Volley supervision – A tu per tu con Emma Cagnin

476

Volley – Oggi per romanews intervistiamo Emma Cagnin schiacciatrice in forza al Volley Bergamo 1991 per la seconda stagione consecutiva- Emma, 186 centimetri di altezza nativa di Castelfranco Veneto classe 2002 cresciuta pallavolisticamente nelle giovanili dell’imoco Volley Conegliano, ha esordito in serie A1 con le pantere guidate da coach Santarelli nella stagione 2019 2020 con il numero 2 sulla schiena la stagione 2020 2021 è passata ad indossare la maglia delle Sorelle Raimonda Ipag Montecchio in serie A2 passando a vestire il numero 18 che ha tenuto anche con la maglia del volley Bergamo. Con la nazionale under 20 ha vinto la medaglia d’oro al mondiale di categoria. Nel 2022 oltre a conquistare la medaglia d’oro al campionato europeo under 21 dove viene premiata come MVP ottiene le prime convocazioni in nazionale maggiore dal coach Davide Mazzanti e vince la medaglia d’oro ai XIX giochi del Mediterraneo.

L’intervista di Marco Boldini 
L’INTERVISTA
1) Come ti trovi a Bergamo quali sono gli obiettivi della squadra per la prossima stagione?
1) Bergamo è una città che ormai si è fatta spazio nel mio cuore, soprattutto per quanto riguarda il fuori palestra mi sono sempre sentita a mio agio e la trovo una cittadina molto bella oltre che comodissima. Per quanto riguarda la pallavolo siamo una squadra molto giovane e a mio parere completa, con le risorse che abbiamo ognuna è un tassello fondamentale del puzzle quindi credo faremo un bel campionato.
2) Che cosa pensi di coach Stefano Micoli e dello staff tecnico della squadra?
2) Stefano ha grandi conoscenze, ha studiato tanto e in squadre grosse quindi ha un bagaglio tecnico tattico importante, ma anche il resto dello staff è preparato e molto disponibile per qualsiasi nostra esigenza.
3) I tifosi bergamaschi sono molto caldi che rapporto hai con loro?
3) La tifoseria è una delle cose che più mi ha colpito lo scorso anno, mai prima d’ora avevo visto delle persone tenere tanto alla propria squadra, in queste persone arde una passione per questo sport è un amore per la città incredibili; capita talvolta di scambiarci anche qualche parola fuori dal palazzetto, ma poi se capita come all’ultima partita della scorsa stagione, quando siamo salite insieme a loro a saltare e cantare come dei pazzi per la salvezza, che ve lo dico a fare …
4) Quale significato ha avuto per te esordire nella massima serie con la maglia di Conegliano squadra fortissima con campionesse di alto profilo.
4) Allenarmi con le giocatrici di Conegliano è stato super stimolante quando ero più piccola, cercavo di imparare il più possibile in modo da portarmi qualcosa anche in serie B e nelle under, mi piaceva soprattutto la sfida di trovare sempre qualche soluzione per almeno cercare di stare al loro ritmo; penso che l’esordio (indipendentemente dal fatto che io sia entrata solo per una battuta e dall’emozione l’abbia tirata ben oltre la fine del campo ahaha) fatto alla prima di campionato, con il pienone, al palaverde dove la piccola me anni prima faceva gli ingressi in campo mano nella mano con le giocatrici di allora, è stato semplicemente fantastico; anche la partita con Perugia, ovviamente, dove ho esordito per davvero, non credo la scorderò mai !
5) Che cosa hai pensato quando hai vinto il mondiale under 20 con la nazionale italiana in finale a Rotterdam sulla Serbia ?
5) In quel momento si è creata come una bolla : non c’era più il pubblico, non c’era divisione tra chi aveva giocato e chi no, non c’era stanchezza, c’eravamo solo noi, buttate per terra a urlare dalla gioia, dopo tanti sacrifici e due anni di pandemia che ci avevano impedito di partecipare anche all’europeo U19. era il nostro momento, e l’inno finale cantato a squarciagola sul podio ha completato il meraviglioso quadretto.
6) Hai disputato e vinto i giochi del Mediterraneo ad Orano in Algeria con la nazionale italiana che esperienza è stata per te?
