Calcio – Serie A – Presentazione 17° giornata

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Con l’anticipo di questa sera fra Bologna ed Empoli inizia l’ultima giornata prima della pausa natalizia. Comunque finiranno le partite di domenica si andrà al riposo con un Inter capolista, ma il risultato del posticipo domenicale sarà fondamentale per capire che graduatoria si delineerà.
Inter-Lazio è la partita più importante della giornata. Una vittoria dell’Inter sancirebbe il predominio nerazzurro e candiderebbe la squadra interista a maggior pretendente dello scudetto. Come più volte ribadito, l’Inter non fa del bel gioco il suo punto di forza, ma della forza fisica e della compattezza il suo marchio di fabbrica. Anche i suoi più strenui detrattori ora dovranno ammettere che è una squadra costruita e preparata per arrivare fino alla fine, e le ultime prestazione hanno regalato anche una squadra che sa finalmente segnare. Gli attaccanti in rosa ci sono dal capocannoniere dello scorso campionato Icardi a Jovetic al talento di Ljiajic. Se riusciranno ad esser messi in condizione di realizzare sarà un problema per tutti recuperare terreno. La vera forza di questa Inter, però sta nel duo centrale Miranda Murillo e nella capacità di Mister Mancini di aver creato un sistema di gioco adatto ai giocatori che ha. Con giocatori come Medel e Melo non si può di certo pretendere una squadra che fa del fraseggio in stile Barcellona. Ricordiamoci sempre che nel campionato italiano vince sempre chi prende meno gol!
Le principali antagoniste in questo momento sono senza dubbio Napoli e Juventus. Il Napoli va a Bergamo in un campo storicamente ostico, soprattutto quest’anno dove l’Atalanta sta facendo un ottimo campionato fra le mura amiche. I partenopei sono sicuramente la squadra che fa il più bel calcio di questa Serie A. Qualcuno, soprattutto a Milano, si sta mangiando le mani per non aver scelto un allenatore come Sarri, più per ragione di look o magari per ragione politiche, si vocifera che l’allenatore toscano abbia simpatia di centro sinistra, che per ragioni tecniche. Credo che il maggior pregio di Sarri sia quello di aver ridato smalto ad un campione vero come Higuain. L’argentino veniva da una stagione tribolatissima; di lui si ricordavano solo i rigori sbagliati che son costati la Champions e gli errori della semifinale di Europa League. Sarri gli ha ridato smalto, lo ha messo al centro del progetto, capendo che con un campione come lui nulla alla sua formazione è precluso. In più il Pipita è il perfetto finalizzatore per il gioco offensivo dei napoletani.
Un merito che va sottolineato dell’allenatore toscano è quello di aver sfruttato i giocatori al meglio per le loro caratteristiche. Sarri ha sempre giocato col trequartista, vedasi Saponara ad Empoli, ma nel Napoli un giocatore con queste caratteristiche non c’è. Ha provato nelle prime giornate, ma gli esiti sono stati negativi e il distacco dall’Inter si deve a questo. Così è passato al 4-3-3 più adatto agli uomini a suoi disposizione, adattandovi la sua mentalità di calcio offensivo. Il campo ha detto che questa è stata l’idea vincente ed ora il motore di questa macchina gira che è un piacere. E a Napoli la parola scudetto si può pronunciare tranquillamente.
Parola scudetto che a Torino è di casa. La Juventus è sempre candidata alla vittoria finale soprattutto dopo quattro vittorie consecutive. Però la rivoluzione in casa bianconera è stata profonda. Perdere campioni del calibro di Vidal Pirlo e Tevez più altri giocatori che facevano parte dello spogliatoio da anni, sostituendoli con giovani di belle speranze ed elementi non dello stesso spessore, è stato un trauma. Inoltre la società è apparsa un po’ confusa sul mercato, correndo appresso a tanti giocatori in ruoli diversi, per poi portare a fine mercato Hernanes e Cuadrado non proprio in linea con le figure cercate e volute da Mister Allegri. Trovare la quadra a questo rompicapo non è stato facile e l’inizio è stato tortuoso.
