Calcio – Champions League – Roma Bate Borisov 0-0

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La fotografia della partita dell’olimpico sono i fischi e i cori di disapprovazione al momento del triplice fischio finale. Mai qualificazione agli ottavi di Champions fu più contestata e duole dirle a ragione.
Garcia aveva definito la partita come un derby: non si gioca, ma si vince! Ebbene la sua squadra l’ha seguito per metà, non ha giocato e ha pareggiato! Ma quel che conta nel calcio è il risultato; il passaggio di turno è stato centrato e gli ottavi con una ventina di milioni in più nelle casse raggiunti.
La Roma parte timida e contratta e per tutto il primo tempo non crea occasioni, non fa circolare palla e sembra preda di paure indefinite. Dal canto suo il Bate fa da spettatore attendendo il corso degli eventi. Contemporaneamente a Leverkusen Bayer e Barcellona pareggiano 1 -1 e danno una mano ai giallorossi.
All’inizio del secondo tempo finalmente si vede una Roma determinata e tonica che in 10 minuti crea tre palle gol e quattro corner. Ma Dzeko imita il Morata di ieri sera sbagliando tutto davanti alla porta e il migliore dei giallorossi, il solito Florenzi, sbatte sul portiere bielorusso.
La paura sveglie il Bate che con l’innesto di Volodko al 60°, finalmente decide di giocarsi la qualificazione.
Qui la partita si fa molto aperta con occasioni da una parte e dall’altra. Szczesny compie una parata pazzesca che sarà determinante per il passaggio del turno, mentre i giallorossi sbagliano alcune ripartenze a campo aperto che in altri momenti avrebbero utilizzato in modo migliore e con Pjanic si fanno ribattere sulla linea una conclusione a porta vuota.
Nel finale ancora due paratissime del portiere polacco e tanti sbagli sia in difesa che in ripartenza dei giallorossi figli della paura e della tensione. Il triplice fischio finale è una liberazione, ma non per i tifosi che fischiano sonoramente. A Leverkusen il finale è altrettante emozionante con i tedeschi che sfiorano il gol qualificazione in più occasioni, ma l’imprecisione e il portiere Ter Stegen gli dicono no.
Gli ottavi sono agguantati, ma senza merito e con una prestazione a dir poco sconcertante. Ma nel calcio le cose possono cambiare in un attimo e febbraio per ora sembra lontano.

Pierfrancesco Bonanno




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