4 anni fa ci lasciava Giorgio Chinaglia Nel 1973-74 ha guidato la Lazio al 1°scudetto della sua storia

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giorgio chinaglia

il 1 aprile di 4 anni fa ci lasciava  Giorgio . Nel ’73/74 ha guidato la al 1°scudetto della sua storia.

Un campione vero, un ragazzo che scendeva in campo con la grinta ed il cuore prima della classe.

Giorgio Chinaglia nasce a Carrara in Toscana nel 1947 da una famiglia di umili origini. Il padre Mario, insieme alla moglie Giovanna ed alla sorella Rita, emigra in Galles dove trova lavoro in una miniera, mentre il piccolo Giorgio rimane in Italia con la nonna Clelia fino al 1955, anno in cui anch’egli seguirà la famiglia a Cardiff.

Qui frequenta la scuola cattolica “St.Peter’s”, e poi la “Lady Mary grammar school”. Nel frattempo entra a far parte sia della squadra di calcio che di quella di rugby della scuola. Presto il padre lascia il lavoro in miniera per aprire un ristorante, il “Mario’s Bamboo Restaurant”, e in questo periodo Chinaglia alterna gli allenamenti con il lavoro serale come cameriere o lavapiatti nel locale di famiglia.

Era sposato con Connie Eruzione, cugina del campione olimpico di hockey Mike Eruzione, un’americana che si era trasferita negli Stati Uniti prima di lui e da cui ebbe tre figli: Giorgio Jr, Stephany e Cynthia. I due divorziarono e Chinaglia si risposò con l’italiana Angela Cacioppo, madre di due ragazzi:  Anthony e Donald .

Nel 1979, dopo che aveva iniziato a giocare con i New York Cosmos, Chinaglia ottenne la cittadinanza statunitense.

Chinaglia si è cimentato anche nelle vesti di cantante incidendo, nel 1974, il brano “(I’m) Football Crazy”,[9] che fu colonna sonora del film L’arbitro, interpretato da Lando Buzzanca.  È citato anche in una canzone di Rino Gaetano dal titolo “Mio fratello è figlio unico“.

Muore la mattina del 1º aprile 2012 nella sua casa di Naples, in Florida, nei primi giorni successivi al suo ricovero, a seguito di un infarto. È sepolto a Roma, nel Cimitero di Prima Porta, accanto a Tommaso Maestrelli, il suo allenatore dello scudetto.

Nato nella città di Carrara, Giorgio Chinaglia si trasferì con la famiglia a Cardiff all’età di nove anni.

La sua carriera da calciatore ebbe quindi inizio in Galles, ma il giovane emigrante decise di non giocare con il club della sua città, ovvero il Cardiff City, perché si risentì del fatto che gli fosse stata offerta l’occasione solo per un provino;[ giocò quindi con la squadra rivale dello Swansea City, con la quale disputò le stagioni 1964-1965 e 1965-1966.

Il periodo a Swansea fu segnato dalle intemperanze del giovane Chinaglia, per le quali sarà famoso anche in seguito, e dalla delusione di non giocare con continuità in prima squadra, tanto che alla fine il padre decise per il rientro in Italia, per permettere a Chinaglia di compiere il servizio militare, e per favorire la carriera del promettente attaccante.

 

L’esultanza di Chinaglia al derby di ritorno nell’anno dello Scudetto 1974: dopo aver segnato il gol del definitivo vantaggio, corre sotto la curva romanista indicando i tifosi avversari in segno di sfida.

Arriva così il primo trasferimento in Italia tra le file della Massese, in Serie C, e successivamente all’Internapoli, sempre in C, per passare poi alla Lazio (neopromossa in Serie A) nell’annata 1969-1970. Segnò 12 gol nel primo anno e 9 nel secondo, in coincidenza con la retrocessione in Serie B.

Nella stagione 1971-1972 vince la classifica cannonieri della serie cadetta e contribuisce in maniera determinante con i suoi 21 gol al ritorno in massima serie dei capitolini, guidati dal tecnico Tommaso Maestrelli.

Nella stagione 1972-1973 la neopromossa Lazio sfiora clamorosamente la conquista dello scudetto, perso all’ultima giornata di campionato complice la sconfitta con il Napoli e la contemporanea vittoria della Juventus sui cugini giallorossi della Roma.

L’anno seguente, grazie alle sue 24 reti, Chinaglia conquista, oltre al primato nella classifica cannonieri, il Tricolore con la Lazio realizzando alla penultima giornata (il 12 maggio del 1974) il calcio di rigore decisivo nell’incontro disputato allo Stadio Olimpico vinto col Foggia per 1-0.

