La precarietà nel giornalismo sportivo

Troppo spesso il giornalismo sportivo e’ ritenuto un settore di transito, quasi una gavetta obbligatoria per poi puntare a traguardi più elevati. Ma quali sono le condizioni sopraggiunte di precarietà? Il primo punto riguarda la crisi economica e la contrazione degli investimenti seguito dalla ristrutturazione tecnologica e la fluidificazione temporale. A seguire la proliferazione delle tribune comunicative ed informative e l’esternalizzazione del lavoro giornalistico (service). Da segnalare che tutti abbiamo libertà di parola ma servono delle regole perché stiamo vivendo un bombardamento di carattere informativo che fa perdere la professionalità! Quante persone parlano di calcio in tribune improvvisare senza averne titoli e modalità! Va moderato anche l’utilizzo dei collaboratori esterni a danno del corpo redazionale che favorisce gli editori che risparmiano denaro utilizzando i service perdendo il punto di riferimento redazionale. Altro argomento delicato il mestiere in outsourcing. Rapporto di lavoro a tempo indeterminato 36,7%, rapporto di lavoro a tempi determinato 10.8%,. I giornalisti professionisti siamo soltanto il 42.1, mentre i pubblicisti 46.6, il resto lavora senza titoli. Il quotidiano cartaceo continua ad essere un punto di riferimento con il 51.7 per cento, seguita dalla crestata giornalistica televisiva con 23.2 per cento. I siti web si attestano al 27.1 per denti, ed il blog informativo di poco superiore al 2 per cento. La testata giornalista radiofonica ha il 14.3 per cento ed il periodico cartaceo 10.1 per cento. Il fenomeno dei blog e’ in crescita anche se spesso snobbata sai professionisti da qui la sottostima dei dati sui blog troppo spesso poco considerati dagli addetti ai lavori. I giornalisti sportivi spesso si occupano anche di cronaca locale, politica e cultura e spettacolo. Ma qual’e’ il giudizio del giornalismo sportivo dall’interno. Il 53.7 per cento lo definisce un settore con una sua dignità culturale ed informativa, ma il 38.7 per cento lo vedrebbe come un settore meritorio di una formazione ed una preparazione più elevate. Il 33 per cento ritiene che si tratta di un settore che può essere sviluppato meglio. Vi e’ una grande necessità di formazione e di maggiore professionismo. Basta ai cosiddetti giornalisti tifosi. Per quel che riguarda il rapporto tra colleghi sono alti i rapporti formali. I rapporti conflittuali sono soltanto al1’1 per cento. Il rapporto con gli attori dello sport? Vi sono enormi difficoltà con le sfere istituzionali dello sport. Il giornalista ha sempre meno margini di manovra per il 31.8 per cento e viene richiesto a gran voce che sia un rapporto da ripensare completamente ridando più dignità alla figura del giornalista.




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