Compleanni – Leonardo Di Caprio – 11 novembre del 1974

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di caprio leo

Figlio di un editore di fumetti underground di origine italiana e di una casalinga tedesca, leggenda vuole che debba il suo nome al fatto che, ancora nel grembo materno, avesse scalciato proprio di fronte a un dipinto di Leonardo Da Vinci nella Galleria degli Uffizi, a Firenze. La donna, che era lì in vacanza, interpretò questo segno come la volontà del bambino di avere il nome del più grande artista del Rinascimento. E così fu! Negli anni seguenti alla sua nascita però, marito e moglie divorziarono e fu mamma DiCaprio a ottenere dal tribunale l’affidamento del bambino e a farlo crescere accanto a sua nonna a Echo Park, un quartiere di Los Angeles particolarmente conosciuto per l’alto tasso di traffico di stupefacenti. Attirato fin da bambino dalla telecamera, a soli 5 anni prende parte al suo show televisivo preferito “Romper Room” – che andava in onda dal 1953 – ma viene velocemente allontanatati dal programma per la sua maleducazione e i suoi comportamenti scorretti. A 10 anni, ha giù un agente che gli procura delle scritture per alcuni spot commerciali – come quello di “Milk” – e per pellicole educative del programma televisivo “Mickey’s Safety Club”. Amico d’infanzia di Tobey Maguire e Christopher Pettiet, frequenta prima il Los Angeles Center for Enriched Studies, poi John Marshall High School di Los Angeles i corsi di recitazione della Seeds Elementary School alla UCLA. I suoi primi ruoli sono soprattutto legati al piccolo schermo. Nel 1990, entra nella serie tv Fra nonni e nipoti che era diretta da Garry Buckman, Allan Arkush, Matia Karrell e Betty Thomas, poi recita ne The New Lassie (1990) telefilm con Roddy McDowall. Non mancano nemmeno le soap operas nel suo curriculum. Partecipa, infatti, nel ruolo di un giovane Mason Capwell a Santa Barbara (1990) con Robin Wright Penn, passando da regista a regista per un numero imprecisato di episodi: da Rick Bennewitz a Norman Hall, da John Sedwick a Gordon Rigsby. È importante capire questo, perché da qui scaturisce la cattiva fama di Leonardo DiCaprio come un attore indisponente che mette a ferro e fuoco il set, così come le stanze d’albergo. Da questo continuo sbandamento nasce un suo modello di comportamento anti-hollywoodiano – poi riabbracciato in seguito – in cui, “credendosi dio in terra”, che filtra le sceneggiature che gli proporranno poi, in base al regista che lo dirigerà.

Il debutto cinematografico avviene invece nel 1991, quando recita nel film horror di Pristine Peterson Critters 3. Non è un debutto eccellente, infatti torna immediatamente al piccolo schermo nel ruolo di un compagno di classe di Darlene ne Pappa e ciccia (1991), mitico telefilm che veniva trasmesso su Italia 1, anche se la sua popolarità comincia a gonfiarsi grazie a un altro telefilm: Genitori in blue jeans (1991-1992), dove nella stagione finale entra in scena con il personaggio di Luke Brower, teenager senzatetto che verrà accolto dalla famiglia statunitense Seaver come un figlio.

Già a quell’età dimostrava di essere un rubacuori. Biondissimo passa dalla sua compagna di classe Cecilia Garcia all’attrice Juliette Lewis. Senza contare un immenso stuolo di modelle: Kristen Zang, Vanessa Hayden, Kidada Jones, la mitica Gisele Bundchen e Bar Rafaeli. Vero seduttore si dice abbia avuto flirt con Demi Moore, Bobbie Brown, Emma Bunton, Karen Butler, Naomi Campbell, Mariah Carey, Helena Christensen, Linnea Dietrichson, Carmen Electra, Sara Foster, Vanessa Haydon, Bridget Hall, Natasha Henstridge, Paris Hilton, Kendra Jade, Kate Moss, Carla Paneka, Bijou Phillips, Alicia Silverstone, Alyssa Sourovoya e Amber Valletta. Il suo più grande peccato? Essere stato l’amante di Eva Herzigova e causa del suo divorzio dal marito.

