Referendum Atac 11 Novembre – Quali sono i compensi per i seggi elettorali

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Compensi per i seggi elettorali – Come riportato sul sito del Comune di Roma, ai componenti degli uffici elettorali di sezione spettano i compensi previsti dalla Deliberazione della Giunta Capitolina n.150 del 7 agosto 2018 – Referendum consultivi dell’11 novembre 2018: misure e modalità organizzative di svolgimento nelle misure di seguito specificate:

Seggi ordinari
Presidenti € 130,00
Scrutatori e Segretario € 104,00
Seggi ordinari accorpati
Presidenti € 163,00
Scrutatori e Segretario € 130,00
Seggi speciali territoriali
Presidenti € 130,00
Scrutatori e Segretario € 104,00

Si vota dalle 8 alle 20. Le operazioni di scrutinio avvengono immediatamente dopo la chiusura della votazione e proseguono ad esaurimento. Per esercitare il diritto al voto, l’elettore dovrà presentare un documento valido e la tessera elettorale nella quale però, essendo un referendum cittadino, non verrà posto alcun timbro.

Alla votazione, che si svolge a suffragio universale con voto diretto, libero e segreto, partecipano tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali di Roma Capitale, nonché coloro che, appartenendo ad una delle categorie previste dall’art. 6 dello Statuto, si siano appositamente registrati tra l’1 ottobre e il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di svolgimento dei referendum.

I cittadini residenti all’estero (A.I.R.E.) che votano a Roma, saranno informati, a decorrere dal 45° giorno precedente la votazione, con apposito avviso pubblicato sul sito istituzionale di Roma Capitale.

Per esercitare il diritto al voto, l’elettore dovrà presentare un documento valido e la tessera elettorale nella quale però, essendo un referendum cittadino, non verrà posto alcun timbro.

I cittadini sprovvisti di tessera elettorale valida, che, pur avendone diritto, siano stati esclusi dalla compilazione delle liste elettorali, possono presentare domanda di essere ammessi al voto alla Commissione Elettorale Comunale nei termini e nelle modalità previste dall’art. 3 della legge 7 febbraio 1979 n. 40 – presso Dipartimento Servizi delegati – Ufficio Elettorale – Via Petroselli, 50 , tutti i giorni lavorativi nei normali orari di apertura al pubblico e, nel giorno della votazione, con orario 8:00 – 20:00.

ono a favore del sì al referendum i comitati promotori “Mobilitiamo Roma”, dei Radicali Italiani (qui la nostra intervista video ai Radicali, in cui spiegano le ragioni del sì).

“Dopo anni di inefficienze, sprechi e logiche clientelari, finalmente votando sì potremo porre fine al monopolio di Atac e mettere a gara il servizio di trasporto pubblico, ad una o più aziende, sotto il diretto controllo del comune di Roma che continuerà, ad esempio, a stabilire il prezzo del biglietto e le tratte necessarie per ogni quartiere. Nelle condizioni attuali di Atac, fallita nei fatti, qualsiasi altra proposta sarebbe irrealizzabile e condurrebbe alla svendita del servizio ad un solo privato. Chi dice no a questo referendum sostiene che vuole conservare l’azienda “pubblica”, ma di pubblico in Atac è rimasto solo il debito e i continui disagi dei cittadini”, spiega il comitato del sì.

Tra i promotori del No ci sono Potere al popolo, il sindacato Usb, la Cgil e altri comitati (qui la nostra intervista video a un rappresentante di Usb, che spiega le ragioni del no).

“Dietro l’ambiguità del quesito referendario sulla privatizzazione di Atac si cela la volontà di sostituire un monopolio pubblico, patrimonio dei cittadini romani, con un monopolio privato che ha come interesse non quello di migliorare il servizio e la qualità del lavoro, bensì di fare profitti senza redistriburli nella comunità”, dice Cgil.

“L’11 novembre votiamo NO e attiviamo campagne di informazione nei luoghi di lavoro e nel territorio per difendere il diritto costituzionale alla mobilità e tutelare un bene pubblico essenziale patrimonio dei cittadini romani e della Città di Roma”, continua.




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