La nuova miss Svizzera? Bella e saggia!

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Lauriane Sallin is crowned Miss Switzerland 2015 after being elected during a ceremony at the Basel's Musical Theater on November 7, 2015 in Basel, northern Switzerland.   AFP PHOTO / FABRICE COFFRINI

Lauriane Sallin is crowned Miss Switzerland 2015 after being elected during a ceremony at the Basel’s Musical Theater on November 7, 2015 in Basel, northern Switzerland. AFP PHOTO / FABRICE COFFRINI

La religione è un filo che possiamo dispiegare attraverso le epoche per affrontare i vari contesti di pensiero”.

Lauriane Sallin, 22 anni, la nuova Miss Svizzera, studentessa di Storia dell’Arte e di Francese all’Università di Friburgo, Sallin. La ragazza l’ha spuntata su altre 11 concorrenti. Al secondo posto è giunta la vallesana Chiara Kummer (18 anni) e al terzo la basilese Monika Buser (19). La più bella in Svizzera abita a Belfaux (FR) con i genitori.
Recentemente la neo Miss Svizzera ha compiuto il suo primo viaggio all’estero in qualità di ambasciatrice della fondazione Corelina.

Lauriane Sallin si è recata in Marocco, dove la fondazione sostiene una clinica per i bambini malati di cuore.

La 22enne ha visitato la struttura insieme a una delegazione di Corelina e di Terre des Hommes ed ha potuto vedere con i propri occhi le attività della fondazione.

Da segnalare che la giovane svizzera ha concesso un’intervista al sito cattolico Cath.ch parlando di spiritualità, della sua fede cattolica e della visione che ha di Dio.

Dopo essersi interrogata a lungo sul senso della vita ha dedotto che “l’umanità non cessa di confrontarsi con queste realtà”, in particolare con la ricerca della felicità.

“Penso che la felicità sia possibile, ma bisogna precisare cosa sia. Personalmente, la collego a certi principi di base della fede cristiana: il rispetto, l’amore per il prossimo”.

Miss Svizzera dunque crede e vive la bellezza dell’anima. Pur riconoscendo che nella sua famiglia “tutti credono”, non crede che la fede sia un condizionamento.

“Per me la fede non è un’esigenza dei miei genitori, ma qualcosa di personale. Appartiene a me. La mia fede si è costruita molto sulla base delle mie letture, da Aristotele a Cartesio, passando per il Vangelo di Luca. Volevo comprendere la storia del Vangelo. Per questo, ho dovuto lavorare sul suo contesto. Richiede uno sforzo, ma è l’unico modo di comprendere il suo significato”, ha osservato.

La religione, confessa, l’ha aiutata a crescere “in un mondo che vive costantemente nell’istantaneo”, in particolare dopo la precoce perdita della sorella.

“Di fronte alla morte di mia sorella, non potevo rimanere ferma a ciò che è istantaneo, alle cose che si vivono in un secondo. Dovevo guardare più lontano”. Quel “più lontano” è stato rafforzato da un amico che un giorno le ha detto: “In ogni uomo, c’è una parte del Regno di Dio”. Questa frase l’ha segnata profondamente.

“Dio è il possibile. È Lui che ci aiuta ad essere migliori” ha aggiunto con Fede.

Sulla morte ha osservato: “Le regole del gioco sono chiare: viviamo e dobbiamo morire tutti. La grande tragedia non è in questo, ma nella grande bugia che inculchiamo in noi stessi quando ci diciamo convinti che nessuno dovrebbe morire a 24 anni”.

Quanto al concorso e alla bellezza in generale, la giovane Lauriane dà una risposta significativa del suo essere:

“La bellezza e l’armonia delle forme hanno sempre attirato e calmato lo sguardo. Come mi interrogo sulla felicità, cerco anche di capire cosa sia la bellezza. Per comprendere il suo significato, bisogna andare al di là della plasticità. Per me, la bellezza è una via verso l’armonia. Cerco di essere un po’ come un’allegoria’ della bellezza, per portare le persone più lontano”.




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