le bambine bisognose; e la guidata verso la costruzione della Basilica dedicata alla Santa, allo scopo di accogliere i pellegrini che arrivano sul “colle della speranza”, da tutto il mondo, per affidarsi alla Patrona dei casi impossibili.

Ama la Vergine Maria in modo particolare e imita Santa Rita con passione. Come Rita, si dimostra una donna dalla forte personalità che, per seguire Cristo, è capace di andare controcorrente. Promuove la lettura, invitando tutti ad informarsi per essere in grado di agire. La sua fiducia nella Provvidenza non ha mai voluto dire “restare a guardare l’azione di Dio”, ma “fare mettendosi nelle Sue mani”. Una monaca d’azione e preghiera, proprio come insegna Sant’Agostino.

Un altro suo grande insegnamento, dato con la forza dell’esempio, è stato quello di ricostruire spiritualmente il monastero, creando all’interno un nuovo clima che fosse realmente adatto a una vita consacrata a Dio. Affettuosa e, insieme, esigente, la Madre riesce a tirare fuori da ogni singola suora il meglio che questa può dare alla comunità e a Dio, ciascuna secondo i propri limiti, nella convinzione che quelli che riescono a imitare Gesù nel modo migliore sono i santi.

La fede in lei non vacilla mai, è un punto fermo a cui resta saldamente aggrappata. Madre Fasce non è una persona eccezionale, ma una di noi, che, nonostante tutti gli ostacoli della vita quotidiana, riesce a mettere in pratica tutte le virtù cristiane per essere da esempio a tutti.




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