Cinema – DIRECTIONS ci racconta la Bulgaria e la sua società senza fede e senza legge

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Directions – Nella capitale della Bulgaria, Sofia, durante un incontro con un banchiere, un piccolo imprenditore, che guida un taxi per arrivare alla fine del mese, scopre di dover pagare una tangente per mantenere la sua licenza. Vuole rimanere un uomo onesto, ma anche la commissione che valuta la sua denuncia di estorsione non lo fa senza chiedere qualcosa in cambio. Preso dalla disperazione, uccide il banchiere, per poi suicidarsi.

Mentre il caso fa esplodere su tutte le radio un dibattito sullo stato di disperazione in cui versa la
società civile, 5 tassisti, con i loro passeggeri, percorrono le strade notturne della città in cerca di
nuove direzioni, nuovi modi per affrontare la vita.

Il regista Stephan Komandarev ci narra come è nata questa interessante pellicola ‘Directions’: “Questo film è nato sul sedile posteriore di un taxi, un giorno freddo del gennaio 2015, quando il conducente mi raccontò come i taxi a Sofia funzionino come una sorta di servizio sociale bulgaro e siano di fatto la prima attività che la gente cerca di svolgere dopo aver perso il lavoro. Mi raccontò la sua storia: professore di fisica nucleare presso l’Accademia Bulgara di Scienze da poco licenziato.
Come lui molte persone di qualsiasi estrazione sociale – insegnanti, scienziati, sacerdoti, musicisti,
panettieri – guidano il taxi durante la notte solo per sopravvivere e pagare le bollette a fine mese.
Con amara ironia mi disse che la Bulgaria a suo modo di vedere è una nazione piena di ottimisti e
che realisti e pessimisti hanno lasciato il paese molto tempo fa.

Ho iniziato a lavorare alla sceneggiatura dopo aver parlato con un uomo la cui storia sembrava
corrispondere all’idea che mi ero fatto sui tassisti: aveva guidato tutta la notte – per circa 400
chilometri – per arrivare in ospedale in tempo per sottoporsi a un intervento al cuore.
Ho ascoltato con attenzione persone come lui, che sembravano avere una precisa visione della
situazione sociale bulgara. Hanno condiviso con me le loro opinioni su un paese totalmente privo
di energia, dove la povertà e la disuguaglianza crescenti hanno generato un dilagante senso di
fallimento.

Da ex medico con cinque anni di esperienza come psichiatra infantile, ho cercato di immaginare
una cura adatta a questa società a dir poco malata che permettesse di cambiare le cose. Ho deciso
che il primo passo per la diagnosi e il trattamento del “paziente” dovesse essere l’analisi degli
aspetti della vita nel mio paese che non funzionavano; ed è proprio questa ricerca che sta alla base
del mio film. La mia speranza è che il mio lavoro possa proporsi come cassa di risonanza emotiva
contribuendo ad avviare un dibattito – sia in Bulgaria sia all’estero – sul futuro della nostra società.

In Directions, laa storia di Misho, che apre il film, è basata su un fatto di cronaca, che ha molto colpito l’opinione pubblica dell’intera nazione due anni fa. Ma nonostante numerosi dettagli di questo lavoro siano
ispirati ad eventi realmente accaduti, il mio scopo non è stato quello di fare una cronaca di storie
vere, bensì quello di rappresentare la drammaticità al centro di ogni racconto. Per questo mi sono
avvalso dell’aiuto di Todor Todorov, uno degli psicologi criminali più esperti in Bulgaria, che ho
consultato per far emergere, nel modo più chiaro possibile, l’essenza di ogni personaggio.
Tutti gli episodi del film sono costituiti da un’unica scena, che è stata provata diverse volte prima
di essere girata – utilizzando una camera ARRI Alexa Mini. Le lunghe prove sono state impegnative
per il cast e la troupe, ma noi tutti volevamo che le performance sembrassero autentiche e
spontanee, in modo da avvicinarci il più possibile al realismo di un documentario.

Vivo in Bulgaria, dove ho cresciuto i miei due figli. Quando li guardo, mi chiedo come sarà il mondo quando saranno adulti. Cosa dovranno aspettarsi? Come possiamo invertire l’attuale declino dei valori etici e sociali? La figlia di Misho è stata interpretata da mia figlia tredicenne. Compare nella prima scena alla ricerca di suo padre e nell’ultima scena mentre cammina nella neve verso la scuola. Sarà possibile per noi rompere con il passato e ricominciare tutto da capo?
Ho girato Directions come preghiera personale per i miei figli, la mia comunità e il mio mondo”.
Tracciando con acutezza il volto della società bulgara, Stephan Komandarev si interroga sulla direzione presa dal mondo e dal suo paese. Tutto comincia con la morte di un banchiere, ucciso in pieno giorno, e il suicidio di un artigiano che non riesce più a sopportare la corruzione dilagante. Il dramma, ispirato a una storia vera, ha un impatto fortissimo sulla popolazione, voci anonime che reagiscono all’avvenimento via radio e orchestrano le corse notturne dei conducenti nella capitale bulgara. Corse che caricano disperati che hanno smesso di credere nello Stato, a volte in Dio e nella provvidenza.

Il film sembra voler testimoniare l’afflizione in cui versa il popolo bulgaro che non ne può più di sopravvivere, che ha l’impressione che niente sia davvero cambiato dopo la caduta del comunismo. I membri influenti del partito di ieri sono i ricchi di oggi che dissertano di valori e giustificano il loro privilegiato esilio.
Directions si specchia in una società senza fede e senza legge, i cui membri si domandano perduti quando è cominciata l’indifferenza che adesso li abita.




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