A fine stagione si reca negli Stati Uniti per unirsi alla famiglia. Lì gli viene proposto di giocare una partita amichevole con la maglia degli Hartford Bicentennials contro la Nazionale polacca. La partita si trasforma per lui in un successo mediatico, tant’è che Chinaglia decide di trasferirsi in America anzitempo, ma essendo sotto contratto con la Lazio, è costretto a tornare in Italia prima dell’inizio del campionato.

L’ultima stagione al club romano si chiude con un quarto posto in campionato, 14 reti realizzate e la fascia di capitano al braccio. A poche giornate dalla fine del torneo 1975-1976 decide di volare negli Stati Uniti per giocare con la maglia del New York Cosmos al fianco di Pelé e Franz Beckenbauer. Nel 1978, facendo seguito alle continue insistenze di Chinaglia, il Capitano della Lazio Giuseppe Wilson giocò il campionato del Soccer Bowl con la maglia del Cosmos. Terminato il campionato, Chinaglia fece del tutto per trattenere Wilson in America, ma questi ritornò a giocare con la Lazio. Tra i due ci fu anche qualche dissapore anche se poi in breve tempo, il tutto si ricompose. Termina l’esperienza in biancoceleste totalizzando complessivamente 175 presenze e 77 reti in Serie A, 34 presenze e 21 reti in Serie B e 37 presenze e 24 reti nelle coppe.

 

Debutta nella North American Soccer League il 17 maggio 1976 nella sfida casalinga contro i Los Angeles Aztecs, in cui Chinaglia segna una doppietta che, insieme a quella di Pelé e a un’altra di Keith Eddy, contribuisce al risultato finale di 6-0. In 9 anni di NASL segnò 231 gol in 234 partite, di cui 53 in 43 incontri di play-off. Vinse il premio come miglior marcatore della NASL per cinque volte, tra il 1976 e il 1982, diventando così il secondo calciatore italiano ad ottenere il titolo di capocannoniere in un campionato straniero. Giudicato miglior giocatore del torneo nel 1981, coi Cosmos vinse quattro Soccer Bowl nel 1977, 1978, 1980 e 1982. Nei play-off del 1980 Chinaglia segnò 18 gol, sette dei quali nella gara contro i Tulsa Roughnecks.

 

Il 25 febbraio 1990, a 43 anni, debuttò tra i dilettanti del Villa San Sebastiano, militante in Seconda Categoria abruzzese, nella sfida contro lo Scurcola Marsicana, in cui segnò due delle tre reti che permisero alla sua squadra di vincere. Nella squadra abruzzese giocò fino al giugno del 1991

 

Come giocatore militante in Serie B conquista la chiamata in Nazionale. All’esordio con la maglia azzurra segna subito un gol nel match amichevole contro la Bulgaria, disputatosi il 21 giugno del 1972 a Sofia.

Il 14 novembre 1973, nella gara amichevole Inghilterra-Italia, giocatasi allo Stadio di Wembley, serve a Fabio Capello l’assist vincente dell’1-0 per la prima storica vittoria dell’Italia sugli inglesi

Insieme ai compagni di squadra Re Cecconi e Wilson, Chinaglia partecipa ai Mondiali tedeschi del 1974, anche se non viene impiegato spesso dal CT Ferruccio Valcareggi. Con il successore Fulvio Bernardini la situazione non cambia.

Divenne famosa la sua colorita esclamazione di disappunto quando il c.t. Valcareggi lo sostituì con Anastasi in occasione della partita con Haïti.

Nel 1983 ritorna in Italia, questa volta come presidente della Lazio, ruolo ereditato da Gian Chiarion Casoni. L’anno successivo la Warner Communications gli cede parte delle azioni dei New York Cosmos, ma la NASL è ormai al tramonto e nel 1985, proprio dopo un’amichevole con la Lazio, i Cosmos chiudono definitivamente la loro epopea. Alla fine dello stesso anno Chinaglia è costretto a cedere la quota di maggioranza del club biancoceleste, a causa di problemi economici, all’imprenditore e uomo di sport Franco Chimenti.

Da allora ha vissuto sempre tra Stati Uniti e Italia occupandosi comunque di calcio; è stato coinvolto nelle vicende societarie del Ferencvaros, del Marsala, di cui divenne per un brevissimo periodo presidente onorario, del Foggia, del quale divenne presidente dall’ottobre del 2000 al marzo del 2001, del Lanciano, acquisito nel 2004, ed infine di nuovo della Lazio.




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