Elezioni Arabia Saudita: donne al voto per la prima volta

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Il 12 dicembre 2015 in Arabia Saudita, per la prima volta nella storia, si svolgeranno le elezioni amministrative aperte alle donne sia come elettrici che come candidate. Le saudite che si presentano per ottenere un seggio nei 284 consigli municipali sono 900 su un totale di 7mila candidati. Le previsioni lasciano presagire una scarsa affluenza femminile per paura di ritorsioni in un Paese dove alla donna sono negate le libertà fondamentali e che viola sistematicamente i diritti umani dei suoi cittadini. Eppure è un passo importante per tutta la popolazione di questa ricca monarchia di stampo islamico. Dell’apertura alle donne se ne parla già da moltissimi anni. C’è una grande aspettativa delle donne per questo passo che le porterebbe a far parte della vita politica del loro Paese per la prima volta. A dire il vero questa loro volontà è stata sostenuta anche da molti uomini. Quindi, non immaginiamo che siano solo le donne a combattere per i diritti in Arabia Saudita, perché ci sono anche moltissimi uomini che hanno appoggiato queste loro richieste, anche uomini appartenenti alla famiglia reale.
Le donne hanno una grande possibilità di muoversi attraverso i vari social network. Ci sono club, ci sono sindacati particolari, non come i nostri. Si muovono quindi moltissimo e forse anche più degli uomini, proprio a causa di questi anni di isolamento e repressione. L’Arabia Saudita è forse l’unico Paese al mondo, dove le donne non possono neanche guidare la macchina. E questo ha grandi conseguenze per tutta la società saudita. Se le elezioni saranno corrette, come si spera, ci sarà presto una rappresentanza femminile anche nelle amministrazioni regionali, provinciali… Poi questo potrebbe un giorno aprire le porte a qualche altra cosa. Finora, infatti, ricordiamoci che le donne potevano entrare nelle assemblee degli uomini e così via, ma assistendo in realtà da un palco molto alto; non facevano parte dell’assemblea vera e propria; oppure potevano alle volte far sentire la loro voce attraverso dei collegamenti in televisione, dei collegamenti interni non sulla TV di Stato. C’è un sistema, dunque, per noi lontano e difficile da capire, ma non credo che le donne siano così zitte e represse come noi le immaginiamo qui in Europa, assolutamente no. Ci sono testimonianze di molte donne – scrittrici, intellettuali, commediografe – con un grande senso di responsabilità, consapevoli che il cambiamento dell’Arabia Saudita passerà forse proprio attraverso le donne.




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