Comune di Roma: le dimissioni di Marino al vaglio degli esperti

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marino sindaco

8 Ottobre 2015: Roma è senza sindaco. Ignazio Marino è stato “costretto” ha lasciare il suo incarico di primo cittadino.

Roma appare allo sbando, le polemiche lo hanno travolto, i suoi “amici” lo hanno abbandonato, i suoi nemici lo hanno affossato.

In politica ci vuol poco a salire sul carro del vincitore ed ancor meno ad abbandonarlo nel momento delle difficoltà.

Chi vi scrive non ha mai nascosto la sua contrarietà al sindaco uscente: troppo interesse verso le piste ciclabili, la chiusura dei Fori, il riconoscimento dei matrimoni omosessuali, il suo disinteresse verso le famiglie naturali, verso i cattolici e la Chiesa. Al contrario la difesa a spada tratta dei rom, l’assistenza piena ai rifugiati e l’abbandono al degrado di una città sempre più sporca ed in mano ai violenti , ai malfattori, ai prepotenti ed ai furbetti.

Roma merita di tornare in auge, di abbandonare la vergogna di cui, suo malgrado, si trova rivestita.

Tutta colpa di Marino? No! Ci sono almeno 20 anni di gestioni dubbie e approssimative ma Marino è stato la classica ciliegina sulla torta.

Quello che si va delineando a Roma appare l’ennesima sconfitta della politica”, ci dichiara l’ex sindaco di Anzio Stefano Bertollini.  Un Sindaco estraneo alla Città Eterna, le contraddizioni politiche e la pesante eredità lasciata da una amministrazione precedente scellerata , hanno fatto il resto.
Quello che avrebbe dovuto essere il feeling tra un Sindaco eletto direttamente dai cittadini e i suoi elettori , si è ormai deteriorato a causa delle tante incertezze e inadeguatezze amministrative che affliggono Roma.
Con i tanti piccoli ” scandali ” , con le tante non verità, con i millantati inviti , questo Sindaco ha mostrato ai suoi elettori e alle forze politiche che sinora l’hanno appoggiato , di non essere in grado di governare la Capitale .
Non uno dei problemi risolti ,anzi ,se possibile , aggravati del trascorrere del tempo e delle scelte contraddittorie che l’Amministrazione ha assunto.
Questa lenta agonia non fa certamente bene a Roma ne tantomeno alla politica che mostra ancora di non aver capito che amministrare una Città significa dare e non solo prendere “.

L’inevitabile è accaduto!”, ci sottolinea Dario Del Buono (Comitato giuste tasse e tariffe e difesa del cittadino). Come volevasi dimostrare la politica che insegue i movimenti di protesta e candida figure inadeguate a cariche fondamentali dell’amministrazione pubblica, ha mostrato con la vicenda Marino che enorme errore sia stato correre appresso al Movimento 5  Stelle nella scelta di candidati!. Ora la Capitale già gravata dalla tragedia delle accuse di mafia nell’amministrazione pubblica, affronterà il Giubileo con tutte le opere in mano ad una burocrazia sperduta!

Diego Righini imprenditore ed ex candidato alla Camera dei Deputati per i MIR è critico con Marino ma soprattutto con il PD: “Ho ascoltato con molta attenzione le dichiarazioni di dimissioni del Sindaco Marino e non nascondo un sentimento di imbarazzo verso un uomo che, pur avendo delle qualità personali, forse non era adatto per governare Roma. Il vero processo va fatto al Partito Democratico del 2013, il quale ha ritenuto Marino la persona migliore da schierare”.

“Le dimissioni del Sindaco Marino sono un atto dovuto per rispetto verso tutti i romani. La totale incapacità amministrativa oltre ad un’ arroganza nel mantenere la poltrona fanno di Marino il peggior Sindaco che Roma abbia mai avuto. In vista del giubileo Roma si troverà una guida tecnica affidata al commissario Gabrielli, il quale dovrà gestire con equilibrio e saggezza un evento che può rilanciare la citta”. (Francesco De Salazar consigliere II municipio di Roma).

Il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone: “Le dimissioni di Marino chiudono una pagine triste della politica e dell’amministrazione comunale di Roma. Ora la parola torni subito ai cittadini che potranno scegliere il candidato migliore per ridare alla Capitale d’Italia la dignità che merita”.

Ora chiarezza per Roma, perché il Giubileo è alle porte e non possiamo permetterci incertezze“. Lo afferma Antonio Satta, componente del direttivo Anci e segretario dell’Unione Popolare Cristiana (Upc). ”La Capitale d’Italia ha presto bisogno di certezze”.

Marino è un insostenibile poveretto, è vero, ma ora che ci toccheranno commissario prefettizio, rissa illogica nel Cinque Stelle per non far candidare l’unico che potrebbe vincere, rissa illogica nel centrodestra tra il bello e la bionda a elidere le rispettive chances di vittoria, psicodramma nel Pd con nessuno che vorrà esporsi ad andare al massacro (Matteo Orfini e Roberto Giachetti mica sono scemi) e quindi come in un gioco dell’oca tornerà alla casella del commissario prefettizio per convincerlo a candidarsi, beh lo spettacolo sarà così triste con punte di involontaria comicità che persino Luxuria e Cecchi Paone invocheranno il ritorno a capo chino della città dal Papa Re. Francesco sindaco di Roma, così almeno al prossimo raduno mondiale delle famiglie non si imbuca nessun patetico in fascia tricolore (Mario Adinolfi  giornalista e scrittore).

 

Raffaele Dicembrino

 

 




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