La svolta si è avuta dopo la sconfitta col Sassuolo. I vecchi dello spogliatoio si son fatti sentire, e Allegri ha deciso di ritornare al caro vecchio 3-5-2 di contiana memoria. Giocando così la squadra ritrova tutte le sue sicurezze e da allora i bianconeri hanno inanellato 6 vittorie consecutive, più quella in Coppa Italia, unico passo falso Siviglia. Allegri è un ottimo gestore e amministratore del materiale umano che ha a disposizione. Sicuramente ha più difficoltà nello schierare una squadra che tenta di giocare con le sue idee di gioco, ma a sua discolpa si può dire che non ha i giocatori adatti per il suo modulo ideale. Ora la Juve è tornata la corazzata degli ultimi anni e il Carpi di domani sembra il classico agnello sacrificale. Ma attenzione che le partite più semplici nascondono le insidie più grosse.
Molte sono le partite che vedono coinvolte squadre in cattive acque. Le difficoltà maggiore colpiscono proprio le due formazioni romane. Alla Roma sembra solo che si faccia il conto alla rovescia per l’esonero di Garcià. Si parla solamente del suo sostituto: i nomi e le ipotesi si moltiplicano. Forse si dovrebbe pensare anche alla partita col Genoa, perché gli obiettivi sono tutti lì a portata di mano e anche perché il Genoa attraversa un momento ugualmente complicato ed è costretto a far risultato per non essere definitivamente risucchiato dalla zona retrocessione. Purtroppo l’ambiente romanista non aiuta molto la squadra e l’allenatore. Si va verso un ennesimo Olimpico semi deserto, e i pochi tifosi presenti pronti a contestare al minimo errore. La partita di domani è piena di trappole difficile da eludere per la Roma. In caso di sconfitta o di prestazione negativa la crisi non avrebbe più soluzioni.
La Lazio come abbiam visto si trasferirà a San Siro a giocare con l’Inter. Anche qui la situazione è molto complicata. E’ sparita la bella squadra che solo un anno fa Pioli faceva scendere in campo. Anche qui i tifosi sono sul piede di guerra, la contestazione contro squadra e dirigenza e a i massimi livelli e Pioli sa che anche per lui l’esonero è dietro l’angolo. L’allenatore giustamente tira dritto per la sua strada e sa che solo con il lavoro si può uscire da questa situazione. Ma la scarsità delle rosa e i pochi big a sua disposizione più con la testa al mercato che alla squadra, di certo non aiuta. Il rischio per la sua panchina è elevatissimo!
Due parole sull’altalenante Milan di scena a Frosinone. Anche Mihajlovic vive sul filo del rasoio da mesi. Si dice che comunque vada la stagione, il suo percorso a Milano finirà. Il pessimo rapporto col presidente Berlusconi, come facilmente si poteva prevedere conoscendo il carattere dei due, non renda possibile un cammino comune. Sinisa non può fare il suo calcio in tranquillità, non è padrone del suo spogliatoio, perché la dirigenza e la presidenza lo sfiduciano continuamente. Questo è un problema storico del Milan anche Ancelotti, per fare un esempio, era trattato alle volte malissimo, ma il serbo non ha dalla sua lo spessore di Carletto né tanto meno la rosa di giocatori che Ancellotti aveva a sua disposizione. Domani un risultato negativo riaprirebbe le ferite e chissà cos’altro.
Da vedere Fiorentina – Chievo che servirà ai viola per invertire la rotta dopo le due sonore sconfitte in campionato e in coppa. Se la squadra di Sousa vuole ritornare ad essere una concorrente credibile per il vertice, dovrà assolutamente strappare i tre punti con una prova convincente.
Sampdoria – Palermo è una partita imprevedibile con due squadre in grossa difficoltà dove non si vede una direzione definitiva. Montella e Ballardini sono saliti in corsa sulla panchine e ne pagano i difetti e le problematiche.
Chiudono il tabellone Torino – Udinese e Verona – Sassuolo. Il Toro si deve rialzare dopo il tonfo nel derby per non andare in crisi. L’Udinese in crisi già lo è una sconfitta la risucchierebbe in piena lotta retrocessione. Il Verona vive alla giornata una stagione che sembra già segnata. Una vittoria accenderebbe delle speranze che in questo momento non si vedono. Il Sassuolo è la sorpresa, ma non tanto, del campionato. I tre punti confermerebbero le ambizioni per la zona Europa League. (Pierfrancesco Bonanno)




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