6) Degradi era stata richiamata all’ultimo dal gruppo maggiore per compensare a delle mancanze che avevano avuto, quindi io mi ero unita un po’ in corsa al gruppo in partenza per l’Algeria e non mi aspettavo certo di giocare tanto quanto alla fine sono riuscita a fare, ero già contentissima solo per esserci andata e aver avuto l’occasione di partecipare alla mia prima competizione seniores. La vittoria è stata una stupenda aggiunta in un esperienza indimenticabile sotto tanto punti di vista.
7) Raccontami la stagione vissuta a Montecitorio Maggiore?
7) Quello di Montecchio è sì stato un anno difficile, visto che oltre alla pallavolo avevo anche la maturità, ma sicuramente fondamentale. All’inizio, essendo la prima volta in serie A e per di più post covid, ero incerta su come sarebbe andata, avevo paura che non sarei stata all’altezza. È poi vero che i risultati non sono stati dei migliori, ma nonostante tutto siamo riuscite comunque a salvarci e personalmente penso di essere cresciuta molto, caratterialmente soprattutto. D’altronde si sa: è nella difficoltà che si impara e si migliora. Perciò, tornassi indietro, non penso cambierei la mia scelta.
8) Il numero 18 che indossi che significato ha per te?
8) Da piccola ho cambiato alcuni numeri di maglia, ma quello a cui ero più affezionata era il numero 8. Nelle squadre in cui ho giocato ho sempre cercato di averlo io, come ad esempio con Imoco, ma non sempre era libero (Bassano, Montecchio, Bergamo) e quindi il numero più vicino che a sua volta avesse dentro l’8 era il 18. Prima l’ho avuto a Bassano, dove ho vissuto la stagione è stata il mio trampolino di lancio, quindi già li mi ero affezionata. Dopo San Donà, trovando l’8 occupato, ho voluto riprendere il 18 in occasione del mio “ritorno nel vicentino”. Infine anche a Bergamo l’8 era già stato preso, ma ormai il mio cuore apparteneva al 18 e alle annate incredibili in cui mi aveva accompagnato, quindi ora è diventato il mio numero fisso e quando non posso averlo, tipo in nazionale, è sempre un po’ una sofferenza per me.
9) Il premio di MVP agli europei te lo aspettavi od è stata una sorpresa?
9) Assolutamente inaspettato. Era da un paio d’anni che non ero titolare in nazionale e per di più, anche se il resto del torneo era andato molto bene, la finale non era stata la mia miglior partita, quindi non pensavo minimamente di riceverlo. Anche a casa erano increduli, mamma ha pianto tantissimo e ancora lo fa a volte quando lo racconta.
10) Le convocazioni in nazionale maggiore raccontami quell’esperienza?
10) La prima volta che vedi il tuo nome scritto su quella lista pensi di avere le allucinazioni, davvero. Già vestire la maglia della nazionale juniores è un onore immenso, ma quella della maggiore ti toglie un po’ il fiato devo dire. Nonostante l’ansietta che hai perché comunque ti stai allenando con le big e devi dare il 110%, ho trovato gli allenamenti di Davide e del suo staff super interessanti e a tratti divertenti, ho sperimentato e imparato tante cose nuove.
11) Che rapporto hai con i tuoi amici e parenti visti i tanti mesi lontano da casa?
11) Come dicevo prima, mamma e papà seguono tutti i miei risultati e sono quasi più coinvolti di me certe volte. Anche il resto della famiglia, nonni compresi ora che ci sono le Smart tv, mi supporta sempre. Anche se non lo dico spesso mi mancano molto, mi spiace non essere con loro durante le feste e soprattutto nel quotidiano come un tempo, specialmente per quanto riguarda i membri più anziani e ancor di più il cugino più piccolo a cui sono super legata. Le mie povere amiche e amici poi hanno una pazienza infinita : ho perso tanti loro compleanni, feste di laurea, viaggi, aggiornamenti sulle loro vite che purtroppo non si recuperano in una sola cena, mi sento quasi un’estranea a volte per quanto siano diverse le nostre vite. Eppure ci sono sempre, anzi quando giochiamo vicino casa non mancano mai alla partita; addirittura lo scorso anno una di loro ha rubato il megafono ai nostri di Bergamo per farmi sentire che tifavano per me. Come posso non adorarli tutti?
12) Come vedi il futuro di Emma stai studiando?
12) Sono al primo anno di psicologia, sto studiando online per quanto posso. La carriera sportiva non durerà per sempre!
Grazie Emma!