Volley – Oggi per Romanews intervistiamo Sara Fontemaggi, schiacciatrice classe 2002 in forza alla Passione Volley Valdarno per la seconda stagione consecutiva.

Sara vanta un’altezza di 180 centimetri ed è nativa di Pesaro.
Il suo percorso comincia nel settore giovanile del Team 80 Gabicce Mare, società della zona nella quale è cresciuta. È il primo ambiente nel quale sviluppa le basi tecniche della pallavolo e inizia a costruire il proprio percorso agonistico,
successivamente arriva il passaggio all’Olimpia Teodora Ravenna, una tappa fondamentale per la sua formazione; a Ravenna Fontemaggi non si limita all’attività giovanile, ma comincia progressivamente a confrontarsi con il volley senior, disputando campionati come la Serie C e la Serie B2.
La stagione 2020/2021 rappresenta uno dei primi momenti importanti della sua carriera: è impegnata con la formazione ravennate di Serie B2, allenata da Andy Delgado, che arriva fino alla semifinale playoff.
Le sue qualità convincono la società a inserirla stabilmente nel gruppo della prima squadra e l’anno successivo arriva infatti la grande occasione: il debutto in Serie A2 con l’Olimpia Teodora Ravenna; la stagione 2021/2022 è quindi la prima vera esperienza di Fontemaggi nella seconda serie nazionale. La giovane schiacciatrice colleziona 22 presenze e 38 punti, contribuendo alla stagione della formazione ravennate, che raggiunge i playoff.
Nell’estate del 2022 arriva una svolta importante, Fontemaggi lascia Ravenna e si trasferisce in Sardegna per vestire la maglia della Volley Hermaea Olbia, sempre in Serie A2.
Per la giocatrice si tratta della prima vera esperienza lontano da casa. L’Hermaea decide quindi di puntare su una giovane schiacciatrice che aveva già accumulato esperienza in A2 e che mostrava ampi margini di crescita.
La prima stagione a Olbia, 2022/2023, si chiude con 28 presenze e 49 punti. Pur non essendo ancora una delle principali realizzatrici della squadra, Fontemaggi riesce a ritagliarsi uno spazio importante grazie alla disponibilità e alla capacità di lavorare per la squadra.
La permanenza in Sardegna diventa uno dei periodi più importanti della sua carriera, venendo confermata anche per la stagione 2023/2024, nella quale compie un ulteriore salto di qualità.
Il suo rendimento cresce sensibilmente: in 28 partite realizza 155 punti, contribuendo alla salvezza dell’Hermaea. Il suo impegno viene particolarmente apprezzato dalla società, tanto da guadagnarsi anche il ruolo di vicecapitano.
La stagione 2024/2025 è la terza consecutiva con l’Hermaea. La Lega Pallavolo Serie A Femminile registra così cinque stagioni complessive di Fontemaggi in Serie A2: due a Ravenna e tre a Olbia.
Parallelamente alla pallavolo indoor, Fontemaggi ha avuto anche esperienze nel beach volley: nel 2020 è stata inserita nel gruppo della Nazionale juniores per un collegiale in vista dei campionati europei di categoria e ha inoltre partecipato al campionato italiano assoluto sulla sabbia.
Un altro aspetto interessante del suo percorso è quello universitario: Fontemaggi ha studiato Giurisprudenza all’Università di Bologna e ha avuto l’opportunità di partecipare anche a competizioni universitarie internazionali. Nel 2023, ad esempio, era impegnata in Portogallo con la rappresentativa universitaria.
Dopo cinque stagioni consecutive in Serie A2, nell’estate del 2025 Fontemaggi sceglie una nuova sfida: il trasferimento alla Passione Valdarno Volley, allora impegnata in Serie B1.
Con la società toscana nella stagione appena conclusa ottiene una storica promozione in serie A3 categoria completamente nuova ma che Sara affronterà con il solito entusiasmo che l’ha contraddistingue da inizio carriera.
L’intervista di Marco Boldini
1) Quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati come squadra per la stagione 2026/2027?
Sicuramente l’obiettivo principale è quello di raggiungere la salvezza il prima possibile, perché per noi è una categoria completamente nuova e vogliamo prima di tutto riuscire a consolidarci in Serie A3. Una volta raggiunto questo traguardo, cercheremo di puntare alla pool promozione e, chiaramente, di fare il meglio possibile durante tutta la stagione.
2) Quanto è stimolante per te affrontare una nuova categoria come la Serie A3? E quanto sei orgogliosa di farlo con la maglia della Passione Volley Valdarno?
È sicuramente molto stimolante affrontare una categoria nuova, soprattutto perché è una novità non solo per me, ma per tutta la squadra. Dovremo capire giorno dopo giorno che tipo di campionato sarà e confrontarci con un livello diverso rispetto a quello a cui eravamo abituate. Sono davvero molto contenta e orgogliosa di poterlo fare con la maglia della Passione Valdarno Volley, soprattutto perché l’anno scorso abbiamo conquistato insieme questa promozione e quindi poter continuare questo percorso in A3 ha un significato ancora più speciale.
