Assegnati gli oscar del politicamente corretto

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Oscar – Gli Oscar del cinema, nonostante il covid, sono dunque stati assegnati.
La cerimonia trasmessa lo scorso 25 aprile, con tutte le limitazioni e gli accorgimenti dovuti al coronavirus, ha registrato ascolti pari a 9,85 milioni di spettatori, il dato di gran lunga più basso registrato nella storia di questi premi. Il crollo è notevole, soprattutto rispetto al record già negativo dell’edizione 2020, che aveva raggiunto poco più di 23 milioni di persone, il 58% in più di quest’anno; ed è particolarmente significativo soprattutto nelle fasce più giovani (solo 1,9 milioni fra i 18 e i 49 anni hanno seguito l’evento). Un declino preoccupante e ampiamente previsto, proprio perché in linea con le cerimonie passate, ma forse non in maniera così radicale. Resta adesso da capire se i pessimi risultati dipendano da un momento storico già di per sé problematico e poco adatto a eventi glam oppure da una formula che ormai ha fatto il suo tempo. Una cosa è certa i grandi divi di una volta mancano a tutti ed il politicamente corretto continua a farsi strada sin troppo nel mondo del cinema
Come ampiamente preventivato è Nomadland a dominare questa particolarissima 93esima edizione degli Oscar: la pellicola si è aggiudicata infatti il premio principale come Miglior film ma anche la Miglior regia per Chloé Zhao, prima donna asiatica e seconda donna in assoluto a vincere questo riconoscimento, mentre Frances McDormand si è portata a casa la terza statuetta della sua carriera come Miglior attrice protagonista. Bene anche The Father, altro favorito che ha conquistato la Miglior sceneggiatura non originale e e Anthony Hopkins il Miglior attore protagonista. A Yuh-Jung Youn di Minari e Daniel Kaluuya di Judas and the Black Messiah sono stati scelti, invece, fra i Migliori attori non protagonisti. La miglior sceneggiatura originale è andata a Una donna promettente.
Gli altri film favoriti per la serata si sono spartiti, invece, i premi tecnici: Ma Rainey’s Black Bottom ha vinto il Miglior trucco e costumi, Sound of Metal il Miglior montaggio e sonoro, Mank la Miglior fotografia e scenografia. Anche Tenet di Christopher Nolan ha spuntato una statuetta per i Migliori effetti speciali. Per quanto riguarda i film animati a vincere è ancora una volta la Pixar con Soul; mentre fra gli stranieri è il danese Another Round, molto quotato da mesi, a conquistare l’Oscar. Niente da fare per Laura Pausini, il cui brano Io sì era in lizza come Miglior canzone originale ma è stato battuto da Fight for You dalla colonna sonora di Judas and the Black Messiah.
A proposito della Pausini la delusione è comprensibile: non è bastato l’entusiasmo di papà Fabrizio, che qualche giorno fa si era detto sicuro della vittoria, o la bacchetta ‘magica’ portata in tasca fin dai Grammy del 2006, e neanche il tifo sfegatato dell’esercito di fan pronti a festeggiare la notte del sogno americano. Laura Pausini è la grande delusa della Notte degli Oscar 2021: il suo brano ‘Io sì/Seen‘, colonna sonora del film ‘La vita davanti a sé’ di Edoardo Ponti con Sophia Loren, si è dovuto inchinare di fronte a ‘Fight For You, della 24enne H.E.R., incoronata come miglior canzone originale per il film ‘Judas and the Black Messiah’.
Queste le parole di Laura Pausini: “Aver fatto parte di un progetto così speciale come ‘The Life Ahead’con Edoardo Ponti e Sophia Loren è stato per me uno dei regali più grandi che la vita potesse farmi. Aver cantato “IO SI” sul palco dell’Academy è un sogno che mai avrei potuto mai sperare si avverasse ancora di più in un’edizione così storica. Grazie @theacademy! Ringrazio Diane Warren, per la nostra canzone e per tutti i traguardi raggiunti, primo fra tutti il Golden Globe, è stata un’esperienza incredibile lavorare insieme! Grazie a Bonnie Greenberg e Niccolò Agliardi! Grazie Palomar, grazie Netflix, mi sono sempre sentita a casa con voi”, sono state le parole della cantante a caldo. “Torno in Italia – ha scritto su Facebook – felice di aver vissuto un’esperienza irripetibile nata per un messaggio importante che condivido completamente e per la grande passione che dopo ventotto anni ho ancora per la musica che non è solo il mio lavoro, ma è la mia vita. Torno in Italia felice di riabbracciare la mia bimba che mi aspetta e con la quale festeggeremo di ritrovarci dopo la prima settimana di lontananza della nostra vita. Ma le racconterò il sogno di una notte incredibile!”. E poi ha pubblicato una sua foto con in mano un hamburger e scrive: “Nella seconda foto puoi vedere come finiscono di solito le serate delle mie nomination!”
Particolarmente toccanti le parole del regista danese Thomas Vinterberg che ha vinto l’Oscar come Miglior film Straniero per il suo Another Round. Le sue parole post vittoria si sono focalizzate sul grave lutto accadutogli due anni fa. Quando la figlia Ida, 19enne, morì in un incidente stradale, quattro giorni dopo l’inizio delle riprese del film: “Aveva letto la sceneggiatura e ne era entusiasta. Ida doveva essere qui e se qualcuno ci crede vi dico che lei è qui con noi. Se osservate con attenzione la vedrete applaudire e tifare per noi”, ha spiegato commosso Vinterberg dal palco della Union Station di Los Angeles.
Poi il regista ha aggiunto: “Abbiamo finito per fare questo film per lei. Quindi Ida, questo è un miracolo che è appena accaduto e tu sei parte di questo miracolo. Forse da qualche parte hai tirato i fili affinché accadesse”. Vinterberg in precedenza aveva dichiarato alla CNN che lavorare al film lo avesse aiutato a superare il dolore per la morte della figlia. “Prima della sua morte avevo l’ambizione di fare un film che affermasse la vita; così questo scopo è diventato una necessità per ostacolare la caduta libera. Con Another Round ho voluto celebrare la vita che perdiamo così facilmente”.
Tanti applausi anche ad una carriera strepitosa è giusto rivolgere ad Antony Hopkins. L’attore vince come miglior attore protagonista per The Father, ma l’attore non si presenta a Los Angeles per ritirare il riconoscimento e nemmeno si collega in streaming per un saluto. Hopkins, dopo la cerimonia, interviene su Instagram per ringraziare per l’Oscar vinto: “A 83 anni davvero, non me l’aspettavo”. Il mostro sacro del cinema, che ha vinto la prima statuetta nel 1992 per Il silenzio degli innocenti e ha ricevuto sei nomination in carriera, rende omaggio a Chadwick Boseman: “Ce l’hanno portato via troppo presto”.




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