Sondaggi – Italiani contrari al DDL Cirinnà

224

la croce

Il 26 gennaio inizierà al Senato la discussione del ddl Cirinnà, che propone unioni civili solamente per persone omosessuali, completamente omologate al matrimonio (con tanto di adozione del figlio del partner). Micaela Campana, responsabile nazionale del Partito Democratico al Welfare e Terzo Settore, ha subito dichiarato: «Il Pd, appena dopo l’approvazione delle unioni civili, non può che incamminarsi sulla strada del matrimonio gay». E’ quello che è accaduto in tutti i Paesi che hanno poi regolamentato le nozze per persone dello stesso sesso.

Lo aveva già chiarito anche il sottosegretario del Pd, Ivan Scalfarotto, affermando: «Il matrimonio gay precede le unioni civili. Sono due cose diverse e l’una viene logicamente prima dell’altra». Curioso leggere in queste ore le sue motivazioni del perché si è rifiutato di partecipare ad un dibattito sulle unioni civili al liceo Giulio Cesare: «il rappresentante degli studenti ha voluto specificarmi che il dibattito avrà chiaramente una controparte composta da membri di un’associazione in difesa della famiglia naturale, questo perché (giustamente) non mi è stata concessa l’opportunità di organizzare un dibattito a senso unico». Un rappresentante dei cittadini che interviene soltanto se gli si garantisce un dibattito a senso unico: ognuno tragga le sue conclusioni.

Appare sempre più evidente, ed anche Forza Italia ha deciso di schierarsi contro il DDL Cirinnà, che: le “unioni civili” sono un trampolino di lancio per il matrimonio omosessuale e alle adozioni per le coppie dello stesso sesso.

Va considerato però che gli italiani, di nozze e adozioni omosessuali non ne vogliono proprio sapere e, seppur oggi siano diventati maggiormente favorevoli alle unioni civili (etero) in seguito all’ossessiva campagna dei media, rimangono comunque contrari al simil-martimonio proposto dal ddl Cirinnà (disegno di legge incostituzionale, come ha rilevato Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale).

Questo emerge da tutti gli istituti di ricerca: per Ipr Marketing il 74% degli italiani è favorevole al riconoscimento delle coppie di fatto etero (non unite in matrimonio), ma solo il 46% è favorevole alle unioni gay (contro il 40%). I favorevoli alle adozioni si riducono al 50% per le coppie di fatto e al 15% per le unioni gay. Conferma che arriva anche dall’istituto Piepoli: alle adozioni Lgbt è contrario il 73% dei cittadini. L’istituto Ipsos di Nando Pagnoncelli ha rilevato la contrarietà del 55% degli italiani al ddl Cirinnà (sopratutto alla stepchild adoption) e solo il 38% sarebbe favorevole.

L’istituto Ferrari Nasi & Associati ha sottolineato che solo il 29% è favorevole alle unioni come simil-matrimonio e all’ipotesi di adozione in esso contenuta (ovvero il ddl Cirinnà), mentre il 51% è favorevole al riconoscimento delle unioni civili come istituto a sé. Renato Mannheimer, fondatore di Ispo, ha spiegato che «la maggioranza resta contraria al simil matrimonio per i gay, e resta, soprattutto, una forte contrarietà all’adozione, anche fra i favorevoli alle unioni. La ragione? Perché di mezzo ci sono i bambini e gli italiani sono molto sensibili su questo».

Da segnalare che il 30 gennaio 2016 il popolo della famiglia tornerà nuovamente in piazza, probabilmente in piazza San Giovanni (con probabile presenza di diversi parlamentari del Pd). Anche la CEI ha chiarito la ferma contrarietà al ddl Cirinnà.

Si prospettano giorni di larga mobilitazione per salvaguardare i bambini ed il loro diritto a crescere non con “genitore 1 ” e genitore 2″ ma con mamma e papà!




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.