Il Comitato Difendiamo i Nostri Figli ha istituito un Osservatorio Nazionale

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la croce  7 ottobre 2015

Il Comitato Difendiamo i Nostri Figli ha istituito un Osservatorio Nazionale dedicato al tema dell’educazione affettiva e sessuale – che compete in modo prioritario ai genitori – con lo scopo di raccogliere tutte le segnalazioni di possibile abuso didattico ed educativo nelle scuole italiane di ogni ordine e grado. Esse saranno oggetto di formale denuncia al Ministero della Istruzione e Ricerca (MIUR).

“Intendiamo così mettere in luce la strumentalizzazione che spesso vi è stata, e che ancora è in atto: l’introduzione – mascherata dalla nobile istanza della lotta alle discriminazioni ed al bullismo – di progetti di matrice ideologica gender, per i quali sarà fatta ufficiale richiesta al Ministero di ispezioni con rigorose verifiche”, si legge in un comunicato di Difendiamo i Nostri Figli.

Il Comitato, attualmente impegnato in un “proficuo dialogo con il Ministero”, auspica “collaborazione e impegno da parte dello stesso per assicurare alle famiglie italiane – rappresentate dal milione di genitori, docenti e studenti, accorsi il 20 Giugno in Piazza San Giovanni – garanzie di una educazione chiara e libera da vincoli ideologici, ribadendo il diritto-dovere dei genitori nella scelta del tipo d’istruzione da impartire ai propri figli”.

 

Cari genitori,

desideriamo accompagnare il percorso che tra pochissimi giorni, vedrà nuovamente i

vostri figli tra i banchi di scuola. L’approvazione della nuova legge sulla “Buona Scuola

“molto discussa ma anche portatrice di significative innovazioni, contiene elementi di

preoccupazione nel discusso comma 16, che introduce l’educazione alla parità dei sessi e

che veicola attraverso rimandi legislativi il rischio di un’interpretazione ideologica della

cosiddetta educazione di genere. A motivo di tale possibilità e a seguito di molteplici

segnalazioni di progetti svoltisi in scuole di ogni ordine e grado, ci siamo ritrovati in una

folla oceanica il

La teoria del Gender affermando che il dato biologico di partenza maschio/ femmina

non determina l’essere uomini o donne, teorizza che gli stessi siano meri dati culturali, e

che l’ orientamento sessuale del singolo individuo sia frutto di scelta in un continuo

processo di autodeterminazione. Questa ideologia è penetrata in ogni contesto, nascosta

dietro la nobilissima lotta verso ogni forma di violenza e discriminazione, ed è stata a

volte introdotta nell’insegnamento curricolare ed extracurricolare legata ai temi del

bullismo e del femminicidio. La scuola italiana in linea di principio si e’ resa sempre

garante di un clima di accoglienza e di rispetto per una sana convivenza civile e

democratica. Purtroppo proprio questa sensibilità e’ stata spesso strumentalizzata a

favore di una visione antropologica, che riteniamo dannosa e infondata scientificamente

per i nostri figli, e che passando per la de-costruzione dei cosiddetti stereotipi di genere,

rischia di porre in discussione le caratteristiche innate del maschile e del femminile

universalmente riconosciute, fino ad indurre un indifferentismo sessuale volto a porre

confusione nel delicato processo di costruzione dell ‘identità. Tale impostazione non

crediamo affatto sia la soluzione per la risoluzione di conflitti sociali ma al contrario

rischia di suscitarne altri e più pericolosi. La scuola in questa trasformazione epocale

necessita di figure genitoriali che possano riappropriarsi del fondamentale ruolo

educativo, che forse per molto tempo e’ stato dato in appalto alle istituzioni, in cui

dobbiamo continuare ad aver fiducia, pur mantenendo alto il livello di vigilanza e di

esercizio del diritto ad essere sempre noi genitori e famiglie, i primi educatori dei nostri

figli, in uno spirito di alleanza collaborativa con docenti e dirigenti. Vi invitiamo pertanto

a utilizzare gli strumenti a vostra disposizione come il Consenso Informato di cui il Miur

ha confermato la validità in un coinvolgimento sempre più attivo nella fase di proposta e

progettazione di percorsi educativi condivisi.

Leggere attentamente il Patto di Corresponsabilità Educativa per scuole Medie e

Superiori (PEC) e dove possibile, proporre l’inserimento di alcuni punti specifici al fine

di tutelare con maggior efficacia il rapporto di reciprocità tra scuola e famiglia.

Avere cura di creare e mantenere un clima disteso e collaborativo, aiuterà a costruire

rapporti di stima reciproca nel rispetto della necessaria collaborazione tra le parti.

Questo non esime dal mantenere lo sguardo vigile e attento rispetto le proposte

contenute nei POF

e in ogni ulteriore iniziativa educativa sia curricolare che extracurricolare, argomentando

serenamente sulla condivisione o meno di alcuni percorsi educativi e privilegiando

sempre il dialogo con le istituzioni scolastiche. Certamente qualora il Consenso non

fosse sufficiente per una garanzia di educazione libera e rispettosa del vostro diritto di

istruire e educare i figli, potrete sempre contattare le associazioni di riferimento aderenti

il vademecum del Comitato, per applicare insieme le soluzioni più idonee ad esercitare

l’uso di ogni diritto previsto per la tutela della sfera educativa e affettiva, in rrelazione alle

quali i genitori dovranno sempre essere i primi ed indiscussi protagonisti.

 

 




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