CALCIO – LAZIO- MONZA: LA VIGILIA

65

Lazio – Alla vigilia di #LazioMonza, mister Gattuso, in conferenza stampa ha risposto a domande e provocazioni dei giornalisti:

Il bilancio della lunga sosta? Come ha ritrovato i nazionali? Cosa si aspetta dalla squadra?

“Che siamo belli svegli, senza farci sorprendere. Il Monza ha coraggio, è una squadra giovane che ha energia. Ci verranno a prendere con intensità. Bisogna essere pronti e umili, sembra una gara facile, ma è tutt’altro. Ci vuole una grande Lazio per portare punti a casa. Abbiamo lavorato, i giocatori si sono riposati, abbiamo dato minutaggio a chi non lo aveva. Qualcuno è tornato dalla nazionale gasato e con minuti nelle gambe. Li ho visti bene, dentro l’intensità che cerchiamo. Sono contento per come sono tornati e per come si sono allenati”.

Come sta #Pinamonti?

“Come ho già detto a Venezia le decisioni ora stanno a me. Lui e anche gli altri, tutti devono stare tranquilli. Io faccio di tutto per far girare la squadra. C’è bisogno di tutti. Poi devo scegliere io. Sono contento per come si sta allenando, per come sta migliorando. Lui deve continuare così, ma questo vale anche per tutti gli altri”.

#Provstgaard come sta? Merita un turno di riposo dopo aver giocato tutte le partite con la nazionale? La situazione #Pellegrini?

“Vediamo domani. Lui sta bene, ha il fisico da Ironman. Gli piace lavorare. È aitante. Ha già quasi 2000 minuti di campo ma sta bene, si è allenato. Va a mille all’ora come tutti gli altri.

“Su Pellegrini è semplice: io parlo con tutti, Luca sa le dinamiche societarie. È una dinamica societaria. Vediamo che succederà. La società sa il mio pensiero, fin quando sono qui bisogna trattarli da professionisti e trattarli bene. Lui non è mai stato fuori rosa, si è sempre messo a disposizione, ha fatto le amichevoli. Capisce che qualcuno deve stare fuori visto che abbiamo 3 terzini sinistri. Per me al 100% è un giocatore della Lazio, poi sta alla società”.

La crescita della Lazio, soprattutto contro squadre così aggressive, passa per un palleggio migliore?

“Secondo me il contrario, se si palleggia e non si guarda avanti (capito Sarri? Ndr), rischi che ti rubino palla. Dobbiamo guardare in avanti, del possesso palla non me ne frega nulla. Dobbiamo riuscire quando rubiamo palla, volendo fare una pressione ultra-offensiva, a guardare avanti”.

La Lazio in cosa può migliorare? Punterà sui nazionali o userà i riposati?

“Sono le preoccupazioni che abbiamo quando ci confrontiamo con lo staff tecnico. Si va sempre alla ricerca di cambiare il meno possibile, di andare sulle sicurezze. Le valutazioni vengono fatte. Dobbiamo rimanere in partita senza subire l’evento. A Venezia è venuto fuori questo, abbiamo fatto un primo tempo di grandissima sofferenza, ma nella ripresa siamo tornati dentro la gara e siamo cresciuti. Sarò sincero, contro il Milan, dopo il 2-2, ho pensato finisse in “tragedia”, invece siamo stati bravi a riprenderla”.

Domani ci vorrà più equilibrio?

“Vediamo, in questo momento vogliamo giocare in un certo modo. Se vogliamo fare certe cose, vanno fatte al 100%. Sicuramente è una gara in cui bisogna essere svegli a livello mentale, sapere che giocate dobbiamo fare. Loro sono aggressivi, non hanno paura. Bisogna avere coraggio e sapere come fare male al Monza. Il primo posto è riduttivo, non guardo la classifica. Pensiamo solo al Monza, poi vedremo. Vertigini io non le ho, ci vuole umiltà e la voglia di continuare a sorprendere”.

Al festival dello sport ha detto, parlando di Tavares, che la cosa che la fa arrabbiare è quando un giocatore non esprime il suo talento, il suo potenziale. In questa Lazio ci sono altri giocatori dello stesso tipo?

“Io ho detto un’altra cosa. Io ho detto che odio le persone lavative, che hanno grandissimo talento e pensano che non si possa migliorare. Ho conosciuto tantissimi campioni, ho giocato con 8 Palloni d’Oro in carriera, la differenza la fanno il lavoro e l’umiltà. Mi dà fastidio quando vedo quelli col talento che fanno il compitino, così è uno spreco. Nello sport si può sempre migliorare. Non sono frasi di circostanza. Se siamo lì dove siamo, bisogna pedalare. Vedo gente che lo fa, stiamo provando a fare qualcosa di nuovo, vedo entusiasmo e voglia. Si fa fatica, lo so. A volte vedo facce affaticate. Ma sanno tutti che se vogliamo giocare così abbiamo solo una strada, che è quella del lavoro e di andare forte”.

