DON CENTOFANTI – VANGELO DI MERCOLEDI 5 GIUGNO E COMMENTO

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VANGELO – Mercoledì 5 giugno 2024, San Bonifacio, vescovo e martire

In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».
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I sadducei prendono in giro Gesù sulla resurrezione ma così facendo prendono in giro sé stessi. Sono loro quella vedova senza discendenti, perché il loro cuore è chiuso dentro riduttivi schemetti che li orientano a leggere la Parola in un impossibile modo letterale. Infatti ogni Parola necessita di interpretazione. Lo segnala anche Gesù in questo brano quando parla del Dio dei vivi. La fede non è un’ideologia meccanica ma crescita nel vivo e sempre nuovo discernimento del cuore, che conduce verso il cogliere sempre più profondamente il senso di ogni cosa.



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