3) La scorsa stagione è finita con la promozione dalla Serie B1 alla Serie A3. Qual è stato il fattore determinante che vi ha portato a raggiungere questo obiettivo?
Credo che il fattore determinante sia stato sicuramente il lavoro di squadra. Abbiamo lavorato tanto tutti i giorni, ci siamo allenate con grande continuità e abbiamo sempre cercato di migliorarci, sia individualmente che come gruppo. Penso che proprio questa quotidianità, fatta di tanto lavoro e di grande disponibilità da parte di tutte, ci abbia permesso alla fine di raggiungere un risultato così importante.
4) Guardando il roster per questa stagione, a tuo parere dove può arrivare Valdarno alla fine del percorso? Quanto può incidere coach Chiappafreddo in questo percorso?
Abbiamo una squadra di buon livello e sicuramente cercheremo di puntare alla pool promozione, per poi provare a fare il meglio possibile. Chiaramente sarà il campo a dirci dove possiamo arrivare, perché per tutti noi sarà un campionato nuovo e dovremo prima capire il nostro livello rispetto alle altre squadre. Per quanto riguarda coach Chiappafreddo, lo avevamo anche l’anno scorso e mi trovo molto bene con lui. È un ottimo allenatore, lavora bene e soprattutto ci fa lavorare tanto. Credo che possa essere sicuramente una figura importante nel nostro percorso e nella nostra crescita durante la stagione.
5) Hai giocato a Olbia e sei arrivata anche ad avere i gradi di vice capitano della squadra isolana. Quanto ti ha fatto crescere a livello mentale l’esperienza di Olbia e il fatto di avere la responsabilità di essere vice capitano?
Olbia è stata sicuramente un’esperienza fondamentale per la mia crescita, sia come giocatrice che come persona. Sono stati tre anni molto importanti, perché è stata la mia prima vera esperienza lontano da casa e mi ha permesso di crescere sotto tanti punti di vista, anche imparando a gestire maggiormente le responsabilità e le difficoltà che fanno parte della vita di un’atleta. Mi sono sempre trovata molto bene a Olbia e il fatto di essere stata scelta anche come vice capitano è stato motivo di grande orgoglio. Mi ha dato una responsabilità in più, soprattutto nei confronti delle compagne e della squadra, e credo mi abbia aiutato a maturare molto anche a livello mentale.
6) Hai giocato anche in Portogallo con la tua università di Bologna. Che tipo di esperienza è stata?
È stata un’esperienza fantastica. Con la rappresentativa dell’Università di Bologna ho avuto la possibilità di partecipare a tantissimi campionati europei e nazionali e di viaggiare molto: siamo stati in Polonia, in Portogallo, in Ungheria per due volte, anche a Budapest. Sono state tutte esperienze bellissime, non solo dal punto di vista sportivo avendo vinto quattro europei, ma anche umano, perché hai la possibilità di conoscere persone e realtà diverse e di confrontarti con atlete di altri Paesi.È stato sicuramente un ricordo che porterò sempre con me.
7) A proposito di università, come hai fatto a conciliare lo studio di una facoltà complicata come quella di Giurisprudenza con l’attività agonistica?
Non è stato semplice, soprattutto considerando gli impegni e gli allenamenti quotidiani, però sono riuscita a farlo grazie al progetto Dual Career dell’Università di Bologna, che mi ha permesso di conciliare il percorso universitario con quello sportivo. Credo che alla base ci siano soprattutto costanza e impegno: bisogna essere organizzati e cercare di sfruttare al meglio il tempo che si ha a disposizione. Non sempre è facile, ma penso che quando si ha la volontà di portare avanti entrambe le cose, con il giusto impegno si possa riuscire.
8) Hai giocato anche in nazionale di beach volley. Preferisci la pallavolo indoor oppure outdoor? Quali sono le sostanziali differenze?
Ho avuto anche l’opportunità di fare dei collegiali con la Nazionale di beach volley e sicuramente è stata un’esperienza molto bella. Negli ultimi anni, però, ho scelto di concentrarmi quasi completamente sulla pallavolo indoor, perché è la disciplina che sento più mia e che mi piace maggiormente. Il beach mi ha comunque dato tanto e penso che sia stato utile anche per la mia crescita come giocatrice di pallavolo.
9) In che modo ti sei avvicinata alla pallavolo quando eri piccola?
Ho iniziato a giocare quando ero in seconda elementare. Sono stati principalmente i miei genitori a farmi avvicinare al mondo della pallavolo, perché l’hanno sempre seguito con grande passione e anche loro hanno giocato. Da lì è iniziato tutto quasi per gioco, poi con il passare degli anni è diventata sempre più una parte importante della mia vita, fino a trasformarsi in quello che è oggi.