#Frattesi ha detto che farebbe Milano-Roma a piedi. Lei?

“Io sono molto diretto, con Davide ricordo bene quello che ci siamo detti quando ero ct. Non mi sentivo a posto con me stesso, non fossi andato diretto con lui. Le caratteristiche sue le conosciamo tutti, per un periodo si era smarrito e forse seduto un po’. Sono venuto qua poi, ci siamo sentiti, l’ho spinto a fare la scelta, per lui non era obbligatorio venire qua. Lo faccio con tutti i giocatori, io ho sempre avuto un bellissimo rapporto con loro. Io posso avere un problema, ma il giorno dopo per me è finito tutto. Spesso si è detto che sono uno che litiga con giocatori e presidenti. Non porto rancore, anzi, se vedo che c’è onestà e intelligenza mi piace il confronto. Ho un difetto, voglio che quando si scende in campo si facciano le cose come si deve. Poi se uno è stanco preferisco non vederlo in campo: me lo dice e gli do riposo, preferisco così. Due-tre calciatori che vanno meno forte, rovinano una squadra intera. Chi mi frequenta sa subito come sono fatto”.

Su cosa ha spinto durante la sosta?

“È stato facile, li ho fatti lavorare tanto e forte e poi gli davo due giorni di recupero, ritornavano, poi altri 2 giorni. Gli ho dato 5 giorni di riposo perché era giusto perché avevamo spinto tanto ed era giusto che stessero con le loro famiglie, tranne #Cancellieri che l’ha combinata ed è stato sfortunato. Applicavo questo sistema qua: alla squadra davo i contentini dei giorni di riposo, poi tornavano e li ammazzavamo a livello lavorativo e dopo recuperavano”.

Tempistiche degli infortunati. C’è fiducia per la Juventus?

“Non faccio il dottore. Questa mattina l’abbiamo organizzata apposta l’uscita di questo il comunicato così lo avete letto. Io penso che la cosa migliore, e ne parlerò anche con lui stesso e con la società, è che venga il dottore e spieghi le dinamiche e come stanno proseguendo. Con Marusic c’era la speranza di riaverlo prima, ci sono state piccole problematiche. Per il resto siamo sulla strada giusta, in cui dovevamo andare. Cataldi si allena con la squadra da 5-6 giorni”.

Su #Gudmundsson?

“L’ho detto, non faccio il dottore, l’idea è che lui per 10-12 giorni deve rimanere fermo col braccio bloccato”.

Davanti le scelte dipendono dai cambi? Sta valutando, nella scelta tra Noslin o #Pinamonti, sulla duttilità di #Noslin anche a gara in corso o semplicemente partiranno i migliori 3 e poi si faranno valutazioni a gara in corso?

“Partono i migliori tre, poi vediamo quello che succederà in corsa”.

Per #Pellegrini parlerà con la società?

“Noi abbiamo due posti ancora che possiamo mettere in lista, la società sa quello che penso. Questa è roba societaria, non è una roba mia”.

Parla con la società del possibile innesto di un altro svincolato in caso di mercato bloccato a gennaio?

“Io parlo tutti i giorni col ds. Col presidente parlo poco di calcio. Bisogna capire a livello umano e calcistico, ci sono tanti aspetti. Questo è un gruppo che lavora e sta bene insieme. Che ci segue. Bisogna essere molto bravi a non commettere errori, io credo fortemente in questo. Poi dipende da cosa ci offre il mercato e cosa si può fare. Ma a livello umano non dobbiamo sbagliare nulla”.

Ha incontrato il presidente, ci ha parlato sull’argomento tifosi?

“Io non posso parlare del problema tifosi. Sinceramente diventa anche stucchevole da parte mia dire sempre le stesse robe. Questa è una roba che riguarda il presidente e la tifoseria, Io posso fare poco. Anzi, meno ne parlo e meglio è. Purché dopo vai sempre a toccare argomenti o dire delle cose che sono delicati. La verità è che viviamo in un mondo oggi in cui qualsiasi cosa dici viene strumentalizzato. Meno si parla e meglio è. A me, e lo dico per l’ultima volta, per me è una pena giocare in uno stadio come l’Olimpico senza i tifosi. E da oggi non parlerò più di questa roba qua.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *