ARTE – VALLE DEI TEMPLI E TELAMONE

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ARTE – La statua suggerisce le dimensioni ciclopiche del più grande tempio incompiuto della Sicilia di cui rimane solo un ammasso di blocchi calcarei.

Nella Valle dei Templi è stato inaugurato il Telamone o Atlante, una statua alta 8 metri risollevata e reintegrata a partire da alcuni frammenti originali, dei 90 individuati appartenenti a otto diversi telamoni; si tratta di un’operazione di musealizzazione temporanea (e reversibile) attraverso «anastilosi indiretta» che ha sollevato non poche polemiche tra gli addetti ai lavori e non, ma anche un grande interesse da parte dei visitatori e perfino meme virali sui social (un post poi rimosso ha visto coinvolti il Telamone di Agrigento e l’Agrippa di Venezia, ed è stato occasione di confronto tra il direttore del Parco della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta, e il direttore della Direzione regionale Musei Veneto, Daniele Ferrara, per «discutere sui vantaggi che la comunicazione social può apportare ai musei riguardo a inclusione, coinvolgimento e partecipazione attiva da parte del pubblico, ma anche sui rischi di equivoco, sugli errori a cui può esporre una comunicazione superveloce e diffusa»).

La statua, sostenuta da una pesante struttura di acciaio corten alta 12 metri, si erge nell’area in cui sorgeva il Tempio di Giove Olimpio, suggerendo le dimensioni ciclopiche del più grande tempio incompiuto della Sicilia di cui rimane solo un ammasso di blocchi calcarei, venuti giù a causa di distruzioni e terremoti e nel Settecento utilizzati perfino per costruire il molo di Porto Empedocle. Quella del risollevamento del Telamone è solo la prima parte di un progetto di musealizzazione dell’area dell’Olympieion, iniziato nel marzo 2021, finanziato finora con 500mila euro di fondi del Parco della Valle dei Templi di Agrigento.

Il progetto proseguirà con la ricostruzione a terra di una parte della trabeazione e della cornice del tempio, mentre sul terreno, dentro quella che era la cella, giace una copia realizzata dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze dell’unico Telamone originale ricomposto tramite anastilosi, conservato nel Museo Archeologico «Pietro Griffo», poco distante dal Parco.




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