I gioielli ecosostenibili ricavati dai fichi d’india di Graziana Giunta

Alla ricerca del talento e di oggetti d’interesse per i nostri lettori oggi incontriamo Graziana Giunta creatrice di gioielli ecosostenibili ricavati dai fichi d’india.

Ad Assoro nel cuore della Sicilia, presso l’Atelier Manituana dell’artista Graziana Giunta dalle pale delle piante di fichi d’india nascono accessori e monili ecologicamente sostenibili.

Tutto il processo di lavorazione avviene all’insegna del rispetto della natura che da sempre anima l’artista e jewellery designer siciliana da anni impegnata nella sensibilizzazione verso tematiche ambientali e il riciclo. Pezzi unici, di varie forme e dimensioni, dalla particolarissima texitura impreziositi con pietre dure e pietra lavica. Lanciati nel Natale scorso, le creazioni hanno già varcato i confini regionali, assecondando le numerose richieste pervenute da tutto il territorio nazionale e soprattutto dai Paesi esteri, Stati Uniti in prima fila.

Da Bruxelles a New York, passando per Roma dove presto pare che, la linea “Sicu” approderà, le originali creazioni evocano il paesaggio mediterraneo e la terra di sicilia, dove l’artista ha fatto ritorno dopo un lungo periodo all’estero tra Parigi e Mayotte, nell’Oceano indiano. L’abbiamo raggiunta nel suo Atelier per farci raccontare il suo progetto.

Come nasce l’idea di creare gioielli dalle pale di fico d’india?

“Sono sempre stata attratta dalla materia. Fin dai tempi del liceo ho affrontato uno studio sulle varie texiture, cioè le tracce che gli oggetti impregnati di colore lasciano sulla carta, così ho trovato interessante la traccia della fibra del fico d’india che ho cominciato ad utilizzare nei miei lavori grafici. La natura è di per se un’opera d’arte, basta allenare la capacità di osservare la sua essenza, un po’ come faceva Michelangelo con i suoi blocchi di marmo grezzo dove riusciva a vederne già l’opera finita”.

Come si arriva dalla pala del fico d’india al prodotto finito?

“Appena finita l’estate, quando gli arbusti vengono alleggeriti dalle pale seccate dal sole, le raccolgo e le porto in atelier, dove le pulisco, ne scelgo le parti più legnose che taglio, coloro con vernici atossiche e monto come monili”.

Per chi sono pensate le sue creazioni?

“Manituana, nel linguaggio degli indiani d’America significa il giardino del grande spirito e senz’altro le mie creazioni sono rivolte a chi ama vivere con stile nel rispetto dell’ambiente e della natura”.

Lanciata nel Natale scorso la sua linea “Sicu” ha riscosso un bel successo, con richieste provenienti da varie città italiane ed estere e presto sbarcherà a Roma a quanto pare…

“Si, attualmente stiamo sondando la possibilità di poterla portare presso vari punti vendita. Spero di poter “integrare” al più presto attraverso le mie creazioni un “pezzettino” della Sicilia nella straordinaria città di Roma”.

Sin da ragazzina tanti viaggi all’estero con lunghi periodi di permanenza come nel caso di Sada a Mayotte o di Parigi, Bruxelles, ma poi è ritornata in Sicilia. Che rapporto ha con la tua terra d’origine?

” Amo viaggiare e conoscere posti nuovi, ma la verità è che il richiamo verso la mia terra, mi spinge spesso a rientrare e ogni volta scopro sempre qualcosa di nuovo che poi amo raccontare attraverso le mie opere e le mie creazioni. La Sicilia è una terra straordinaria e meravigliosa, con i suoi colori, con i suoi sapori. Abbiamo il mare e la montagna, il fuoco del suo vulcano, paesaggi che a volte ti tolgono anche il fiato. Mi piacerebbe che un bel giorno il popolo siciliano riscoprisse così tanta bellezza”.

Fonte: Lucia Stefania Manco




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