Ma se in amore tutto va bene, lo stesso non si può dire della sua carriera. Nonostante tutta la buona volontà, le pellicole cui prende parte si rivelano flop clamorosi. Interpreta il ruolo del giovane ritardato Arnie ne Buon compleanno, Mr. Grape (1993) con Johnny Depp, affinando il personaggio con alcune visite nei centri educativi per handicappati, meritandosi fra l’altro una nomination all’Oscar e al Golden Globe come miglior attore non protagonista, poi si trasforma nell’anomalo adolescente, solitario e ipersensibile di Voglia di ricominciare (1993) con Robert De Niro che gli insegnerà il Metodo dell’Actor’s Studios, facendogli passare ben tre settimane in compagnia di Tobias Wolff, autore del romanzo nonché alter ego del personaggio che doveva interpretare. Rifiuta il ruolo di Robin ne Batman Forever (1995) e prende invece il posto di River Phoenix, deceduto nel 1993, ne Poeti dall’inferno (1995). Sceglie di recitare accanto a Gene Hackman e Sharon Stone nel pessimo western Pronti a morire (1995) e torna assieme a De Niro, ma anche a Meryl Streep nel melodramma La stanza di Marvin (1996). Si respira aria di rinascita con Romeo + Giulietta di William Shakespeare (1996) per il quale ruolo di Romeo in versione pop vincerà l’Orso d’Argento al Festival di Berlino come miglior attore.
Considerato per il ruolo di James Dean in un film basato sulla sua vita, si vede offrire anche il ruolo di Dirk Diggler in Boogie Nights – L’altra Hollywood(1997), ma rifiuterà – lasciando il ruolo al suo amico Mark Wahlberg – per il ruolo di Jack ne Titanic (1997) di James Cameron.

Il successo di Titanic
Un successo di dimensioni planetarie per questo kolossal costato 200 miliardi di vecchie lire e ostinatamente inseguito dal visionario regista Cameron che con i suoi incassi al botteghino è balzato al primo posto nella classifica dei film più di successo nella storia del cinema. Amore e romanticismo investono il personaggio del pittore Jack, facendo di Leonardo DiCaprio l’idolo di tutti i teen-agers. Nasce la DiCaprio mania! L’attore risplende nello scontro con l’antagonista romantico Billy Zane e con la madre della sua amata interpretata da Frances Fisher (che vorrebbe per la figlia altolocata un matrimonio di interesse e non d’amore); rifulge accanto all’inaffondabile Molly Brown Kathy Bates che vede in quel ragazzo squattrinato se stessa; così come riluce accanto ad altri attori come Ioan Gruffudd e David Warner, ma ancora di più vive negli occhi di Gloria Stuart e di Kate Winslet, alias Rose. Undici Oscar, ma nessuno per DiCaprio che viene candidato ai Golden Globe, ma non vince e invece si porta a casa il premio più vicino al suo pubblico: l’MTV Movie Award come miglior attore protagonista.

Diventato grande amico di Kate Winslet, ma anche di Lukas Haas, Kevin Connolly e Vincent Gallo, è nel pieno della DiCaprio mania che l’attore denuncia la rivista PLAYGIRL per aver pubblicato delle sue fotografie di nudo frontale mentre si trovava in spiaggia con degli amici. Al di là di questo, si mette al servizio di Woody Allen nel sottovalutato Celebrity (1998) con Kenneth Branagh, dove fa addirittura il verso a se stesso e al suo mito di attore scalcinato e scavezzacollo, passando al più ordinario La maschera di ferro (1998) con Gérard Depardieu e John Malkovich, uscendone come un Razzie Award per la peggiore coppia del grande schermo (non per niente interpretava i due nobili gemelli del romanzo di Dumas). Stesso premio che ritirerà anche per The Beach (2000), ma nella categoria peggior attore. Altri guai sembrano attenderlo quando a Manhattan, lui e i suoi amici picchiano lo sceneggiatore e attore Roger Wilson, dopo che proprio DiCaprio aveva fatto della avances oscene alla fidanzata di questo, l’attrice Elizabeth Berkley. La corte d’appello lo rinvia a giudizio e il fatto non lo mette certo in luce a Hollywood che, dopo avergli proposto determinati ruoli, ritratta velocemente. Doveva essere sul set di American Psycho (2000), ma invece gli si privilegia Christian Bale; doveva recitare in Harvard Man (2001), ma per questioni di denaro viene scelto il più economico Adrian Grenier, stesse ragioni per cui si preferì Hayden Christensen per il ruolo di Anakin Skywalker nel secondo e nel terzo episodio della saga di Star Wars.

Il fidanzamento con la Bundchen – finora il più longevo – sembrò fargli mettere la testa a posto e costringerlo a una pace forzata con Hollywood che lo premiò con il ruolo da protagonista nel film di Steven Spielberg Prova a prendermi (2001) con Tom Hanks e Christopher Walken, con una nuova candidatura ai Golden Globe. Rifiutato il ruolo di Peter Parker ne Spiderman (2002), stringe un importante sodalizio artistico con Martin Scorsese che lo impone accanto a Cameron Diaz e Daniel Day-Lewis in Gangs of New York (2002), l’esperienza è così esaltante che Scorsese lo rivorrà anche nel biografico film sul produttore cinematografico Howard Hughes The Aviator (2004), costringendolo a rifiutare il ruolo che andò a Michael Pitt in The Dreamers (2003) di Bernardo Bertolucci, ma premiandolo con una nomination all’Oscar e ai BAFTA come miglior attore protagonista, senza contare il Golden Globe e l’MTV Movie Award nella stessa categoria. Ma non finisce qui perché il regista italo-americano, nel pieno di una sua folgorazione artistica per l’attore – così come la ebbe per De Niro – lo accosta a Jack Nicholson in The Departed – Il bene e il male (2006), con tanto di nuova nomination ai BAFTA e ne Shutter Island (2009) con Max von Sydow.

Una nuova candidatura all’Oscar lo attente in Blood Diamond (2006), per il quale scarterà L’ombra del potere – The Good Sheperd (2006) e il progetto – poi naufragato – di Baz Luhrmann su Alessandro Magno, accettando invece di lavorare per Ridley Scott ne Nessuna Verità (2008). Dopo la straordinaria interpretazione, ancora una volta accanto a Kate Winslet, nel drammatico Revolutionary Road, viene diretto dal visionario Nolan in Inception, successo di critica e pubblico. Nel 2012 torna puntando all’ambita statuetta con J. Edgar, diretto dal veterano Clint Eastwood, e il western Django Unchained di Quentin Tarantino. Nel 2013 aprirà il Festival di Cannes con la sua straordinaria del multimiliardario Gatsby nell’adattamento 3D de Il grande Gatsby firmato Baz Luhrmann. Ma torna presto sugli schermi grazie a un nuovo strepitoso ruolo creato per lui da Martin Scorsese in The Wolf of Wall Street (2014), quello del broker Jordan Belfort, che gli regala il Golden Globe 2014 e una candidatura all’Oscar.
Ambientalista, dedica gran parte del suo denaro e del suo tempo libero ai viaggi in Sud America, dove si impegna per l’ecologia, realizzando documentari e promuovendo attraverso il proprio sito internet ufficiale la salvaguardia di piante e animali in via di estinzione. Oggi, è una super star planetaria. Un interprete non più giovane, ma intelligente e complesso che sceglie i suoi ruoli più per amore che per denaro.




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